Addio a Cesare Vorbeni, uno degli ultimi testimoni della tragica ritirata di Russia
Recanati
di Mauro Nardi
Si è spento all’età di 92 anni Cesare Vorbeni, penultimo testimone vivente della tragica ritirata di Russia della Seconda Guerra Mondiale. A dargli l’ultimo saluto nella chiesa Cristo Redentore di Recanati sono stati i familiari e gli amici del Gruppo Alpini di Recanati e Castelfidardo di cui è stato capo gruppo dal 1977 al 1991. Un lungo periodo nel quale ha promosso una intensa attività associativa ma sopratutto importanti iniziative come la realizzazione del monumento agli alpini e a tutti i caduti di tutte le guerre, inaugurato il 30 giugno del 1979 in via degli alpini. Il cuore della vecchia penna nera ha smesso di battere nella giornata di ieri all’ospedale Santa Lucia, dove era stato ricoverato qualche giorno fa per degli accertamenti. Vorbeni nonostante l’età non aveva particolari problemi di salute, tanto che si muoveva ancora a bordo della sua auto tra le vie cittadine. Lascia la moglie Giuseppina e i figli Enzo e Rita. Vorbeni partecipò giovanissimo alla campagna di Russia della seconda guerra mondiale con il corpo d’armata del nono Battaglione Genio Alpini. Nella tragica ritirata avvenuta dopo l’accerchiamento dell’armata rossa, perse tre dita della mano a causa del congelamento. Drammatici i suoi ricordi nel gelido inverno della steppa nel quale ha visto morire centinaia di compagni per via delle temperature sotto zero, della fame e dello scarso equipaggiamento. Una lunga ritirata a piedi sino in patria, avvenuta con la sola forza della disperazione. Al suo fianco c’erano altri due recanatesi, Adolfo Lorenzini morto qualche anno fa e Remo Bragaccini che vive ancora nella sua abitazione di via Badaloni.

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