Le prodezze di Carboni e una tifoseria da categoria superiore

SOMMA ALGEBRICA - La Maceratese si gode la vittoria sull'Urbania e si prepara per la settimana più lunga: quella che potrebbe regalare la promozione in serie D
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SCATTOLINI-2-300x225di Enrico Maria Scattolini

E’ FATTA? (+) Il pareggio del Tolentino a Chiaravalle, contro la Biagio Nazzaro, ha compensato quello di mercoledì scorso della Maceratese a Castel di Lama, e quindi i biancorossi hanno riconquistato i tre punti di margine sulla diretta rivale guadagnati nel derby all’Helvia Recina. Che dunque dovrebbe risultare decisivo. Ora hanno un margine di vantaggio che assicura la promozione se domenica prossima a Cagli, nel match di chiusura, otterranno il pari (data ovviamente per scontata la vittoria dei cremisi in casa contro il già retrocesso Fabriano). Solo la scaramanzia consiglia un pizzico di prudenza. Sono naturalmente autorizzati tutti i relativi antidoti.

SAREBBE UN PREMIO STRAMERITATO (+++) perché la Maceratese è stata indubbiamente la leader del campionato. Per la cifra di gioco espressa sin dall’inizio in virtù della superiore qualità dei suoi giocatori e la magistrale governance di Di Fabio e di Cicchi. All’indomani della sfida vinta contro il Tolentino, c’è stato uno scambio di complimenti fra i due: il primo per elogiare le scelte sagaci del DS che praticamente ha costruito “ex novo” una squadra super, il secondo per sottolineare le grandi capacità tecniche dell’allenatore. Ritengo che la stima si sia consolidata ieri pomeriggio, dopo il… lasciapassare ottenuto con l’Urbania (leggi la cronaca); ma non sono in grado di documentarla perché, come accaduto a Castel di Lama, sono stato rigorosamente messo out dalle interviste effettuate sullo stesso terreno dello stadio, forse per evitare che giudizi e commenti potessero arrivare al mio comprendonio. Così la “voce storica” della Maceratese è stata scomunicata. Ma non è la prima volta che capita, sicuramente a causa della mia ormai conclamata… eresia biancorossa. Comunque ho assoluto bisogno di lucrare indulgenze.

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L'abbraccio tra Maria Francesca Tardella e Claudio Cicchi

GRANDE MARIELLA (+) Ovviamente la dottoressa Tardella merita il riconoscimento di principale artefice della resurrezione del calcio biancorosso. Ha compiuto un autentico miracolo alla sua prima esperienza da presidente; exploit che, se la memoria non mi tradisce (spero che lo “storico “Giglioni confermi), è riuscito soltanto a Malavolta. Il patron dell’altrettanto strepitosa pattuglia di Nocera che trionfò d’acchito nella stessa “Eccellenza” e, nella stagione successiva, raggiunse i play-off in serie D. Le auguro le medesime performances, e magari qualcosa di più nei risultati conclusivi. Ma soprattutto di continuare a tenere la barra dritta per tanti anni ancora, almeno sino a quando la Maceratese non riconquisterà completamente il suo passato. Purtroppo remoto.

PUBBLICO STRAORDINARIO (+) Almeno duemila spettatori ieri in tribuna all’Helvia Recina. A gioire per lo spettacolare primo tempo dei biancorossi, coincidente con lo svantaggio del Tolentino a Chiaravalle; a soffrire per l’inatteso (momentaneo) pareggio dell’Urbania, pressappoco in concomitanza con quello raggiunto dei cremisi; infine ad esultare per il sollecito raddoppio di Bucci, in apertura di ripresa, e per il gol della sicurezza di Carboni. Il riacutizzato “sentiment” per la Maceratese – altra conquista della Presidentessa – dovrebbe essere capitalizzato per lanciare subito un progetto di potenziamento della struttura dirigenziale, in modo da tranquillizzare la Tardella di fronte ai più robusti impegni di budget del campionato nazionale dilettanti. Mariella ha tutto il diritto risollecitarlo. Anche se l’impresa appare più difficile della promozione.

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I tifosi della Maceratese in festa dopo la vittoria sull'Urbania

LE PRODEZZE BALISTICHE DI CARBONI (+) Una dietro l’altra. Ieri con una perfetta traiettoria su tiro franco da sinistra, che ha infilato il pallone nell’angolino basso lontano da Saltarelli, giovanissimo portiere pesarese, piazzato sul palo opposto. Mercoledì scorso, a pochi minuti dal beffardo rischio di sconfitta a Castel di Lama, con una conclusione anch’essa a palla ferma, praticamente d’identica fattura. In ambedue le circostanze l’esperienza, oltre che naturalmente le sue spiccate capacità tecniche, ha permesso a Carboni di sfruttare l’immaturità dei portieri avversari. Due under ’94 sostituti di omologhi titolari infortunati (Celato e Capriotti). Quell’esperienza che invece è mancata a me quando più volte, nel corso della stagione, evidentemente sbagliando, ho ironizzato sull’insistenza del centrocampista nel battere i tiri franchi. Soprattutto quando era in attività l’altro specialista Giandomenico.
I TIMORI DI BALDARELLI – Dunque solo esponenti dell’Urbania in sala stampa, per le interviste di rito. L’allenatore pesarese ha riconosciuto il valore della Maceratese, ma ha maliziosamente chiosato: ”Però i miei ragazzi – età media 20 anni, considerando le sostituzioni della ripresa – hanno giocato sotto pressione per il ricordo di quanto accaduto nel match di andata (-)”. Veramente il trauma di Urbania avrebbe dovuto condizionare soprattutto Arcolai, nel ritrovarsi di fronte la gigantesca mole di Tassi (-), che, nella fattispecie, lo spedì all’ospedale di Urbino con una quindicina di fratture al viso. Forse questa è stata la causa della sua (unica) incertezza nel finale del primo tempo, su disimpegno di Donzelli, che ha consentito al poderoso centravanti avversario l’assist per il gol/brivido di Pagliardini.

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Luca Arcolai palla al piede contro l'Urbania

IL SOGNO DI PAGLIARDINI (+) Una quantità industriale di gol, seconda soltanto a quella di Melchiorri. Tre dei quali direttamente infilati nella porta della Maceratese, il cui vantaggio ad Urbania si trasformò in una bruciante, immeritata sconfitta proprio per l’incisività offensiva dell’attaccante pesarese (classe ’88). Il quale non nasconde di coltivare il desiderio di segnare, una volta tanto, non contro ma a favore dei biancorossi. Non mi sembra utopico!

TROLI TUTTOFARE (++) La memoria della trasferta di Urbania ha esaltato il centrocampista biancorosso, migliore in campo con Rosi. Alla vigilia di quella partita, il giocatore era stato messo in lista di trasferimento in attesa degli imminenti “tagli” di dicembre. Fu improvvisamente recuperato, e subito mandato in campo, solo perchè uno stiramento bloccò Benfatto negli esercizi di riscaldamento; e poi per l’infortunio e conseguente lunga assenza di Arcolai. L’onnivalente Troli (difensore esterno, difensore centrale, mediano di copertura) non ha più mollato i galloni di titolare, da quel momento costruendo così la sua fortuna, che è stata pure quella della Maceratese, nonostante le scelte dello staff. Il che dimostra che nessuno è infallibile, a questo mondo. Neanche Cicchi e Di Fabio.

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Cacciatore festeggia sotto la curva



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