Vitali elogia Felicioli:
“Diventerà un campione”

CALCIO - Il talent scout dell'azzurro (di proprietà del Milan) di Fiuminata racconta aneddoti e curiosità sulla storia del Giovanissimo Gian Filippo
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Alberto Vitali, il talent scout di Felicioli

di Maurizio Verdenelli

Per il “grande” calcio giovanile, l’alta valle del Potenza si sta rivelando come una piccola ma incredibilmente produttiva Silicon Valley marchigiana. Dopo Giacomo Bonaventura da San Severino, classe 1989, centrocampista dell’Atalanta, già titolare nella nazionale under 21, ecco salire prepotentemente la stella di Gian Filippo Felicioli, classe 1997, da Fiuminata, centrocampista della squadra Giovanissimi del Milan, titolare della nazionale under 15, l’ultima ‘nata’ del Club Italia. Una rappresentativa che la settimana scorsa ha esordito con un straripante successo per 4-0 contro il Belgio a Merchtem -bissato, con identiche proporzioni, qualche giorno più tardi a Mechelen contro gli stessi pari età belgi. Felicioli, per l’occasione, è entrato nella storia degli Azzurri iscrivendo il proprio nome nello score ufficiale della partita d’esordio di questa giovanissima ‘nazionale’ nuova di zecca, avendo siglato il terzo dei quattro gol a Merchtem. Ora la squadra sperimentale allenata da Antonio Rocca sarà di nuovo in campo dal 20 al 23 marzo nel quadrangolare Bruno De Marchi in Friuli-Venezia Giulia contro Svizzera, Scozia e Russia. Per Gian Filippo, nato il 20 settembre di 14 anni fa, sarà un’altra preziosa ‘vetrina’ internazionale dopo i primi calci nell’Azzurra di Castel Raimondo, a due passi dalla natia Fiuminata, e le prime affermazioni, appena due anni fa, con il Camerino vincitore del campionato provinciale di categoria. Un passo dietro l’altro, sapientemente guidato. Felicioli non è però figlio d’arte, essendo suo padre molto noto tuttavia per altre ragioni: il dottor Vincenzo, attuale vicesindaco di San Severino, già presidente della Comunità montana dell’Alta Valle del Potenza, è primario dell’unità operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale settempedano. L’ostetrico, sportivamente parlando, di baby Felicioli è stato però un vecchio amico di famiglia, un volto noto nel mondo giovanile calcistico maceratese: il tolentinate Alberto Vitali, trapiantato a San Severino Marche da un quarto di secolo, chef del noto ristorante LK a Parolito (di cui è titolare insieme con la famiglia Chiari). Una frequentazione “che nasce – ricorda Alberto- da almeno sette anni di settimane bianche sugli sci, insieme. Gian Filippo naturalmente l’ho sempre seguito, da calciatore”.

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Felicioli (a sinistra) in compagnia di Fabio Della Giovanna

Così quando Vitali va a ricoprire l’incarico di responsabile del settore giovanile della Maceratese nella stagione 2010-2011, una delle prima chiamate è proprio per quel ragazzino “esterno di centrocampo, mancino naturale, con le idee molto chiare, molto forte e determinato, equilibrato”. Con i colori biancorossi, baby Felicioli vince il Trofeo Velox. L’anno dopo, Vitali lascia Macerata e Gian Filippo diventa l’oggetto del desiderio da parte dei settori giovanili dei grandi club. “Sembrava tuttavia certo che lui la strada fosse la stessa intrapresa già da Bonaventura: l’Atalanta che lo seguiva da tempo che sarebbe diventata così una piccola colonia calcistica di San Severino in Lombardia. C’erano stati contatti, incontri: Gian Filippo aveva conosciuto anche alcuni futuri compagni di squadra, oltre che il conterraneo Bonaventura accolto a Natale come un ‘trionfatore’ dal sindaco Cesare Martini. Le valigie, il sacco sportivo e tutto il resto erano pronti per Bergamo, dunque. Quando invece il percorso del ragazzo si è delineato in direzione di Milanello, lui pur comprensibilmente dispiaciuto, ha mostrato un senso innato di autodisciplina e responsabilità, professionale (sarebbe da dire) facendo proprio il nuovo progetto. Che gli avrebbe aperto nuovi scenari e, non a caso, anche la strada della nazionale dove si è subito imposto” dice Vitali. “A fargli la corte –testimonia da parte sua un altro notissimo allenatore, Raniero Gentili- c’era pure la Juventura. E non solo. Da parte mia posso dire che di lui mi aveva chiesto con interesse un osservatore del Parma…”. “Il no alla Juventus – fa eco lo stesso Vitali- è costato affettivamente molto al dottor Vincenzo, tifosissimo della Vecchia Signora”. E lo chef con il cuore nel calcio (suo figlio Nicola, anch’egli quindicenne, è una promessa nelle giovanili del Gubbio) rivela a proposito un gustoso episodio. “Si tratta di una telefonata cui ho assistito, seppur casualmente. Dall’Inter telefonano un giorno al dottor Vincenzo. Chiedono di Gian Filippo, lo vogliono assolutamente ad Appiano Gentile. Lui fa con perfida, calcolata, cortese freddezza: ‘Grazie, ma non ci interessa’. Dall’altra parte la prendono non bene: ‘Come?! Non si sbattono così le porte al club più blasonato d’Europa…?!’. La reazione a quel punto non è del padre ma del tifoso bianconero: è istintiva e fa riferimento per un momento agli scudetti ‘sottratti’, alla storia recente tra Inter e Juve. La comunicazione rischia di esplodere, fortunatamente si conclude con fair play da parte del vicesindaco di San Severino Marche, pronubi la conclamata cattiva ricezione telefonica e il sovraffollamento delle linee… L’incidente diplomatico/calcistico in chiave settempedana viene così evitato in extremis ” sorride, al ricordo, Vitali, che da parte sua è un tifoso interista. Tuttavia il nerazzurro –colori anche dell’Atalanta- non si addicono (almeno) per il momento a Gian Filippo.



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