
Anche a Macerata, la Polizia scende in piazza per protestare contro i tagli del Governo. L’iniziativa ha coinvolto tutte le principali piazze d’Italia dove i manifestanti hanno dato il via a una colletta popolare simbolica per la benzina delle auto di servizio che rischiano di rimanere a secco per mancanza di risorse. A Macerata, davanti al Palazzo della Prefettura si sono dati appuntamento i rappresentanti delle sigle sindacali Siulp e Sap. Hanno guidato l’iniziativa Luca Bartolini, segretario regionale di Siulp e i segretari provinciali Achille Pellizzari e Gianluca Romagnoli, rispettivamente di Siulp e Sap. Armati di bandiere, i promotori hanno distribuito dei volantini, indicando il conto postale utile per una donazione al Fondo Assistenza Ministero dell’Interno con la causale “Fondi per l’acquisto benzina per la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico».
«Purtroppo – scrivono i poliziotti in una nota – la crisi economica da una parte e l’assoluta mancanza di volontà del Governo dall’altra che, a differenza di quanto promesso nella campagna elettorale, ha “dissanguato” i fondi per far funzionare la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico sino a procurarne la totale paralisi. Infatti la scure dei tagli lineari, e non mirati contro gli sprechi e le duplicazioni, a cominciare dalle auto blu e dai privilegi della casta politica) ha tagliato oltre tre miliardi e mezzo di euro dai fondi necessari per garantire la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico. I tagli sono tali da azzerare completamente anche le risorse necessarie ad acquistare la benzina per far girare le auto delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico che garantiscono la sicurezza e l’incolumità» .
a.p.


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Prego la redazione di CM di indicare il numero di conto corrente sul quale effettuare il versamento ed invito gli amici maceratesi a sostenere questa necessaria iniziativa.
una volta da ragazzini quando si vedeva un’auto delle forze dell’ordine di norma un’alfa ti sentivi sicuro e orgoglioso ammiravi anzi invidiavi quei signori in divisa che potevano godere di quelle potenti vetture. I ragazzi addirittura pensavano che quelle auto erano oltretutto truccate perché dovevano essere più veloci delle altre.
Oggi sono senza benzina, vecchie di tanti anni, sempre rotte, basta frequentare alcune officine della zona insomma le forze dell’ordine hanno auto che oggi i ragazzini non invidiano e che non li fanno sognare anzi, Questo vale anche per le altre attrezzature anche tecnologiche.
Bisogna ridare soddisfazione e dignità alle forze dell’ordine che oltretutto rappresentano in ogni angolo della nostra Italia lo STATO.
Siamo tutti disponibili di poter contribuire economicamente per mettere in condizioni ottimali le nostre forze di polizia che contribuiscono giornalmente a garantire la nostra sicurezza.
Grazie ragazzi
Apposto… e così siamo arrivati (quasi) al livello dell’Albania…siamo alla frutta, i nostri “bravi” politici se sò magnati proprio tutto….
“O VAI VIA O SCRIVO”
E’ questa la frase maggiormente ricorrente sulla bocca dei nostri vigili urbani. Uno che fa il mio mestiere non può che rallegrarsene. Dice, non sono granché simpatici, non hanno nessuna elasticità mentale, però se non altro scrivono (o imparano a farlo): niente non è. Certo, obietterà il mio amico Caravani, puntualmente bastian contrario: ma come, si mettono a scrivere pure i vigili urbani? Non bastano i comici (che per l’occasione si trasformano in tragici), i colonnelli in pensione, le oceanine con la tintura azzurra ai capelli, gli amici degli amici, etc.? Sì, basterebbero, caro Caravani; ma persa per persa, meglio aumentare il caos. E sperare nel big bang.
Qui, invece, siamo al dramma: la Polizia svolge un compito un po’ più impegnativo di quello di scrivere a seguito di un non proprio complicatissimo out-out all’indirizzo degli interlocutori privilegiati. Eppure sono alla canna del gas col contributo statale.
Hanno anche stipendi non proporzionati ai rischi che corrono e – credo – non possono nemmeno fruire di incentivi come invece mi risulta accada agli scrittori di cui sopra.
Propongo allo Stato di invertire la manovra: mandare a ramengo gli scrittori (tanto loro sono per costituzione abituati alla fame – quelli veri, almeno…) e ridare dignità alla Polizia di Stato.
e il bello che c’è ancora chi chiede sicurezza e come devono fare sti poveri uomini munirsi di cavallo ?????? mahhhhhhhhh