Palasport e bilancio in Consiglio comunale
Niente di nuovo, un film già visto

MACERATA - Ennesima interrogazione di Marco Guzzini sull'ampliamento del Fontescodella ma come in altre questioni l'amministrazione si ripete, senza dare risposte precise. Serve a qualcosa parlare sempre delle stesse cose? In materia economica, si affronta il tema della viabilità e delle infrastrutture ma gli investimenti sono bloccati e la discussione risulta sterile
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Marco Guzzini

 

di Alessandra Pierini

Dopo una breve pausa estiva, in cui il campionato di pallavolo era fermo, la questione palasport di Fontescodella torna ancora una volta in Consiglio comunale grazie ad una interrogazione del solito Marco Guzzini (Pdl) che, apprezzabile per la passione politica e l’impegno con il qule si dà da fare in molte situazioni, alcune volte inciampa nella ripetitività. Per l’ennesima volta è così andato in scena un inutile e ormai insopportabile confronto su una questione che può essere appetibile dal punto di vista politico ma che è molto lontana dalle priorità di Macerata. Se non fosse ancora chiaro dopo i numerosi interventi del sindaco Romano Carancini che, questo pomeriggio ha ripetuto ancora una volta il solito copione, il palasport non sarà ampliato per mancanza di risorse economiche.  «Non c’è più sordo di chi non vuol sentire – ha tuonato il primo cittadino rivolgendosi a Guzzini – lei con questo atto politico vuole dimostrare che io sono inadempiente. Innanzitutto questa amministrazione voleva il palasport a Villa Potenza. Forse lei non se ne è accorto ma dal 2010 a oggi le cose sono un po’ cambiate. Abbiamo lavorato sull’ipotesi dell’ampliamento che sembrava la soluzione più ragionevole. Siamo andati in commissione e abbiamo presentato le soluzioni tecniche e i costi per un intervento. Quello che manca è una compatibilità economica, cioè la possibilità di poter finanziare un’opera di questo genere. C’è costante attenzione e ricerca per individuare soluzioni economiche ma lo Stato ci ha tagliato ulteriori fondi e dovremo spalmare i tagli nei prossimi tre mesi».

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Romano Carancini

Dura la replica di Guzzini: «Il sindaco è teso e arrogante. Voglio ricordare che il 22 aprile 2011, in piena crisi economica, la Lega non accettò la richiesta della Lube di giocare a Macerata. Il 26 aprile l’amministrazione ha dichiarato di essere disposta ad intervenire per sanare la carenza del palasport. In quei 4 giorni il Sindaco si è convinto di poter sanare il problema o  ha puntato a fare propaganda politica con una promessa che non può mantenere?».
In questa fase storica, in un momento in cui Macerata fa fatica a riconoscersi e ad apprezzarsi, in cui i maceratesi stanno assaggiando quelle difficoltà economiche di cui si parla da tempo, nell’aula consiliare vanno portate con onestà  le questioni reali da affrontare senza continuare a rimuginare sulle solite cose, così lontane dalle priorità dei cittadini. Nelle sedute, che abbiamo già sottolineato più volte sono oltremodo troppo frequenti, spesso i consiglieri ripropongono gli stessi argomenti. Da parte sua l’amministrazione non fornisce mai nuove risposte, incentivando così la riproposizione.

consiglio_comunale_macerata-3-300x200A rappresentare la realtà dei fatti ci ha pensato in apertura di seduta l’assessore Marco Blunno che ha illustrato la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e i provvedimenti per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, sottolineando ancora una volta i limiti imposti dal Patto di Stabilità e dalla necessità di ridurre  nell’ultimo trimestre una parte della spesa corrente «se no gli sforzi fatti finora saranno vani».
A conti fatti, nel bilancio comunale finora la parte degli investimenti si attesta intorno al 19 % del previsto, dato questo che ha fatto saltare sulle sedie i consiglieri di minoranza. «Questo dimostra – ha dichiarato Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl – che le nostre previsioni in fase di bilancio erano molto realistiche, mentre non lo erano affatto gli annunci fatti dall’amministrazione. Si continua a ripetere che a breve si farà qualcosa ma in realtà rimaniamo immobili». Il dibattito è inevitabilmente ricaduto sulla viabilità e sulla carenza di infrastrutture. Su questo punto ha insistito anche Deborah Pantana (Pdl): «Tutto è priorità perchè non si fa niente». Provocatoria la proposta di Anna Menghi (Comitato Menghi): «Facciamo un valore del nostro isolamento, sarebbe già una scelta politica. Le risorse bisogna andare a trovarle dove sono con progetti e punti fermi». Ironico Giorgio Ballesi dell’omonimo comitato: «Destinate dei fondi al secondo piano di  Palazzo Buonaccorsi ma rischiate di fare come quelle belle donzelle che venivano chiuse nei castelli e restavano zitelle».

Di infrastrutture si è parlato anche durante il  convegno “Lo sviluppo della viabilità provinciale”, organizzato da Confartigianato Imprese Macerata nei giorni scorsi all’Hotel Claudiani.

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All’incontro “Lo sviluppo della viabilità provinciale” hanno partecipato il presidente della Provincia Pettinari, il vicepresidente di Confartigianato Leonori e il responsabile dello sviluppo Menichelli

«Le infrastrutture sono il principale elemento di sviluppo economico e senza di esse un territorio non può e non potrà essere competitivo»ha precisato il  vicepresidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori, che è intervenuto in apertura 

Obiettivo dell’incontro, coordinato dal Responsabile Sviluppo e categorie di Confartigianato Giorgio Menichelli, ed al quale hanno preso parte il Presidente Provinciale Antonio Pettinari ed il dirigente dell’Ufficio Tecnico provinciale Alessandro Mecozzi, è stato discutere degli interventi necessari, nel nostro territorio, per migliorare lo stato delle strade provinciali affinché esse siano un mezzo propulsivo per l’economia. In quella sede nel quadro delle priorità il presidente ha riposizionato tra i primi posti la Mattei-Pieve, nell’ottica di creare l’intervalliva per collegare la vallata del Chienti con quella del Potenza, mettendo in secondo piano al momento lo svincolo di San Claudio: «Siamo in una situazione drammatica— ha detto Antonio Pettinari nel corso del suo intervento— abbiamo 38 appalti fermi perché le risorse sono bloccate e in caso di emergenze, come quella del ponte sul Fiastra, siamo intervenuti sapendo che per ora non le potremo pagare. Ma anche quando le risorse sono poche non ci si può fermare, si deve continuare a lavorare programmando interventi che siano utili a tutto il territorio».

 



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