Continua la crisi
nel settore artigiano

Folco Bellabarba
Gli effetti della più grande crisi economica del dopoguerra continuano a manifestarsi sul mondo produttivo: se la sofferenza delle imprese è generalizzata, gli artigiani vivono però una difficoltà maggiore. E’ quanto evidenzia Confartigianato Imprese Macerata a seguito dell’elaborazione dei dati diffusi da Unioncamere attraverso Movimprese concernenti la nati/mortalità del sistema imprenditoriale relativo al I° trimestre 2011. In effetti la moria di imprese artigiane registrate in questo primo trimestre 2011 è un fenomeno che coinvolge tutto il Paese: ma se il dato nazionale si attesta su un decremento pari a circa 12.500 imprese pari ad un – 0,88%, le Marche e soprattutto la provincia di Macerata mostrano dati peggiori. Nella regione Marche il numero di imprese attive si attesta a 50.181 frutto di 1.011 nuove iscrizioni e 1.610 cessazioni, con un saldo negativo pari a 599 imprese ( – 1,20%). Tutti negativi gli indici di nati/mortalità nelle 5 province della regione: – 0,70% Ancona ( – 86 imprese), – 0,80% Ascoli ( – 52 imprese), – 0,86% Fermo ( – 63 imprese), – 1,36% Pesaro ( – 171 imprese) e, fanalino di coda, Macerata con – 1,95% (decremento di ben 227 imprese). In provincia di Macerata, appunto, si sono avute 143 nuove iscrizioni e 370 cessazioni (totale imprese artigiane attive 11.480, con un saldo negativo, come detto, pari a – 227 imprese, – 1,95%). In particolare, tra i segmenti produttivi più significativi, si sono perse 2 aziende nel comparto alimentazione/servizi alla ristorazione (- 0,30% sulla globale consistenza del comparto) e nel tessile (- 2,65%), 8 aziende nei trasporti terrestri (- 0,60%), nel legno/mobili (- 1,75%) e nei servizi alla persona (-0,60%), 10 aziende nell’autoriparazione (-1,75%), 16 nell’abbigliamento (- 6,40%), 23 nelle pelli/calzature (- 2,20%) e 86 nelle costruzioni (- 2,60%). << I numeri sopra esposti – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – non lasciano purtroppo scampo ad ipotesi interpretative diverse da quelle di una conferma delle grandi difficoltà che ancora stanno attraversando le nostre imprese artigiane in questa difficile fase economica. La microimpresa non ha paracaduti: se Alitalia è in difficoltà beneficia di sette anni di cassa integrazione per i suoi dipendenti. Il piccolo artigiano invece chiude! Le nostre imprese – conclude Bellabarba – hanno certamente bisogno, ora più che mai, di interventi incisivi sul fronte della pressione fiscale, della riduzione del costo del lavoro, del miglioramento delle condizioni di accesso al credito, di sostegno all’innovazione tecnologica e di serie ed effettive politiche economiche di stimolo atte a rimuovere la stagnazione dei consumi ed a creare condizioni idonee per permettere alle imprese più orientate alla qualità ed ai prodotti innovativi di agganciare i processi di internazionalizzazione, ma hanno anche necessità di provvedimenti “a costo zero” quali semplificazione e minori oneri burocratici >>.