Giornata dell’amicizia
nel nome di Li Madou

Grandi spettacoli per tutta la sera in piazza XX Settembre. L'Ambasciatore Ding Wei al Governatore Spacca: "Abbiamo scelto Civitanova perchè come Padre Matteo Ricci è una città aperta e ospitale"
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di Laura Boccanera

La tigre e il dragone e 88 lanterne rosse, un numero simbolico caro ai cinesi e portatore di fortuna. Inizia così l’anno  del coniglio, portatore di buoni affari e business. Tantissime autorità e una folla di cittadini cinesi hanno salutato ieri l’ Ambasciatore cinese in Italia Ding Wei e il Console generale Zhou Yunqi. Una parata stile Pechino con le ragazze ed i ragazzi della scuola di danza vestiti con gli abiti tipici delle 56 minoranze etniche cinesi, dal Tibet alla Mongolia. Ieri è stata anche la giornata dell’amicizia fra i due popoli, tanti i riferimenti a Li Madou, ma la delegazione cinese ha festeggiato anche la festa della primavera e i primi 40 anni di relazioni diplomatiche sino-italiane.

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Tantissime anche le autorità civili e militari italiane: dal Governatore delle Marche Gian Mario Spacca, il prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli,  il presidente dell’associazione Italia-Cina Sung Guang, il direttore dell’Istituto Ricci di Macerata prof. Filippo Mignini. La cerimonia si è aperta con i discorsi ufficiali all’interno della sala consiliare: “Siamo onorati di ospitare a Civitanova – ha detto Mobili salutando tutti i presenti – questa cerimonia che si svolgerà in altre importanti capoluoghi italiani. La nostra città è aperta, pronta al dialogo, alla collaborazione senza pregiudizi, e al rispetto delle differenze e questa Amministrazione, in particolare, crede in uno sviluppo che abbia come terreno fertile quello della cultura, così come è avvenuto nel lontano passato”.

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Il sindaco Mobili e il presidente della Regione Spacca

Ed è stato proprio l’ambasciatore che ha sottolineato il rapporto di grande vicinanza con la regione Marche e con la provincia di Macerata in particolare: << Sono in Italia da 10 mesi – ha raccontato – e questa è la seconda cerimonia di benvenuto a cui partecipo, seconda solo all’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano>>. L’ambasciatore si è rivolto poi direttamente al governatore delle Marche Gian Mario Spacca: <<Abbiamo scelto Civitanova perchè come Padre Matteo Ricci è una città aperta e ospitale, ho conosciuto tutti i presidenti delle regioni italiane, ma con le Marche c’è un rapporto culturale e affettivo particolare, testimoniato dall’intenso scambio di attività e cooperazione internazionale>>.

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Rapporti e contatti ricordati anche dal Governatore Spacca nel suo intervento. “Sono onorato di partecipare alla cerimonia per l’anno culturale cinese, cui è stata unita la ricorrenza dei 400 anni dalla morte di Padre Matteo Ricci (1611 ndr) e quella del quarantesimo anniversario italiano delle relazioni diplomatiche con la Cina. Tanti appuntamenti importanti che mettono Civitanova sullo stesso piano di città come Roma e Napoli. La nostra Regione guarda ad Est e alla Repubblica Popolare Cinese come punto di riferimento per la pace, la collaborazione e lo sviluppo”.

Dopo gli interventi di Sung Guang, del prefetto Piscitelli e del console generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze signora Zhou Yunqi, si è svolto il tradizionale scambio dei doni, mentre gli artisti cinesi hanno posto intorno attorno al collo delle autorità, la tradizionale sciarpa bianca dell’amicizia.

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Ma è  in piazza XX settembre che la festa prende i colori e la vivacità  delle strade di Pechino: impressionanti e coinvolgenti le coreografie della tigre e del dragone a suon di tamburi e percussioni. Subito dopo è stata la volta dell’esibizione dei ragazzi della scuola di shaolin kung fu.

La festa si è conclusa con uno spettacolo di danza e musica al teatro Rossini: <<per una volta ci fa piacere ospitare, noi che siamo ospiti, i Civitanovesi, per una immersione nella nostra civiltà>> – ha salutato dal palco il console generale. La danza e la musica come unione per legare, oltre il linguaggio due popoli: e i 56 danzatori hanno realizzato appositamente coreografie delle danze tipiche proprio per l’anno culturale cinese in Italia. Movimenti simmetrici e ampie e leggere vesti, come ali di farfalla hanno chiuso la full immersion nella dimensione firmata Grande Muraglia.

(foto di Roberto Vives)

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