In 700 lungo le vie della città
ricordando i morti
della Quadrilatero

LAVORO - Macerata invasa dai manifestanti per lo sciopero generale della Cgil - GUARDA I VIDEO -
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di Alessandra Pierini

La Cgil scende in piazza (leggi l’articolo). Ci sono studenti, pensionati, precari ed insegnanti tra le 700 persone  che questa mattina, da tutta la provincia, hanno affollato in corteo le vie del capoluogo e piazza Vittorio Venetto per la sciopero generale indetto dal sindacato. Presenti anche molti politici a partire dal candidato presidente di Sinistra Ecologia e Libertà Francesco Acquaroli che ha ripreso i momenti significativi col suo telefonino a Roberto Broccolo, segretario provinciale del Pd. C’erano anche il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo,Valerio Calzolaio, Daniele Salvi, Giulio Silenzi, Giulio Pantanetti e  l’ex vice sindaco di Macerata Lorenzo Marconi.
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Bandiere, t-shirt e striscioni sono stati utilizzati in grande quantità per sottolineare i temi e le motivazioni della manifestazione. “Stiamo scioperando per voi, scusate il disagio”: è questa l’etichetta che molti hanno indossato su maglie e cappotti a sottolineare forse anche l’assenza di qualcuno che pur avendo tutte le motivazioni per protestare ha preferito restare al lavoro e non perdere così un giorno di salario.
«C’è voglia di cambiare – ha detto il segretario provinciale Aldo Benfatto – e superare la crisi. I n provincia di Macerata dal 2008 ad oggi abbiamo perso 5000 posti di lavoro mentre continuano i taglie il governo sta smantellando la scuola pubblica. La scuola nella nostra provincia ha perso 670 addetti tra docenti e personale tecnico amministrativo». Benfatto ha poi elencato i redditi di personalità pubbliche da Alessandro  Profumo a Geronzi e ha concluso: «Questa situazione non può che produrre un moto interiore di ribellione e aumentare la voglia di cambiare».

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Aldo Benfatto

Sul palco si sono poi avvicendati gli interventi di rappresentanti delle categorie scese in piazza (guarda il video con le testimonianze).

Commovente il racconto di Massimo de Luca per i lavoratori dei cantieri della Quadrilatero che ha voluto ricordare quanti sono morti nei cantieri: «Voglio parlare di chi non c’è più, di chi non aveva paura di alzare la testa perchè non prendeva lo stipendio da due mesi e aveva un contratto da un mese. Me lo aveva detto Costantin, il giorno prima di morire cadendo da un cestello sotto una galleria». De Luca ha denunciato con forza le condizioni di lavoro nei cantieri e in particolare in quelli della Quadrilatero: «Negli appalti presi al 60% di ribasso c’è chi risparmia sulla salute e sul contratto dei lavoratori. Nella Quadrilatero,tra gli 800 lavoratori che non vediamo perchè sono sotto terra, 180 hanno un contratto a tempo indeterminato, gli altri 600 hanno contratti mensili o persino giornalieri. Abbiamo avuto notizia di tremendi ritardi nei soccorsi durante gli ultimi incidenti e nel frattempo è stata anche tolta l’unica ambulanza che funzionava a Muccia».

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Tiziana Montecchiari lavora all’Ipersimply di Piediripa e ha voluto rappresentare gli impiegati nel commercio: «L’Italia è una repubblica fondata sulla ricerca del lavoro e sul precariato – ha ironizzato, per poi rivolgersi al Presidente del consiglio – caro Silvio, non è questo il Paese che volevamo – e infine ai colleghi rimasti a lavoro – per acciomodarsi bisogna scomodarsi, noi ci siamo scomodati , gli altri hanno perso un’opportunità». Gli interventi sono andati avanti a lungo e la piazza si è gradualmente vuotata. La manifestazione si è chiusa con la musica di un gruppo itinerante che ha fatto da colonna sonora al corteo e ha concluso sulle inconfondibili note di “Bella ciao” .

(Foto di Guido Picchio)

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