Un alloggio requisito illegittimamente:
tuona l’opposizione a Civitanova

Nel mirino il sindaco Corvatta che avrebbe consegnato una casa popolare a una famiglia che non era in graduatoria
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Massimo Mobili e Tommaso Claudio Corvatta

E’ polemica dura a Civitanova su un alloggio pubblico che il sindaco Corvatta avrebbe requisito per assegnarlo a una famiglia che non era neanche presente in graduatoria. A puntare il dito sono i consiglieri Massimo Mobili, Ermanno Carassai e Sergio Marzetti (Pdl), Erminio Marinelli e Claudio Morresi (Insieme per Civitanova), Giovanni Corallini (Libera) e Fabrizio Ciarapica (Vince Civitanova). 

“Che Corvatta non sia un buon garante della legalità o che sia persona faziosa e di parte” scrivono i sette consiglieri civitanovesi “lo si era già capito nella triste vicenda del portavoce, che pur di difendere l’indifendibile, ha minimizzato e coperto le false dichiarazioni presenti nel curriculum di Annibali.

Utilizzare però i propri poteri di Sindaco per requisire un  alloggio pubblico che anziché essere assegnato in base ad una regolare graduatoria, viene concesso a chi invece in graduatoria non c’è mai stato, è veramente poco serio e trasparente! Il fatto risale al 2 luglio, quando con ordinanza e in base all’art.7 della legge 2248 del 1965 , il Sindaco quale autorità amministrativa, “ esercita il potere di disporre di una proprietà per grave necessità pubblica” e assegna l’alloggio in questione ad una famiglia, proveniente dalla Provincia di Caserta e residente a Civitanova solamente da giugno 2010.

La motivazione principale addotta dal primo cittadino è che la famiglia è colpita da sfratto esecutivo e non sussiste per essa la possibilità di reperire un altro alloggio sul libero mercato… peccato che anche questa volta il Sindaco compie un atto al limite della legittimità! In materia di requisizioni alloggi, le leggi di riferimento sono la 2248 del 1965 e la 142 del 1990, ma nel corso degli anni, numerose sono state le sentenze dei vari TAR, del Consiglio di Stato (n.1856 del 2004) e ultimo della Cassazione (n.38259 del 2007), in cui esplicitamente si afferma: “é illegittima la requisizione di alloggi da parte dell’autorità Comunale per far fronte a famiglie colpite da sfratto, in quanto tale situazione non riveste il carattere di eccezionalità ed imprevedibilità che giustifichi provvedimenti di requisizione che possono adottarsi solo per la salvaguardia di un interesse pubblico che altrimenti potrebbe essere irrimediabilmente compromesso. Il cardine della relativa disciplina poggia sull’inderogabile principio che l’assegnazione degli alloggi pubblici, deve avvenire secondo criteri prefissati dagli organismi preposti (bandi) e da questi verificati attraverso idonee procedure, sicchè nessuna rilevanza può avere lo stato di bisogno del singolo”.

La procedura alquanto anomala della requisizione, è una prassi del passato caduta oramai in disuso, per il semplice motivo che in questo modo si calpestano i diritti di quei cittadini che hanno partecipato al bando ed occupano con titolo una posizione in graduatoria; nella recente approvata a maggio 2012, sono ben 145 le famiglie che aspirano ad un alloggio popolare, ma che in questo caso,  pur avendone diritto, si sono viste scavalcare da chi nemmeno ha partecipato al bando, grazie ad un Sindaco arrogante e irrispettoso delle regole e dei cittadini! Questo potrebbe anche dar seguito ad un ricorso contro il comune da parte di quei soggetti presenti in graduatoria e danneggiati dal provvedimento! A noi non interessano le motivazioni che hanno spinto Corvatta ad emettere tale ordinanza (mai fatta nei precedenti 17 anni di amministrazione di centro destra), ma vogliamo sapere se prima di procedere ha verificato lo stato di disagio delle altre 145 famiglie, considerato che di fatto, sono state escluse pur occupando regolarmente la graduatoria e come intende giustificarsi nei loro confronti per un comportamento poco etico, poco morale, ma soprattutto non degno di chi dovrebbe essere il Sindaco di tutti e non di alcuni! Ci domandiamo dove siano la trasparenza e l’uguaglianza tanto sbandierate in campagna elettorale!”.



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