“L’altro Pd” critica Silenzi

CIVITANOVA - Dopo la vittoria alle primarie di partito il segretario cittadino viene contestato da Giorgio Berdini e Pier Paolo Rossi
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Giorgio Berdini, Catia Bigoni e Giulio Silenzi

di Laura Boccanera

Fioccano le dichiarazioni dopo la vittoria alle primarie di Giulio Silenzi (leggi l’articolo): una valanga di commenti è arrivata dalla minoranza del Pd. “ Non erano primarie – contesta Giorgio Berdini – in quanto il PD per scegliere i candidati alla carica di sindaco utilizza, come previsto dallo statuto, lo strumento delle primarie non di partito ma aperte a chiunque voglia partecipare, iscritti elettori e semplici simpatizzanti, riconosco la volontà espressa dagli iscritti e il conseguente risultato che è però qualcosa di molto diverso da quello che si vuol fare intendere”. Duro in particolare quando parla del segretario: “Si é consumata l’arrogante volontà di Silenzi di apparire come l’unico esponente del PD titolato a partecipare alle primarie di coalizione (in barba allo statuto e a un minimo di decenza democratica) commettendo il grave errore di pensare che gli iscritti del partito possano rappresentare in toto la città e che essere il primo nel PD possa significare automaticamente esserlo a Civitanova. Credo sbagliato e debole questo passaggio che Silenzi ha fortemente voluto pensando contemporaneamente di apparire da una parte come l’unico referente cittadino del PD tentando poi dall’altra di dividere il fronte dei suoi eventuali competitor”. E Berdini confessa che parteciperà anche alle primarie di coalizione “nelle quali – dice – di sicuro porterò la mia storia politica ma anche la mia storia personale”.

 

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Pier Paolo Rossi

Critico anche Pier Paolo Rossi che in particolare contesta le dichiarazioni post voto: “Credo che come untore di sana democrazia Silenzi avrebbe dovuto rispettare l’appello fatto da Catia Bigoni e da tutti i suoi sostenitori come forma di dissenso nei confronti di una scelta “politica”  fatta dal proprio partito che ha dato all’esterno la solita immagine poco credibile. Accusare Catia Bigoni di poca serietà per l’appello fatto e parlare sarcasticamente di concorsi di bellezza non fa altro che evidenziare l’arroganza di una figura autoritaria più che autorevole. Il risultato di queste elezioni a mio avviso  propone dei segnali pericolosi: voler dimostrare che il 70% degli iscritti sono dalla sua parte dà all’esterno l’immagine di una gestione personalistica di un sistema totalizzante che testimonia la natura per nulla pluralistica di un partito che invece deve geneticamente garantire molteplicità di idee e di scelte e che deve superare il perimetro dei tesserati proponendosi apertamente a tutti i simpatizzanti di centrosinistra; in secondo luogo Silenzi sembra dare ampi segnali di cedimento mostrando tutta la fragilità di quella sicurezza di risultati che da sempre sfoggia. A confermare questo secondo segnale il fatto che per queste primarie si sia voluto far ricorso anche ad un “seggio elettorale a domicilio” di cui però nè Silenzi nè i media hanno parlato: trattasi non di seggio mobile tradizionalmente dedicato agli elettori costretti in ospedale ma a veri e propri seggi porta a porta organizzati “appositamente” ma, purtroppo, legittimati delle sfavorevoli condizioni meteorologiche. Chiudo con l’auspicio che la Segreteria del Pd cittadino, a dimostrazione di tanto slancio democratico, consenta in occasione delle primarie del 3 e 4 marzo, attraverso la redazione di un giusto regolamento, la elezione di un candidato che sia espressione netta, nitida e maggioritaria dell’elettorato di centro sinistra legittimandone di conseguenza il diritto di scelta attraverso l’utilizzo del doppio turno sul modello maceratese”. Torna sui numeri invece Katia Bigoni: “su 353 Iscritti al Partito Democratico, hanno votato 279 persone, 253 a favore di Silenzi, 100 iscritti non sono d’accordo sulla linea politica del segretario, quando si parla di plebiscito ci si dimentica di circa 100 persone, iscritti e votanti di cui 21 hanno espresso chiaramente un voto contrario, 5 non hanno espresso indicazioni di voto e 74 non si sono recati a votare e non diamo colpa alla neve perchè il seggio mobile, invenzione del Pd ha lavorato portando a casa 18 voti. Andiamoci piano con le ovazioni”.



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