Imprese in provincia di Macerata
Regge solo l’artigianato

Il punto della situazione di Cna del terzo trimestre 2012

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Maurizio Tritarelli, presidente di Cna Macerata

L’analisi dei dati UnionCamere relativi all’andamento dell’economia, del lavoro e delle imprese nella regione nel III trimestre 2012, analizzati dal dottor Giovanni Dini, della CNA Marche – Centro Studi “Sistema”, fotografa una realtà provinciale ancora in affanno, migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma purtroppo – sostiene Maurizio Tritarelli, Presidente provinciale della CNA di Macerata – contraddistinta da un’elevata fragilità. Ciò è testimoniato dal risultato negativo, rispetto alla media regionale, relativo invece al confronto con l’ultimo semestre. Significa che nel corso dei primi nove mesi del 2012 il tessuto di imprese della provincia ha reagito meglio alla crisi limitando i danni meglio che per il complesso della regione; ma si poteva fare molto meglio se le imprese già sul mercato avessero avuto maggiori capacità (e possibilità) di restarvi. Tutti sono quindi chiamati ad una riflessione sugli strumenti necessari ad attivare a sostenere le imprese nella loro fase iniziale e di consolidamento, attraverso investimenti che puntino ad aumentare la competitività di tutto il territorio, sia nelle infrastrutture immateriali, ormai irrinunciabili, che in quelli orientati al recupero di produttività. La nota positiva riguarda il nostro artigianato. Il tessuto delle imprese artigiane della provincia ha reagito molto meglio alla crisi rispetto al complesso della regione aumentando di numero, grazie soprattutto alla performance delle nuove imprese, cresciute in un anno (calcolato al III trimestre 2012) di quasi il 70%. Il nostro territorio trova nell’artigianato un suo punto di forza – conclude Tritarelli – e questo dato, in controtendenza rispetto alla situazione generale, ci dice che dovremmo continuare a spingere in questa direzione, collaborando tutti (dalle istituzioni, alle associazioni, ma penso anche alle scuole, ed il loro importante ruolo nella formazione dei giovani) sulla strada della valorizzazione delle nostre eccellenze.

La demografia delle imprese nella provincia e nelle Marche
Il confronto su base tendenziale, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato

Se si confrontano le variazioni tendenziali, riferite allo stesso trimestre dell’anno prima, si vede come l’economia provinciale abbia reagito meglio di quella regionale perché le imprese registrate calano di meno (-0,3% contro -0,5%) e calano meno anche le nuove imprese (-5,1% contro -17,3%) ma si vede anche come crescano molto di più le cessazioni (+27,2% contro +3,7% su scala regionale).

Il confronto con il trimestre passato

Nel corso del III trimestre 2012, le imprese attive della provincia calano rispetto al secondo trimestre di 128 unità, il 0,35% in meno mentre a livello regionale la perdita di imprese attive è pari a 188 imprese, dunque più limitata in termini percentuali (-0,12%).
La particolare durezza degli effetti della crisi sul tessuto provinciale di imprese è testimoniata ulteriormente dal saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni che, nel III trimestre 2012, è più ampio per la provincia di Macerata (-125 unità) rispetto alla regione considerata nel suo complesso (-116).
Il dato del terzo trimestre riflette un aggravarsi degli effetti della crisi sulla tenuta delle nostre imprese: nel corso del trimestre precedente, infatti, le iscrizioni di nuove imprese avevano ampiamente superato le cessazioni sia nella provincia (+239) sia nella regione (+990).
L’andamento del III trimestre è il risultato della diminuzione progressiva del numero delle nuove imprese che sorgono in provincia (erano 777 nel I trimestre, poi calate a 668 nel II e a 428 nel III) e della contemporanea ripresa nella crescita delle imprese costrette a uscire dal mercato, in un primo tempo diminuite (da 1224 nel I trimestre a 429 nel II) e poi bruscamente aumentate (553 nel III trimestre).

La situazione dell’artigianato

Nell’artigianato la situazione risulta abbastanza diversa e certamente migliore, rispetto a quella sopra descritta per il complesso delle imprese: il terzo trimestre vede prevalere le iscrizioni rispetto alle cessazioni (265 contro 238) a differenza di quanto avviene per il complesso della regione (731 contro 765). Cresce quindi sia il numero delle imprese attive sia quello delle registrate. E se si considera il dato tendenziale, relativo cioè allo stesso periodo dell’anno prima, si vede come il tessuto delle imprese artigiane della provincia abbia reagito molto meglio alla crisi rispetto al complesso della regione aumentando di numero (+2,6 le registrate e +2,8% le attive) e non diminuendo, grazie soprattutto alla performance delle nuove imprese, cresciute in un anno (calcolato al III trimestre 2012) di quasi il 70% (sono 109 le nuove imprese sorte in più rispetto al terzo trimestre del 2011).


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