Interventi dell’Assm di Tolentino per gli incentivi al fotovoltaico

Il presidente Gobbi: "La soddisfazione è ancora maggiore se si pensa che un eventuale ritardo nell’attivazione degli impianti fotovoltaici avrebbe comportato per i cittadini e per le aziende coinvolte una forte riduzione degli incentivi"
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Stefano Gobbi, presidente dell’Assm di Tolentino

L’ASSM SpA di Tolentino ha registrato nel periodo estivo un sensibile incremento delle richieste di connessione alla propria rete elettrica da parte dei titolari di nuovi impianti fotovoltaici che hanno cercato di beneficiare fino all’ultimo giorno utile degli incentivi legati al cosiddetto “4° conto energia”.

Ben consapevole delle pesanti penalizzazioni economiche in cui sarebbero incappati i titolari di nuovi impianti eventualmente allacciati oltre il 26 agosto 2012, l’ASSM ha data la massima priorità a tale attività, garantendo la presenza continuativa del proprio personale, sia tecnico che amministrativo, anche nella settimana di ferragosto e riuscendo in tal modo ad allacciare tutti gli impianti per i quali era pervenuta la comunicazione di fine lavori, con tempi di gran lunga inferiori a quelli normalmente previsti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.

Il risultato conseguito, per nulla scontato, non è passato inosservato soprattutto agli occhi di quegli operatori di settore che normalmente hanno a che fare con le grandi società di distribuzione, caratterizzate da forti rigidità burocratiche e con tempi di risposta inevitabilmente più lunghi. A testimonianza di ciò, sono pervenuti al Presidente dell’ASSM, Dott Stefano Gobbi, diverse manifestazioni di ringraziamento per l’elevata professionalità, la solerzia e l’impegno dimostrati da tutto il personale ASSM coinvolto che ha consentito il conseguimento di tale risultato.

La soddisfazione è  ancora maggiore se si pensa che un eventuale ritardo nell’attivazione degli impianti fotovoltaici avrebbe comportato per i cittadini e per le aziende coinvolte una forte riduzione degli incentivi (si stima circa il 30% in meno) rischiando così di compromettere gli investimenti già programmati e privare quindi il territorio di ulteriori risorse sia economiche che energetiche.

 



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