di Mauro Nardi
Non è stata ancora ritrovata l’auto utilizzata dai cinque uomini che la notte tra domenica e lunedì hanno messo a segno un colpo a casa dell’ex motociclista Franco Uncini (leggi l’articolo).I Carabinieri della Compagnia di Civitanova intanto hanno intensificato, durante le ore notturne, la vigilanza. E l’invito a segnalare ogni situazione anomala produce sempre risultati. Proprio questa notte, al centralino di Via Carnia, è giunta una segnalazione di un recanatese che aveva notato due persone sospette, a due passi da una parrocchia di Recanati. La pattuglia, impegnata nella vigilanza notturna della cittadina, è arrivata in un attimo. I militari hanno notato che un ragazzo stava lasciando quell’auto precipitosamente e, con agire istantaneo, hanno immobilizzato il veicolo con a bordo il conducente. Subito perquisito, controllato anche il veicolo, sono state rinvenute numerose dosi di eroina. Estesa la perquisizione anche all’abitazione dell’uomo, un recanatese già noto ai carabinieri del luogo, mentre il veicolo e lo stupefacente, circa 6 grammi, sono stati sottoposti a sequestro. Denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti alla magistratura del capoluogo maceratese.
Ma nelle stesse ore un’altra segnalazione di una cittadina dell’est europeo, ha probabilmente scongiurato un furto in abitazione. Aveva chiamato al 112 raccontando successivamente minuzie alla pattuglia della compagnia di Civitanova subito intervenuta. Confidava di aver udito, occasionalmente mentre era ai giardini, un connazionale che – nel suo idioma – dava indicazioni ad altro complice, di un luogo “buono” per operare. Servizi potenziati, anche con pattuglie in abito civile. Nella zona, oggetto della puntuale segnalazione, non si sono registrati furti ma la collaborazione della donna, non italiana, è stata certamente apprezzata. Il numero telefonico 112, ma anche lo 0733-825300 della Centrale Operativa del’Arma di Civitanova operativa 24 ore al giorno per i territori della costa maceratese, stanno raccogliendo alcune chiamate e segnalazioni “interessanti”, che sono oggetto di approfondimento.
Il raid di domenica sera si è trasformato da tentato furto a rapina in quanto i malviventi hanno prima minacciato con una pistola la figlia del campione del mondo del 1982 che stava rientrando a casa a bordo della sua auto, per poi fuggire con un magro bottino costituito da una collana in oro trovata in un mobiletto del corridoio e dal portafoglio di Veronica. Quest’ultima, 29 anni e figlia maggiore di Franco e Cinzia, è stata tenuta in ostaggio dai malviventi per qualche minuto nel tentativo di convincere il padre ad aprire la porta del reparto notte dove si era barricato per lanciare l’allarme al 112. Un atto, quello dell’ex centauro, fulmineo e fondamentale per far desistere la banda di ladri che se l’è data a gambe arrabattando quel poco di prezioso che sono riusciti a trovare.
Intanto proseguono le indagini da parte dei Carabinieri della locale stazione guidati dal comandante Mascia che nella giornata di ieri sono ritornati nell’abitazione di Via Pintura del Braccio per raccogliere altro materiale. Oltre alle importanti testimonianze rilasciate da Franco e Veronica che hanno notato un accento straniero dell’est in piu’ di un malvivente, sono state trovate da parte degli inquirenti anche delle impronte digitali che vanno ad aggiungersi alle impronte delle scarpe lasciate sulla porta della camera da letto che è stata presa a calci e quasi sfondata. Indizi che si preannunciano utilissimi per l’identificazione della banda.
Intanto in città si anima il dibattito sulla sicurezza vista la recente escalation di furti in negozi ed abitazioni private messi a segno negli ultimi mesi. Ad infiammarlo ci ha pensato Henry, il fratello di Franco Uncini che abita al piano superiore della Villa presa d’assalto la scorsa notte, attraverso un appello sulle pagine facebook del Comune di Recanati. “Abbiamo subito una rapina a mano armata da 5 malviventi di origine balcanica – ha scritto Enrico -. Non mi voglio dilungare sulle atroci modalità con presa in ostaggio di mia nipote, con la pistola puntata sulla tempia, porta di una camera sfondata a calci. Voglio solo dire che non tollero più una simile aggressione ed esorto i cittadini ad istituire ronde di sorveglianza.”.
Uno sfogo, quello del fratello di Franco Uncini, che ha trovato una pronta risposta da parte del sindaco Fiordomo. “Comprendo la paura e la rabbia di chi vive situazioni cosi brutte – scrive il primo cittadino – in questo caso si tratta di un’azione criminale compiuta da professionisti, gli stessi che probabilmente colpiscono nelle località limitrofe con una puntualità disarmante. Se ne parla da tempo sulla stampa. Il problema non lo risolviamo con le ronde (non servirebbero a nulla contro i professionisti del crimine) ma dando a Carabinieri e Polizia gli strumenti per intervenire: uomini, mezzi, risorse economiche. Invece da troppo tempo i tutori dell’ordine sono ridotti ai minimi termini: spesso una sola pattuglia controlla di notte diversi Comuni del territorio. Abbiamo bisogno di una presenza maggiore, di potenziare il sistema della videosorveglianza allargandola dal centro storico alle altre zone della città, di coinvolgere sempre di più i Vigili Urbani nel controllo del territorio. Abbiamo inoltre bisogno di educazione, di tenere unito e solidale il nostro sistema sociale, di combattere con maggiore determinazione il disagio, la disoccupazione (specie quella giovanile), di fare prevenzione (anche le forze dell’ordine dovrebbero farla di più ma i mezzi scarseggiano). Mi rendo conto che queste considerazioni non soddisfano chi è stato minacciato con una pistola, ha vissuto momenti di terrore, è stato violato nei suoi affetti, ha subito una rapina ed ha bisogno di mesi, a volte anni, per riprendersi, dorme con la luce accesa, ha paura a restare solo…. Ma c’è bisogno di responsabilità e di credere nelle Istituzioni, anche se le vediamo in difficoltà. Un abbraccio ed un incoraggiamento alla famiglia Uncini”.
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Dai Franco, quando correvi sei stato per anni il “miglior privato”, in privato ora dei risolvere il problema, altro che ronde.