Il trionfo delle tre “M”:
Mariella, Macerata e Maceratese

Domenica memorabile all'Helvia Recina per i biancorossi
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
Curva-Maceratese-41

La curva della Maceratese in estasi dopo il gol di Carboni

Tardella-61

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

di Andrea Busiello

Se qualcuno avesse chiesto a qualsiasi tifoso della Maceratese come avrebbe preferito vincere il derby con la Civitanovese (leggi la cronaca della gara), in tanti avrebbero risposto: “Al 90′ con un’autorete”. Detto, fatto. Minuto novanta, Maceratese e Civitanovese sono sullo 0-0: punizione dai 30 metri di Carboni, sfera deviata in maniera decisiva dalla barriera e Maceratese che si porta in vantaggio sul gong, mandando in estasi tutti i supporter di fede biancorossa. Una sorta di sogno che si avvera. Ma il derby dell’Helvia Recina ha detto a chiare lettere che questo successo è anche e soprattutto il trionfo della presidente Tardella e della città di Macerata. Facciamo un passo indietro e andiamo a venerdì pomeriggio. La presidente della Maceratese convoca una conferenza stampa a Collevario (leggi l’articolo), chiedendo a gran voce a tutti i tifosi della Maceratese di comportarsi da persone civili, seppur la rivalità contro la Civitanovese è storica e notevolissima. Il volto cupo e pensieroso del numero uno biancorosso lasciava adito a ben poche cose: il derby valeva tanto, per la città, per la squadra e per la credibilità della società. Ma torniamo ai vincitori di una domenica che passerà alla storia per il calcio maceratese.

Perozzi1

Il portiere della Civitanovese Perozzi guarda alle sue spalle: la Maceratese ha appena segnato il gol vittoria

MARIELLA TARDELLA – Ha preso la società dalle ceneri e fatto ripartire tutto: dal settore giovanile alla prima squadra. La gente si è lentamente riavvicinata alla Rata, ancor più entusiasmata dal successo dello scorso campionato in Eccellenza. Vedere allo stadio 3 mila spettatori contro l’Ancona e oltre 4 mila ieri contro la Civitanovese è la vittoria, in primis, di una donna manager che ha saputo scegliere le persone giuste nel posto giusto (il direttore sportivo Cicchi e l’allenatore Di Fabio su tutti) per far ritornare quella passione sfrenata a tutta la tifoseria di fede biancorossa. Per rendere l’idea del capolavoro compiuto, basti guardare gli spettatori del match Ascoli-Spezia di sabato in serie B (poco più di 2 mila) e confrontarli con numeri praticamente doppi all’Helvia Recina, seppur con tre categorie di differenza. Passione, abnegazione, serietà, carattere e tanta voglia di vincere alla base di questa rinascita. E la sensazione è che per la dottoressa le soddisfazioni non sembrano essere finite qui…

MACERATAIn vista della sfida con la Civitanovese sono state attuate delle norme di sicurezza particolarmente restrittive. Il derby tornava dopo tanti anni e la sensazione di qualcuno era quella che potesse succedere di tutto. Invece, i tifosi della Maceratese e della Civitanovese (ad eccezione di quella cinquantina di persone che ha cercato, invano prima della partita, di rovinare la festa), e la città in generale, hanno vinto la partita più bella: quella della sportività.  Vedere famiglie intere allo stadio è stato bello, sentire quel calore che ogni tifoso della tribuna, della curva e della gradinata ha cercato di emanare passaggio dopo passaggio aveva in sè qualcosa di romantico. L’esplosione di gioia del 90′, irrefrenabile, ha unito ancora di più la città alla squadra.

Tribuna-Helvia-Recina2

La tribuna dell’Helvia Recina gremita

Dall’altra parte la comprensibile delusione di una sconfitta all’ultimo minuto non è sfociata in nessun isterismo. Ma la cosa più bella, è stata vedere i tifosi della curva (additati come pericolosi da qualcuno) cantare dal primo all’ultimo minuto, incitare i propri beniamini e, perchè no, lanciare qualche logico sfottò ai rivali. Il derby lo hanno vinto anche e soprattutto loro, quei tifosi che hanno spinto i propri beniamini sempre e comunque e nessuno di loro ha mai pensato per un minuto di far diventare il derby una guerriglia. Una prova di maturità davvero forte che con ogni probabilità permetterà alla Maceratese, società che ospitava la partita, di avere molte meno restrizioni per le prossime sfide di campionato. Vincere un derby al 90′ poteva creare ancora più attrito tra le tifoserie e invece, così come deve essere sempre nello sport, tutti a festeggiare insieme ai propri beniamini e godersi tre punti di platino che permettono di rimanere nelle alte sfere della classifica.

Capparuccia-e-Arcolai1

Capparuccia e Arcolai si abbracciano dopo il successo

MACERATESEIl successo della squadra lo lasciamo per ultimo perchè senza le due componenti sopra, tutto sarebbe stato vano. Una partita giocata alla grande nel primo tempo, dove Negro e soci hanno sfiorato il gol in almeno quattro o cinque circostanze mettendo sotto la Civitanovese. Nella ripresa è venuta fuori la formazione rossoblu e i biancorossi, oltre alla clamorosa traversa di Negro, non sono riusciti ad essere mai troppo pericolosi. Il gol di Carboni regala una vittoria nel complesso meritata per una squadra che ha dimostrato di essere molto più amalgamata di una Civitanovese più forte nei singoli ma inferiore nel collettivo. Le energie nervose spese per questa partita sono state tantissime, ma già da oggi è tempo di voltare pagina e pensare al prossimo avversario che si chiama Celano. “Vogliamo essere una matricola pericolosa” ha detto il presidente Tardella a fine gara (leggi le dichiarazioni post partita), e questa è la strada giusta. Ma guai ad abbassare la guardia perchè le potenzialità per un campionato da vivere nelle prime posizioni ci sono tutte.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X