Colle dell’Infinito
Marangoni interroga Spacca

Il consigliere di Libertà e Autonomia: I luoghi leopardiani rischiano 130 mila metri cubi di nuove costruzioni
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Enzo Marangoni

Anche il consigliere Regionale Enzo Marangoni, di Libertà e Autonomia, interviene sulla questione del piano particolareggiato relativo al Colle dell’Infinito di Recanati e della variante generale al Piano Regolatore, entrambi in discussione nella commissione urbanistica della città Leopardiana.
La questione,  sollevata sulle pagine di Cronache Maceratesi lo scorso settembre (leggi l’articolo), ha già provocato la reazione di Carlo Ciccioli che ha interrogato il ministro Galan (leggi l’articolo).  Il consigliere Marangoni ha presentato un’interrogazione al presidente Gian Mario Spacca.

«L’area del Colle – scrive Marangoni – ma l’intera cittadina di Recanati, considerato che sono previsti 130.000 metri cubi di nuove edificazioni rischia la cementificazione. Non condividiamo l’azione volta allo spostare disinvoltamente metri cubi di cemento da un’area all’altra della città utilizzando, per fare questo e per il calcolo delle volumetrie, anche una zona soggetta a vincolo come il Colle dell’Infinito. Esso è uno dei luoghi culturali e di valore paesaggistico più conosciuti al mondo e non merita di essere coinvolto in tale procedura».
Marangoni vuole che si evitino, nel caso specifico, operazioni devastanti per la città di Recanati: «Il metodo della perequazione urbanistica è distruttivo: non si costruisce dentro il Colle dell’infinito ma si circonda il medesimo di 130.000 metri cubi di cemento. La Regione assiste inerme alla cementificazione del suo paesaggio e dimostra l’assenza di controllo, il fallimento di alcune sue leggi, l’immobilità nella riforma del Piano Paesaggistico e della redazione di una seria legge sul governo del territorio.
colle-dellinfinito-recanati-1-300x198Se la Regione promuove se stessa con uno spot in cui Dustin Hoffmann recita l’Infinito e poi permette – aggiunge Marangoni – che una città come Recanati, candidata come sito dell’Unesco, venga snaturata dalla sua conformazione tipica che caratterizzava i luoghi leopardiani, ciò rappresenta un danno, a medio e lungo periodo, anche per l’economia locale. Infatti è proprio per questo paesaggio e per il “natìo borgo selvaggio” (e ciò che lo circonda) che Recanati assume importanza anche dal punto di vista turistico».
Per Marangoni la città di Recanati è tra le più rappresentative della Regione e tra le più meritevoli di tutela nella sua fisionomia, nel suo paesaggio armonico e nella sua straordinaria importanza culturale. Per questo Marangoni interroga il Presidente Spacca per sapere quali azioni intenda mettere in atto per tutelare i paesaggi di “leopardiana memoria”, quali atti e con quali strumenti intenda far applicare le prescrizioni permanenti del Piano Paesaggistico Ambientale Regionale e quale procedura intenda adottare al fine del riconoscimento delle peculiarità culturali, di memoria storica, architettoniche e paesaggistiche, della città di Recanati.



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