Elezioni: Paolini replica ai marangoniani,
Acquaroli interviene sulla guerra in Libia

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Luca Rodolfo Paolini

Luca Rodolfo Paolini, segretario nazionale della Lega Nord Marche replica ai marangoniani.

Pare incredibile ma i cosiddetti “Marangoniani”  sono riusciti ad infilare ben 25 balle documentabili  in 23 righe di comunicato. Roba da “Guinnes dei Primati”! Non vale neppure la pena di smentirle, qui, anche perchè si nascondono dietro l’anonimato collettivo….vedremo i voti che prenderanno! In effetti, il loro programma è coerente e convincente: candidare uno a Presidente della provincia per… abolire la provincia è semplicemente geniale.  E’ vero che la cosa è di competenza del Parlamento con legge costituzionale…ma sono dettagli !!!. Come dettaglio è il fatto che, fino all’anno scorso, finchè era consigliere provinciale, e prendeva il relativo stipendio, il candidato non ha mai esternato sul tema. Parimenti brillante è l’idea che per lottare meglio contro i partiti “magnoni e poltronari” …è necessario fondarne due nuovi!!  E chi ci sarebbe mai arrivato? Infine le osterie come nuovo paradigma del territorio! Peccato non sia stato inserito nel simbolo della nuova compagine un fiasco, con lo slogan “c’è un fiasco nel nostro futuro”. Come si può non temer un avversario così, con un programma così? E in effetti, anche se su circa 1000 iscritti alla Lega l’hanno seguito solo in una quindicina, e che i gruppi di  P.Recanati,  Corridonia, P. Potenza Picena, M.
S. Giusto, Tolentino, Macerata, Appignano, Montecassiano, Loro Piceno, Civitanova gli hanno dato picche al 100%,…. la notte non ci dormiamo lo stesso….!    A proposito: lo sanno i “marangoniani” che anche il buon Bianchini è stato “revocato” in regione dal candidato presidente, come la Pergolini… ne conoscono le vere ragioni?

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Francesco Acquaroli

Da Francesco Acquaroli, candidato presidente della coalizione Sel-Federazione della Sinistra-Democrazia e Legalità”:

“La campagna elettorale per le elezioni provinciali non può distrarci da quello che sta succedendo nel Mediterraneo.

La decisione presa dal governo italiano di rispondere alle richieste del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e della NATO e partecipare attivamente ai  bombardamenti aria-terra contro le truppe lealiste di Muhammar Gheddafi segna un grave salto di qualità nel coinvolgimento del nostro paese in un conflitto che, dopo un mese dal suo inizio, appare congelato un una fase di stallo.

E’ evidente che la coalizione internazionale non ha alcuna intenzione di sostenere una soluzione negoziata alla guerra  che sta insanguinando il paese. Un tale scenario –  nonostante i tentativi di mediazione per un immediato cessate il fuoco, proposti da vari paesi e coalizioni, ultimo in ordine di tempo la Russia – rischia di degenerare ulteriormente in guerra totale, nella quale le prime vittime saranno le popolazioni civili da una parte e dall’altra”.

 

 



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