Crac Mediterranea, i dipendenti chiedono certezze

MATELICA - La Regione garantirà i fondi per gli imprenditori che vorranno investire

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Mediterranea-Matelica

Il Consiglio comunale aperto sulla Mediterranea

 

di Monia Orazi

Un tavolo convocato da Confindustria Marche con tutte le aziende del settore agroalimentare per poter trovare un imprenditore che faccia ripartire la Mediterranea di Matelica, l’azienda produttrice di pasta surgelata ferma ormai da due settimane, con 70 persone che rischiano il posto di lavoro. La richiesta è stata fatta da Marco Luchetti, assessore regionale al lavoro, durante il consiglio comunale aperto di ieri sera, convocato dal sindaco Paolo Sparvoli, al quale hanno partecipato anche i dipendenti. Giovedì scorso al mercato si è tenuta anche una raccolta di firme, a cui ha aderito anche don Vincenzo Bracci parroco di Santa Teresa. I dipendenti che da due settimane hanno installato un presidio davanti all’azienda, vivono a turni dentro una tenda blu, giorno e notte, sono intervenuti alla serata. Restano sospesi tra il no della Korion, che ha gestito l’azienda per un anno e mezzo e non riconosce l’ efficacia giuridica dei contratti di assunzione stipulati, e la curatela fallimentare che secondo la legge italiana non può sostituirsi all’ imprenditore. Per far partire le procedure relative agli ammortizzatori sociali serve che la Korion presenti domanda, ma per superare l’impasse Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil, ha annunciato che sarà presentata domanda all’ispettorato del Mediterranea-consigliolavoro, per iscrivere i dipendenti nelle liste di mobilità, in modo forzoso. Benfatto ha citato la procedura di licenziamento prevista dalla legge 223, unita ad una sentenza della corte costituzionale del 1999 ed una circolare del 2010. Gli ispettori del lavoro certificheranno l’insussistenza del rapporto di dipendenza ed a quel punto la provincia provvederà ad effettuare l’iscrizione nelle liste di mobilità. Per Stefano Pepa della Cisl ci sono tutte le possibilità di far ripartire l’azienda. “Sono davanti all’azienda con gli altri che non mollano. Ma non possiamo andare avanti così ancora a lungo. Vi preghiamo di decidere nel più breve tempo possibile, siamo allo stremo – ha spiegato Alfredo, uno dei dipendenti in lotta della Mediterranea – è molto dura a livello fisico, psicologico ed economico, siamo nel paradosso, dal lavoro a pieno ritmo al non lavorare più, prende in contropiede a livello psicologico”. Un’altra preghiera alle istituzioni è stata lanciata dalla collega Claudia: “In questa condizione abbiamo difficoltà a trovare un altro lavoro, a consegnare le lettere di dimissioni, a sostenerci perché non abbiamo gli ammortizzatori sociali. Noi lavoratori siamo stritolati in una morsa, vi preghiamo di far partire domani l’istanza al giudice con urgenza, per ottenere risposte per i figli, le nostre famiglie che lottano e vogliono il loro futuro e la dignità”. La serata si è conclusa con l’approvazione unanime di un ordine del giorno, inviato al giudice fallimentare, al curatore, alla Korion, a tutte le istituzioni in cui si chiede alla gestione della Mediterranea di pagare tutte le spettanze ai dipendenti, al giudice di chiarire definitivamente ed in tempi rapidi la valenza giuridica dei contratti stipulati dalla Korion. Nel testo si impegnano le istituzioni coinvolte, ed in particolare la regione ad individuare imprenditori con un piano industriale serio che permetta la ripresa dell’occupazione alla Mediterranea, di estendere a questa situazione i benefici dell’accordo di programma stipulato con governo secondo la legge 180, di trovare dei sussidi temporanei per i dipendenti in forte difficoltà, in particolare per quelli assunti a tempo determinato che non hanno diritto alla mobilità. Il consiglio è stato aperto dal sindaco Paolo Sparvoli il quale, dopo la cronistoria della vicenda, ha ancora una volta ribadito come “Matelica non può permettersi di perdere altri posti di lavoro, ci vogliono tempi rapidi, si devono garantire la tutela dei lavoratori e dei posti di lavoro, con un imprenditore che possa presentare un piano industriale”. Il capogruppo di maggioranza Egidio Montemezzo ha definito “kafkiana” la situazione, mentre per Massimo Montesi il punto centrale è la ricerca di un nuovo imprenditore, Sandro Botticelli ha ricordato la crisi del tessile, esortando ad evitare i “furbetti”. “I lavoratori non possono aspettare, hanno bisogno di provvedimenti che diano loro certezze”, ha spiegato la vicepresidente della provincia Paola Mariani. “Chiediamo a Confindustria di aiutarci a trovare una soluzione, perché non vogliamo imprenditori pescecani, qui c’è qualcuno che ha lucrato sulle disgrazie, vogliamo incentivare l’occupazione, coinvolgendo chi considera questo territorio come una risorsa”, ha concluso l’assessore regionale Marco Luchetti. L’assessore ha garantito la disponibilità della Regione per il credito garantito agli imprenditori che vorranno investire e di fondi per la formazione dei lavoratori.


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