Cementificio Sacci, il Comune di San Severino ricorre al Tar

La giunta sta valutando l’ipotesi di uno studio anemometrico per valutare la ricaduta delle polveri. A Castelraimondo per approfondire gli aspetti medici ed ambientali del tema
- caricamento letture
Il cementificio Sacci

Il cementificio Sacci

Il Comune di San Severino si rivolge ad un legale per proporre un ricorso al Tar contro la realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti al cementificio Sacci. Lo ha reso noto, in risposta ad una interrogazione presentata dalla minoranza nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, l’assessore alle Politiche Ambientali, Simona Gregori che ha ricordato che l’Amministrazione settempedana ha già da tempo chiesto alla Regione di “riesaminare, in autotutela, il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale relativo all’impianto ricadente nei territori di Gagliole e Castelraimondo (leggi l’articolo).

“Ammesso che la società proponente abbia inteso indicare quali Comuni interessati solo quelli di Gagliole e Castelraimondo – ha fatto presente l’assessore Gregori nel corso dell’assise cittadina – non si riesce a comprendere come i funzionari regionali non abbiano sentito la stringente necessità di coinvolgere anche il Comune di San Severino ”. A tal proposito la Giunta settempedana, che sarà rappresentata in giudizio dinnanzi al Tar dall’avvocato Ranieri Felici di Cingoli, sta valutando l’ipotesi di affidare uno studio anemometrico per valutare la ricaduta delle polveri dell’impianto sul proprio territorio.

“L’esclusione del nostro Comune dal novero degli enti interessati ha inevitabilmente pregiudicato il ruolo di verifica comportando una serie di conseguenze discriminatorie degli interessi della popolazione settempedana e di gran parte della valle del Potenza – ha anche dichiarato, nel corso del Consiglio comunale, l’assessore Gregori, che ha poi concluso – Le azioni che il Comune di San Severino  sta attuando nei confronti del provvedimento in oggetto sono il risultato di un’attenta ed approfondita valutazione anche delle esigenze occupazionali del territorio. Come amministratori siamo ben consapevoli del momento di crisi che le aziende e gli occupati del settore si trovano a vivere, tuttavia riteniamo che il diritto alla salute dei cittadini, ed alla corretta informazione sui rischi che essa possa eventualmente correre, non possano essere oggetto di negoziati o di compromessi”.

***

Assemblea Comitato Salva Salute

Assemblea Comitato Salva Salute

Si è svolta a Castelraimondo nei giorni scorsi l’assemblea pubblica dal titolo “Co-incenerimento dei rifiuti nei cementifici: e la salute?”, in un cinema Manzoni gremito di persone. La serata è stata aperta da Luigi Travaglini, presidente del comitato Salva Salute che ha organizzato l’evento, per approfondire gli aspetti medici ed ambientali del tema, alla presenza del dottor Giovanni Vantaggi, medico per l’ambiente Isde Italia ed esperto di effetti sulla salute, dalle emissioni dei processi combustivi e di Adriano Mei, del coordinamento Comitati in Rete. 

Travaglini ha presentato gli scopi del comitato. “Vorremmo essere un presidio per la popolazione che deve avere la possibilità di esprimere il proprio parere, per questo provvedimento, non relegarlo ad altre istituzioni. L’Aia va modificata, oppure sarà annullata se sarà approvato il ricorso al Tar che stiamo preparando. Non è detto che con questo provvedimento si garantisce il mantenimento dell’occupazione, noi non siamo contro le maestranze, siamo accanto a loro per la difesa del posto di lavoro. Siamo per la salute del territorio, questa scelta avrà conseguenze per i prossimi cinquant’anni, sulla vita dei nostri figli e dei nostri nipoti”.

Una serie di esempi sono stati portati dal dottor Giovanni Vantaggi per spiegare gli effetti sulla salute umana, del coincenerimento di rifiuti nei cementifici. “I cittadini hanno il diritto ad essere informati, come stabilito dalla convenzione di Aarhus, l’amministrazione pubblica deve rendere partecipi gli stessi cittadini che hanno il diritto di dire la loro”, ha detto Vantaggi.“Si bruciano rifiuti non provenienti dalla raccolta differenziata, questa che fine farà?”, ha detto. Il medico ha ribadito come l’Unione europea abbia posto il divieto di incenerire rifiuti che si possono compostare o recuperare. “Bruciare non significa eliminare, ma trasformare in cenere”, ha concluso. Tra i rischi maggiori per la salute la presenza di micropolveri finissime, impossibili da trattenere per i filtri, che vanno nella catena alimentare, si depositano nei polmoni e secondo uno studio finlandese citato dal dottore provocano malattie polmonari, infarti, ictus ed aritmie cardiache.

Vantaggi ha spiegato come i limiti delle emissioni per i cementifici siamo molto più alti dei normali inceneritori, citando il record negativo dell’Italia in cui rispetto alla media europea ci sono 30 casi di tumore in più per ogni milione di bambini sotto ai 14 anni. Ha preso poi la parola Adriano Mei, coordinatore dei comitati in rete. “Comitati come questo segnano il fallimento del rapporto tra cittadini e politica – ha detto – sono trasversali, i cittadini comprendono che beni come la salute, il territorio e l’ambiente sono di tutti e non si elargiscono con una tessera”. Mei è poi passato ad esaminare la situazione di Castelraimondo. Per Mei il provvedimento dell’Aia non rispetta il diritto dei terzi coinvolti dall’installazione dell’impianto, sotto il profilo di tutela della salute, il diritto delle altre imprese ad operare senza danni, la tutela del valore delle proprietà. Mei ha ricordato come l’autorità sanitaria del comune è il sindaco, che deve applicare il principio di precauzione, chiedendo la valutazione dell’impatto sanitario dell’impianto, mentre l’Asur si presenta come un ente strumentale. Il coordinatore dei comitati ha suggerito di inviare una diffida alle autorità ad adempiere alla tutela dei diritti dei cittadini, rivedendo il provvedimento.

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X