Industrie insalubri: la Provincia
stoppa gli insediamenti più pericolosi
MATELICA - Il parere definitivo stralcia il comma che prevede la possibilità di far insediare industrie a rischio di incidente rilevante. Chi vorrà insediare un’industria insalubre dovrà seguire la normale procedura di legge
di Monia Orazi
E’ giunto il parere definitivo della giunta provinciale sulla variante urbanistica del comune di Matelica che prevedeva l’insediamento di industrie insalubri di prima e seconda classe, tra cui quelle a rischio di incidente rilevante soggette alla normativa Seveso, nei lotti 26, 28, 30 e 35 dell’area industriale dei Cavalieri. La decisione della giunta comunale, motivata con la necessità di favorire l’occupazione in quattro lotti invenduti da tempo, è stata oggetto di protesta con alcune manifestazioni, prima una fiaccolata lo scorso dicembre, poi quella recentissima tutta al femminile (leggi l’articolo), prima nella stessa Matelica e poi a Cerreto D’Esi. Anche i gruppi consiliari di opposizione si erano schierati contro la variante. La provincia si è espressa sulle controdeduzioni inviate dal comune, per cui la variante resta conforme, nei punti già approvati dalla provincia, con il precedente parere. Il comma 14 delle norme tecniche di attuazione del comune, quello specifico alle industrie insalubri a rischio di incidente rilevante è stato stralciato, dato che è stato ritenuto non ammissibile. Nel testo della delibera di giunta provinciale si precisa che la controdeduzione del comune al comma 14, non è ammissibile perchè così come descritta nell’articolo 23-ter pone “delle condizioni localizzative a priori (lotti 26, 28, 30, 35) che invece potranno eventualmente essere ipotizzate solo dopo una specifica variante coerente con altri strumenti di settore sovraordianti che investono ambiti territoriali più estesi”, specificando come per insediare un’industria Rir occorra una variante urbanistica specifica che si coordini con altri piani territoriali che riguardino territori più estesi, mentre quanto previsto dal comune comporta una localizzione ben definita. Per il resto la giunta provinciale prescrive al comune di riformulare l’articolo 23-ter relativamente al rispetto delle prescrizioni nei vari enti di competenza, citando invece espressamente l’Asur: “a condizione che siano rispettate tutte le prescrizioni impartite dall’Asur area vasta 3 nel parere prot.86664 del 18/10/2012”.
Nel parere la Giunta provinciale ricorda le prescrizioni a cui dovrà sottostare l’industria da insediare riportando le norme di riferimento del settore compresa la normativa sulle industrie insalubri, ricordando che “per ogni ditta da insediare nei lotti previsti dalla variante, dovrà essere presentato il necessario progetto, completo di tutte le relazioni ed elaborati progettuali, che sarà vagliato da questo Servizio e sul quale verrà espresso parere igienico-sanitario definitivo”. Qualsiasi imprenditore che vorrà insediare un’industria insalubre, dovrà seguire la normale procedura prevista dalla legge, con l’iter che inizia dando comunicazione al sindaco, oltre che agli enti previsti dalla legge, inoltre dovrà presentare il progetto di insediamento industriale agli enti competenti, tra cui l’Asur. All’amministrazione comunale resta la possibilità di impugnare il provvedimento dinanzi al tribunale amministrativo regionale, ma in coerenza con quanto già affermato in precedenza la variante urbanistica non sarà ritirata.
Questo pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa a cui sono intervenuti i capigruppo consiliari di opposizione Massimo Montesi e Alessandro Casoni, il consigliere autonomo Adriano De Leo, Bianca Verrillo del Pd, Gessica Menichelli di Fli, Roberta Tulli del Comitato delle donne, i consiglieri comunali Matteo Aringoli e Sandro Botticelli. “Il parere della Provincia ha stabilito che a Matelica nessuno può fare come vuole, ma occorre rispettare le norme. Non abbiamo detto no a priori alle industrie insalubri, ma come si legge nella delibera della giunta provinciale vanno valutati i progetti, perchè non tutti sono incompatibili. La nostra non è stata una battaglia contro una persona, ma abbiamo voluto riaffermare i principi della tutela della salute, rendendoli compatibili con il lavoro. Tra i risultati politici di questa vicenda c’è che è stata avviata una collaborazione leale, sincera e produttiva, tra chi nel 2009 era in liste differenti. A Matelica non c’è più una maggioranza”, ha detto Massimo Montesi. “Sparvoli in campagna elettorale diceva che per amministrare il comune occorreva gente esperta – ha esordito Alessandro Casoni – ma la maggioranza è franata su questa idea, su cose basilari per un’amministrazione quale il rispetto delle regole. Il parere della provincia ha dato ragione a noi, l’ente ha lavorato sulla norma e la giunta provinciale si è resa conto che le valutazioni dei tecnici erano corrette. Se la giunta comunale vorrà presentare ricorso al Tar, dato che l’insediamento di industrie insalubri è un’idea di parte politica, chiederò che siano gli stessi assessori a pagare il ricorso al Tar, senza gravare sulle tasche dei cittadini”. Il consigliere autonomo Adriano De Leo ha sottolineato: “Matelica negli ultimi mesi ha avuto un non governo, perchè la giunta è stata impegnata a portare avanti questa speculazione. Matelica è una terra di nessuno, c’è degrado, è sporca, ci sono problemi di microcriminalità, le forze dell’ordine fanno quello che possono a loro va un grosso plauso. L’attenzione della giunta è però rivolta verso altre cose. Dobbiamo stoppare lo stato di degrado in cui si trova la città, dobbiamo assumere una linea dura per fare le cose che la maggioranza non è capace di fare. Tanti amici di diverso colore politico, ci hanno appoggiato per quanto stiamo facendo per il bene di Matelica”.
