“Smantellare il Museo dell’Umorismo per Tolentino Humour? Un errore madornale”
Si levano critiche alla scelta dell'Amministrazione di smantellare l'allestimento per allestire la mostra “Nuvole di confine: Graphic Journalism. L'arte del reportage a fumetti”
A Tolentino, in una campagna elettorale dai toni insolitamente sommessi, soprattutto se paragonati a quella del 2007, si leva una critica sulla gestione dell’edizione 2012 di Tolentino Humour. Per la prima volta nella storia, infatti, il Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte si spoglia della sua storica collezione. Ad affermarlo è Paolo Ruggeri, esponente del movimento civico Voce alla Città e già assessore comunale alla Cultura, per il quale “sarebbe meglio dire che il Museo è stato spogliato della sua storica collezione”. “Con una scelta che agli occhi ed al cuore di molti appare incredibile ed incomprensibile” afferma Ruggeri “tutte le opere esposte al Museo Internazionale dell’Umorismo sono state accantonate e messe da parte per fare posto alla esposizione “Nuvole di confine: Graphic Journalism. L’arte del reportage a fumetti”. Per mesi i visitatori della nostra città non potranno più ammirare le opere dei più celebrati maestri dell’umorismo mondiale e della caricatura degli ultimi due secoli: Agostino Carracci, Daumier, Caran d’Ache, Gulbransson, Galantara, Scarpelli, Dudovich, Pannaggi, Maccari, Attalo, Garretto, Onorato, Sempè, Topor, Nino Za, Searle, Levine, Jacovitti, Mordillo, Sciammarella, Bruna, Superbi, Kosobukin, Zlatkowskj, Altan, Folon, Scarpelli, Scalarini, Pannaggi, Longanesi, Caffè, le formidabili caricature di Sacchetti, di Levine, la galleria dei personaggi di Ardito, Beni, Forattini, il tenero Ingrassia disegnato da Federico Fellini, lo stesso Fellini visto dal suo amico e maestro Nino Za, così come le mirabili statuette di Tirelli, Gabellini, Morini. Abbiamo appena ricordato i 50 anni della Biennale Internazionale dell’Umorismo” spiega l’ex assessore alla Cultura “ma per mesi non potremo ammirare le opere vincitrici delle varie edizioni che ne hanno segnato la storia. In una città di cui vantiamo in ogni occasione la ricchezza e l’eccellenza dei contenitori culturali, non si è voluta trovare alcuna collocazione alternativa e altrettanto prestigiosa ed attraente per ospitare “Tolentino Humour” senza ricorrere all’azzeramento brutale e scellerato di un museo che, soprattutto dopo il vasto e qualificato intervento di ampliamento e riorganizzazione del 2005, rappresenta un unico nel suo genere in Italia. Fuori da ogni polemica elettoralistica, crediamo che anche di questo bisognerà rendere conto alla città”.
Dello stesso tenore la riflessione di Franco Maiolati. “Non ho avuto modo di partecipare all’inaugurazione né di visitare per ora la mostra “unappuntamento speciale con il Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte e, nel contesto, promuovere la Biennale internazionale dell’Umorismo nell’Arte dell’ anno successivo. Personali e collettive di particolare prestigio hanno nel tempo valorizzato e rafforzato il prestigio del Museo e della Biennale.” (comunicato ufficiale del Comune). Valorizzare e rafforzare il prestigio del Museo? Il modo scelto dal direttore artistico Luca Beatrice (ed avallato dall’Amministrazione, evidentemente, che ci impegna un giro di 56 mila euro) è quanto meno singolare: la sua eliminazione (temporanea ?). Anch’io credevo di aver capito male” dice Maiolati “ma è proprio così. Da metà aprile al 16 settembre (più i mesi dell’eventuale ripristino) restano le bacheche del Museo, riempite delle opere esposte, perché tutto il patrimonio raccolto in 50 anni e che fa di Tolentino realmente la Città del Sorriso, resta nascosto. Come dire che la grande ed unica tradizione di cui si dovrebbe andare fieri e che sicuramente dovrebbe lasciare ammirato e dare spunti e forza alla creatività dello stesso giovane Direttore, vale meno dell’esposizione di quest’anno. Azzardo un esempio: è come se per fare una mostra che presenti il trecento riminese, pensassimo di mettere bacheche nel Cappellone di San Nicola che ne coprano gli affreschi! Sono punto di riferimento per una visita di un gruppo di persone della Regione che verranno a passare una giornata a Tolentino per ammirarne le bellezze caratteristiche: tra esse avevo indicato proprio il Museo Internazionale dell’Umorismo. Sperano abbiamo voglia di tornare, dopo la delusione dello scempio di questo periodo”.

Scelta idiota…
Tolentino dovrebbe chiudere quella “scuola” degli amici del PD che si chiama Officine Mattoli che ci costa milioni ogni anno… altro che chiudere il museo… Seri ripijatevi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!