2500 pasti per il primo week-end con la polenta a Santa Maria in Selva

La 36^ edizione è partita con una grande partecipazione, accanto agli stand gastronomici anche una mostra fotografica dedicata al "Treiese dell'anno" Don Giuseppe Branchesi (GUARDA IL VIDEO)
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di Maurizio Verdenelli

Quando torno a casa, quasi sempre tardi a causa del mio lavoro, vedo sempre accesa la luce dello studio di don Peppe. Il piacere ininterrotto della conversazione con lui mi porta d’istinto a bussare alla sua porta come quella volta quando sotto il nevone passammo insieme ore intere tanto che all’alba sua madre Annetta, stupita, ci trovò ancora in piedi a stampare fotografie, ma poi penso subito a mia moglie Paola, a mia figlia Ludovica e quanto sacrifico la mia pazientissima famiglia per il lavoro, ed allora tiro dritto. Ed allora mi dico: sarà per la prossima volta, con don Peppe”. La confessione, laicissima, è stata di un ‘vicino’ particolarissimo di don Giuseppe (Peppe) Branchesi, parroco di Santa Maria in Selva, frazione treiese di poco più di 600 anime. Lui è il dottor Antonio Pettinari, da fine maggio presidente della Provincia di Macerata. (GUARDA IL VIDEO CON L’INTERVISTA AD ANTONIO PETTINARI)

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Dopo essere intervenuto con il celebrante don Peppe sull’altare durante la messa domenicale della mattina (a lui il parroco ha fatto omaggio della pubblicazione: “La polenta nell’Italia dei Polentari”), il presidente ha inaugurato subito dopo la mostra-reportage sul Premio “Treiese dell’Anno” (lo stesso don Branchesi) ed insieme, praticamente, la 36. Sagra della Polenta che al suo avvio, sabato, ha contato già mille visitatori. “Una partenza bruciante –testimonia Gabriele Domizi del comitato organizzatore- contiamo di ripetere l’exploit, ed anzi di migliorarlo, nelle tre giornate che contano: oggi, domenica 18 e nel week prossimo”. La mostra-reportage consta di 120 scatti, a cura dei fotografi Genesio Medori e Mandino Tiburzi , e testimonia la serata-evento del 22 maggio che al teatro comunale Apollo ha consacrato il popolare don Peppe “Treiese 2010”. Quel giorno, tra il pubblico, anche il presidente della Giunta regionale della Marche, Gian Mario Spacca. polenta-5-300x170Che in extremis ha dovuto rinunciare oggi ad essere presente a S.Maria in Selva per un viaggio a Pola. Ci sarà per il secondo week end della Sagra più gettonata della provincia di Macerata dove, al suo interno, il reportage sul ‘Treiese dell’Anno’ rappresenta un’autentico ‘sussulto’ d’orgoglio collettivo abbadiense! Non sono tuttavia mancati, provenienti da Villa D’Adige (Rovigo) dove si è tenuta l’assemblea dell’associazione, i polentari italiani venuti a tributare il loro omaggio d’affetto per il loro presidentissimo. Don Branchesi ha retto l’associazione per oltre dieci anni, ed ora che alla guida effettiva c’è dall’ottobre 2010 Sebastiano Arcai di Arborea, lui è il presidente effettivo. Con ‘Bastiano’ e Paolo Sanneris, presidente della Proloco sarda, a Santa Maria in Selva è arrivata una folta delegazione da Sermoneta con uno dei fondatori dell’associazione, Dante De Sanctis, Tossignano, e naturalmente Arborea. Ma pure e soprattutto da S.Cassiano di Brisighella, dove i polentari festeggiano il 9 ottobre 40 anni di polenta. All’appuntamento sono stati invitati i colleghi treiesi. “Sostituire don Giuseppe –ha detto da parte sua Bastiano Arcai- si sta rivelando un compito davvero impegnativo: la sua passione, la sua energia che per un decennio sono stati il motore travolgente dell’associazione non ci mancheranno comunque in quanto resta pur sempre il nostro presidente ad honorem!”. Tutti quanti assieme a pranzo con 80 dei 135  partecipanti al 5° Vesparaduno, reduci da un breve ma intenso giro turistico. Nel pomeriggio, mentre il mago Moretti dalla Romagna e “Li Pistacoppi” di Macerata allietavano gli oltre mille visitatori della sagra, un incontro commovente ed una scoperta.

 

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Don Giuseppe Branchesi con la nipote di Giuseppe Fammilume all'interno della chiesa di S,Maria in Selva decorata dall'artista pollentino

All’interno della stessa chiesa di S.Maria in Selva, grancia dell’Abbadia di Fiastra, don Giuseppe ha incontrato la nipote di Giuseppe Fammilume, il grande decoratore pollentino famoso per aver operato in diversi grandi palazzi vaticani e nel contesto di via della Conciliazione. Anche la ‘grancia’ treiese conserva in alto nella navata centrale, belle decorazioni di Fammilume che la nipote –dell’avo conserva il cognome- proprio oggi ha voluto visitare in occasione dei festeggiamenti polentari. E al parroco, l’anziana signora, ha rivelato che lo stesso celebre zio le avesse detto come grazie a Santa Maria in Selva e alla protezione dei fedeli, lui fosse potuto sfuggire agli orrori della guerra, salvando la propria vita. In che maniera? Rifugiandosi dalla vicina Pollenza a Santa Maria in Selva, all’interno di un abitacolo ricavato nella copertura della chiesa, ‘invisibile’ all’esterno perché a celarne l’apertura c’era un muretto di mattoni rimovibili. In quello spazio Fammilume viveva tutto il giorno, dormendo e cucinando quello che i parrocchiani gli facevano avere. In cambio, per gratitudine, il grande artista decorava la loro chiesa in assenza, accertata e segnalata, di pericolo che quello delle milizie fasciste e dei militari tedeschi. Santa Maria in Selva si strinse solidalmente intorno al ‘proprio’ decoratore e nessuno ‘tradì” e quella presenza, che avrebbe potuto rivelarsi scomodissima  per la comunità, si è trasformata in eredità preziosa. “Fino ad oggi non eravamo mai riusciti a spiegarci la presenza di cenere, abbondante, trovata fra i detriti quando abbiamo rifatto il tetto della chiesa iniziando da lì il restauro: ora sappiamo perchè” dice don Giuseppe Branchesi felice per questo grande dono che indirettamente gli ha offerto la ‘sua’ sagra.

DSC_0102-Visualizzazione-Web-Grande1-300x199In serata con  il presidente della Provincia, Antonio Pettinari e la moglie Paola,  l’intera giunta provinciale è stata ospite della sagra. La vice presidente on. Paola Mariani accompagnata dal marito e gli assessori Alessandro Biagiola, Leonardo Lippi, Massimiliano Sport Bianchini, Giovanni Foresi e Giorgio Palombini -quest’ultimi due con le rispettive famiglie. A salutare gli amministratori provinciali, il presidente nazionale dell’associazione culturale Polentari d’Italia, Sebastiano Arcai, e le  altre delegazioni.  Gli stornellatori del gruppo folk maceratese ‘Li Pistacoppi’ hanno poi intonato una divertente ‘pasquella’ nel corso della serata che ha visto un menù con polenta rossa al sugo di papera, polenta bianca con salsiccia, grigliate miste e dolci rigorosamente maceratesi.  La giunta provinciale ha poi visitato la mostra fotografica.

DSC_0116-Visualizzazione-Web-Grande-300x199Il primo week della 36. sagra ha visto intanto un avvio alla grande: 2.500 sono stati i pasti serviti dai polentari abbadiensi, tutti volontari, appena reduci dal successo alla mensa del cardinal Camillo Ruini a Fabriano in occasione della Festa Contadina di Coldiretti nel contesto del 25. Congresso eucaristico nazionale che ha visto Benedetto XVI° ad Ancona, l’11 settembre scorso.

(Foto di Genesio Medori e Mandino Tiburzi)

(GUARDA IL VIDEO SULLA SAGRA DELLA POLENTA)



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