Il Cosmari attacca Carancini
“Incapace di chiudere la trattativa”

Il presidente Sparvoli e il direttore Giampaoli ripercorrono la lunga vicenda per l'acquisizione della Smea e rispondono alle accuse del sindaco: "Oltre a non aver detto la verità, ha offeso 26 suoi colleghi che all’unanimità hanno bocciato la sua proposta"
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Il vice presidente Daniele Sparvoli e il direttore Giuseppe Giampaoli

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di Alessandra Pierini

L’affaire Smea-Cosmari si è concluso e, nonostante gli esperti del settore ritengono che la trattativa sarebbe stata vana anche se fosse andata in porto, viste le novità introdotte dalla legge regionale sulla gestione dei rifiuti che prevede che ogni provincia abbia una Autorità d’Ambito che provvede all’affidamento con gara pubblica del servizio per tutta la provincia, porta con sé inevitabili strascichi e una certa amarezza in tutti i soggetti coinvolti che in questi mesi hanno partecipato ai tavoli istituzionali.

«Romano Carancini? L’ho apprezzato da calciatore. Sarà bravo a fare il Sindaco ma non è bravo a vendere una società partecipata». Con questa battuta, Daniele Sparvoli, presidente facente funzioni del Cosmari, conclude una lunga conferenza stampa dai toni molto aspri, soprattutto nei confronti del sindaco di Macerata che nei giorni scorsi ha parlato di boicottaggio (leggi l’articolo ).
«Normalmente – ha detto Sparvoli – sono molto sobrio soprattutto di fronte a questioni importanti qual è l’acquisto di una società pubblica da parte di un’altra società pubblica ma in questo caso non posso che rispondere. Il Sindaco di Macerata, oltre a non aver detto la verità, ha offeso 26 suoi colleghi che all’unanimità hanno bocciato la sua proposta, ha offeso la politica che si era prodigata per giungere ad una sintesi, ha offeso me e tutto il cda che ha lavorato per il buon esito dell’operazione. Il metodo Carancini di andare avanti con le carte bollate non ci piace, noi crediamo nella condivisione e nella ricerca della soluzione. I toni usati da Carancini, il contenuto e la forma che ha espresso manifestano solo la sua incapacità di portare a termine la trattativa».

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Il sindaco Carancini

Sparvoli ha ripercorso le fasi più importanti del processo: «A marzo l’assemblea ha rintracciato nella Smea 4 punti di criticità che sono stati risolti con un passo indietro da parte di Cosmari, poi l’assemblea ha dato il via libera all’acquisizione previa procedura di due diligence, durante la quale abbiamo avuto grosse difficoltà a reperire i documenti necessari e pubblici che chiedevamo. Sono emerse dalla due diligence tre criticità e cioè i contratti ad personam, lo sbilancio della società e la lettera di man leva di un dipendente. Anche in questo caso sullo sbilancio il Cosmari ha fatto un passo indietro, sugli altri due punti c’è stato il netto diniego da parte del Comune. Il Consorzio ha formulato 3 proposte e tutte sono state rigettate, l’unica proposta di Carancini è stata bocciata da 26 suoi colleghi al’unanimità. Ora il Sindaco di Macerata ci accusa di aver condizionato i sindaci e la politica ma se è vero che fossimo in grado di farlo dovremmo ambire al Nobel. Fare dietrologia nell’attività pubblica non ha senso. Se avessimo voluto, finita la trattativa della Smea con la Multiservizi avremmo potuto attendere che fosse messa in vendita per prendere solo quello che ci serviva, abbiamo invece cercato un compromesso. Ci hanno risposto che dovevamo prendere tutto o niente chiedendoci di accollarci anche il capannone infarcito di eternit in via Cincinelli. Abbiamo lavorato su un terreno impervio e in fondo alle comunicazioni del Comune di Macerata e del privato di Smea c’erano sempre delle più o meno velate minacce».
Il “J’accuse” di Sparvoli non finisce qui e ha ancora qualcosa da rimproverare al Comune di Macerata: «Il Cosmari non ha nessuna necessità di acquistare la Smea ma ha perseguito questo obiettivo perché riteneva che fosse opportuno. La trattativa è fallita per un diniego del Comune a vendere. Tra l’altro Carancini ora dice che prenderà provvedimenti per le puzze del nostro impianto. Gli chiedo: se avessimo concluso l’affare le puzze sarebbero passate in secondo piano? Il primo cittadino di Macerata parla anche di un “buco di 2 milioni e 600 mila euro”. Sentirlo dire da lui mi rattrista perché dovrebbe sapere che quando si parla di buco si fa riferimento a soldi che dovrebbero esserci e invece mancano. In realtà quei soldi, considerati nel bilancio preventivo, saranno necessari per far fronte a diversi imprevisti quali l’abbancamento ad Ascoli per i rallentamenti che i ricorsi di comuni e cittadini stanno creando alla discarica di Cingoli, la rottura del termovalorizzatore che ci ha fatto star fermi per 2 mesi e l’aumento del costo del carburante.Abbiamo deciso di coprire queste spese, pari a due milioni, attingendo al nostro fondo di garanzia, senza gravare sui cittadini».
smea_lavoratoriIl Comune di Macerata, a questo punto, sta considerando anche l’ipotesi di uscire dal Cosmari ma il direttore Giuseppe Giampaoli mette i puntini sulle i: «E’ impossibile uscire da un Consorzio obbligatorio, tanto più che con l’istituzione dell’Autorità Territoriale d’Ambito, il Comune non ha facoltà di prendere decisioni in questo senso».
Discorso a parte merita il ricorso del Comune di Macerata al Tar per ottenere la dichiarazione di illegittimità della tariffa applicata dal Cosmariallo smaltimento dei rifiuti del capoluogo che realizza una scarsa performance nella raccolta differenziata: «Non è detto – insiste Sparvoli – che perderemo il ricorso come crede Carancini visto che abbiamo introdotto un sistema meritocratico, ispirato dalla legge nazionale che penalizza chi non raggiunge il 60% di raccolta differenziata. Se il ricorso sarà vinto da Macerata, invece, saranno i comuni virtuosi a pagare. Il Comune si rapporta con il Consorzio in un modo che penalizza gli altri Comuni». Da oggi comunque il Cosmari si dedicherà ad altre questioni: «Per Macerata avevamo proposto un progetto molto avanzato – spiega Giampaoli – e abbiamo consigliato alla Smea, mettendo a disposizione la nostra assistenza di non attendere oltre nell’avvio del porta a porta perciò il fatto che Macerata è in ritardo non potrà essere imputato alla trattativa. Da parte nostra a questo punto rivolgeremo le nostre energie altrove, abbiamo 300 dipendenti con le loro professionalità e competenze da salvaguardare e tra l’altro non abbiamo mai messo in discussione neanche il personale della Smea».



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