Ecozona attiva dal 1 febbraio
155 euro di multa per i trasgressori

Pistarelli e Pantana (Pdl): "Provvedimento inaccettabile". Intervengono Garufi (Idv) e SEL
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Gli assessori Enzo Valentini e Alferio Canesin

di Alessandra Pierini

L’ecozona sarà attivata il primo febbraio. L’ordinanza del sindaco interesserà come previsto la chiusura al traffico di alcune delle aree urbane congestionate, escluse le frazioni, dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12 e dalle 14,30 alle 18, e sarà applicata ai veicoli diesel sprovvisti di filtro antiparticolato pre Euro, Euro 1 e 2. Rispetto all’area indicata in un primo momento, quella effettivamente interessata dal provvedimento è stata ridotta in seguito ad un confronto avuto giovedì sera dall’assessore EnzoValentini con la maggioranza. La commissione Ambiente e Territorio si è riunita ieri pomeriggio per esaminare il provvedimento richiesto dalla Regione Marche al quale il Comune di Macerata ha aderito firmando un protocollo.

«La Regione Marche – ha spiegato  Valentini – rischia una multa se i limiti non rientreranno nei criteri previsti dall’Unione Europea e se sarà sanzionata farà ricadere i costi su quei Comuni che non hanno attivato provvedimenti per la riduzione degli sforamenti e che non hanno aderito al protocollo».

Secondo l’assessore le aree interessate dalla chiusura del traffico sono facilmente raggiungibili, utilizzando i parcheggi Garibaldi e Sferisterio. Impensierisce invece l’accessibilità per gli automobilisti che, provenendo da Pollenza, dovranno accedere al centro storico: «In quesl caso – ha spiegato Valentini – stiamo pensando di utilizzare il parcheggio del Sasso d’Italia e di potenziare significativamente i mezzi». Il Comune di Macerata ha anche previsto una campagna di comunicazione fatta di cartellonistica riportante le indicazioni per gli automobilisti ma anche manifesti, inserzioni sul sito internet e sulla pagina di Facebook istituzionale.

“Certo il disagio per molti utenti resta” ammette Valentini, che sottolinea anche la possibilità che l’ordinanza che fissa il blocco al 31 marzo possa essere estesa al 31 aprile. Fabio Pistarelli (Pdl) aveva già manifestato il suo scetticismo sulla proposta tanto che ha già presentato due interrogazioni in proposito che saranno discusse nel consiglio comunale di lunedìe anche nel corso della commissione ha manifestato il suo sconcerto: «E’ un provvedimento inaccettabile – ha dichiarato – difficile da impostare e non darà risultati a livello ambientale. Tra l’altro è impensabile applicarlo perimetralmente alla città, sarebbe stato più logico rintracciare le vie più a rischio e scegliere di alleggerire in quei punti il traffico».

Per gli automobilisti che non rispetteranno il provvedimento è prevista una sanzione di 155 euro contro la quale si è scagliata Deborah Pantana (Pdl): «I soli a rimetterci saranno i commercianti, gli artigiani e i lavoratori che saranno costretti per le loro attività ad utilizzare i propri automezzi ».
L’Idv richiama invece l’attenzione sulla salute dei cittadini come comunica in una nota il capogruppo in consiglio Guido Garufi: «Ho seguito molto attentamente il percorso che ha portato all’adozione di provvedimenti finalizzati a ridurre le emissioni di polveri sottili nelle città marchigiane perché riguarda innanzitutto la nostra salute. Ho letto poi in questi giorni critiche strumentali e molte inesattezze al riguardo. In pochi dicono, infatti, che l’azione regionale, concertata per mesi insieme con l’associazione dei Comuni e delle Province ANCI e UPI Marche, parte dall’infrazione europea aperta nei confronti dell’Italia e delle regioni, tra cui le Marche ed impone che l’autorità competente adotti le misure contingenti di breve periodo. Trovo disdicevole quindi che questa perentoria richiesta dell’Unione Europea invece di allarmarci per la sorte della nostra salute, venga usata dal centrodestra per strumentalizzazioni e attacchi politici. Se andiamo a leggere con attenzione l’accordo raggiunto, scaricabile sul sito internet della Regione Marche, troveremo innanzitutto che spetterà ai Comuni declinare ed adattare l’azione sul proprio territorio a seconda delle diverse esigenze; troveremo poi che l’interdizione alle zone più compromesse dall’inquinamento è per i soli veicoli altamente inquinati  e solo in alcune fasce orarie. Infine, chi non vorrà strumentalizzare forzatamente la questione, potrà anche verificare che la Regione ha messo a disposizione dei Comuni ben 500 mila euro per far fronte alle spese della cartellonistica necessaria.
In conclusione, credo che la priorità di un amministratore pubblico debba essere la tutela della salute dei cittadini e che in questo senso vada la proposta regionale, sta poi al Sindaco e alla sua Giunta limitare il più possibile i disagi alla cittadinanza e alle categorie produttive anche
attraverso il miglioramento del trasporto pubblico.»

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Fabio Pistarelli in Consiglio comunale

Sinistra Ecologia e Libertà incoraggia invece un differente punto di vista nell’affrontare la questione: «Tutti gli interventi dell’ultima settimana sulla temuta ecozona non hanno mai sottolineato la questione mobilità. Questo è a nostro avviso il vero tema da porre, perché per migliorare davvero la qualità dell’aria c’è bisogno di una strategia di lungo respiro, tanto a livello comunale quanto a livello provinciale.Verificare il piano urbano del traffico che riguarda la città e il territorio limitrofo e, al tempo stesso, educare il cittadino a un uso responsabile del mezzo privato e ad un nuovo comportamento, sono i nodi che emergono dal dibattito sull’ecozona.

Per questo motivo Sinistra Ecologia e Libertà lotta per politiche ambientali che puntino al benessere dei cittadini e alla loro salute e non siano invece dettate dalla paura di incorrere in sanzioni della Comunità Europea per lo sforamento del livello di polveri sottili.

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Guido Garufi durante un intervento in Consiglio comunale

Vanno individuate alternative di trasporto che assicurino l’accessibilità dei cittadini ai servizi della città: taxi collettivi, navette, servizi di car-pooling e car-sharing, corsie esclusive per il Trasporto Pubblico Locale progettate per il miglioramento dell’offerta di km percorsi, con la massima attenzione agli utenti deboli della strada come i pedoni, i ciclisti, i disabili, gli anziani.

Visti gli effetti positivi dell’isola pedonale in tutta Italia, con riduzione dei livelli di smog e rumore accompagnato da una crescita di utenti del servizio di trasporto pubblico, benefici per la tutela dei monumenti e del patrimonio artistico, valorizzazione turistica e generale aumento della vivibilità e della sicurezza, andrebbe ampliata la zona riservata ai pedoni. Nel rapporto “La Città ai nostri piedi”, diffuso da Legambiente e Aci, Macerata occupa, tristemente, il fanalino di coda. Ma il forte passeggio di persone del fine settimana tra via Garibaldi e corso Matteotti, due vie chiuse al traffico in centro storico, è un segnale incoraggiante e deve indicare la strada da perseguire per stimolare una mobilità innovativa e sostenibile, che un’amministrazione oculata e lungimirante non può più ignorare.»



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