Si continua a cercare ancora Danilo Riccini, il “runner” perugino scomparso da 5 mesi in località Calcara, nel territorio di Ussita (leggi l’articolo). Ripercorre la vicenda l’associazione Penelope Marche nata per sostenere le famiglie degli scomparsi.
«Le battute di ricerca a carattere istituzionale, che hanno visto mobilitarsi squadre di soccorritori composte da vigili del fuoco, guardia forestale, soccorso alpino e carabinieri l’hanno cercato battendo numerosi sentieri anche con l’ausilio di elicotteri e cani, vengono interrotte dopo circa una settimana, senza esito. Si effettuano anche battute di ricerca su per i sentieri di montagna seguendo alcuni itinerari rinvenuti in un libretto a casa di Danilo dove egli stesso appuntava luoghi e tempi di percorrenza, ma di lui non risulta nessuna traccia. I genitori anziani di Danilo incontrano a Roma il Prefetto Michele Penta, Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, che segue il caso e che rassicura nell’attivazione e nell’interessamento istituzionale la vicinanza alla famiglia qualora venga rinvenuta traccia riconducibile a Danilo. Ma i familiari stretti da parenti e amici più cari non vogliono arrendersi. Ad interessarsi del caso fin dalle prime settimane dopo la scomparsa di Danilo Riccini c’è l’Associazione Penelope Marche (associazione regionale che assiste i familiari delle persone scomparse) che entra in contatto con la famiglia e si attiva per fornire assistenza legale gratuita, per mezzo dell’Avvocato Tuzi, al fine di chiedere l’autorizzazione alla prosecuzione delle ricerche, con l’ausilio degli uomini del servizio U.C.I.S. (Unità Cinofile Italiane da Soccorso) avanzando istanza alla Procura di Camerino. Ad agosto si riparte di nuovo alla ricerca di Danilo. Gli uomini dell’U.C.I.S per diversi giorni pongono la loro base operativa a Frontignano e ripercorrono, sulla base delle mappe di Danilo, i sentieri da lui tracciati estendendo la ricerca anche in altre zone del Monte Bove. I cani dell’U.C.I.S ritrovano delle ossa, ma da esami biologici effettuati, non sono resti umani. Nel frattempo i vertici nazionali dell’Associazione Penelope rappresentata da Elisa Pozza Tasca sono in contatto con una signora di Genova, proprietaria di cani che sta addestrando per la ricerca di cadaveri, la quale si attiva subito insieme ad un suo stretto collaboratore, nonché addestratore professionista spagnolo di cani da cadavere, di nome Juan Benlloch, per venire nelle Marche e mettersi sulle tracce di Danilo. A settembre si ricomincia di nuovo a cercare Danilo tenendo in considerazione sempre le sue mappe. Parte il primo intervento di ricerca da Frontignano, e si risale a piedi lungo il tragitto della seggiovia, in direzione di Monte Bove Nord. I volontari con il cane proseguono per la vetta raggiungendo i 2130 mt, in modo da poter visionare anche con l’aiuto dei binocoli tutta la zona costituita dalle creste montuose, che, per l’asperità dei luoghi, si presentano completamente spoglie di vegetazione, e quindi consentono una discreta visibilità. I volontari si dirigono anche verso i boschi della Valle del Bove e si ispeziona tutta la zona rocciosa che sta alla base del Monte Bove Nord e a seguire i boschi che stanno a valle. Vengono riscontrati chiari segni di passaggio di altri animali, come cinghiali, cavalli e mucche. E’ una zona molto difficile da controllare, perché il terreno è costituito da ciottoli di pietra scivolosi e risulta invisibile da parte di elicotteri perché nascosta da rocce e vegetazione. Vengono controllate tutte le cavità, o piccole grotte, e gli angoli nascosti, ma non si trova nulla di specifico. Viene fatto un sopralluogo anche a Casal Gasparri, un casale sopra a località Casali, dove alcune persone sostengono di aver visto e parlato con una persona uguale a Danilo in una mattina alle 6.30. Il cane mostra un interesse molto forte solo per due punti: la fonte, continuando ripetutamente ad annusare l’acqua, che dovrebbe essere inodore, e la parte a scendere da Casal Gasparri verso un sentiero. Non ci si arrende nonostante la fatica nel percorrere zone impervie e nessuna traccia che porti a Danilo. I volontari decidono di fare anche un secondo intervento ad ottobre della durata di otto giorni suddividendolo in due parti. Intervengono anche nella ricerca i Carabinieri di Ussita. Nella prima parte si decide di ripercorrere con il cane da cadavere il luogo in cui è stata trovata la sua auto ricontrollando tutte le zone intorno al Monte Bove e Bicco, nella seconda ci si spinge in zone più lontane, come Passo Cattivo, e le sue pendici, e l’Eremo di San Leonardo in cui vive un Frate eremita. Vengono rinvenuti solo resti di animali, ma nulla che porti a Danilo. Ancora un alone di mistero circonda la scomparsa del 50 enne perugino e nell’impossibilità della famiglia di sapere, dopo numerose ricerche, quale sorte sia toccata al proprio figlio la speranza di due genitori continua ad essere accesa e nell’attesa di conoscere la verità sulla scomparsa di Danilo tutta la comunità di Ussita e di Frontignano (l’Hotel Felycita ha riaperto appositamente la struttura per ospitare i familiari e i volontari protrattisi per giorni per le ricerche) continuano a manifestare la propria solidarietà e vicinanza ai familiari».
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