Gentilucci: “Sono stati gli avvocati
a ritirare l’istanza di sospensiva
per evitare una sconfitta certa”

Il leader della Lam: "Le elezioni provinciali sono inevitabili"
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Luigi Gentilucci e Franco Capponi

di Alessandra Pierini

La tormentata vicenda della Provincia di Macerata continua a far discutere mentre i non addetti ai lavori, sempre più disorientati, assistono al continuo rimbalzo di ricorsi, udienze e pronunce amministrative che non sembrano però arrivare ad una conclusione.
Tutto fa pensare che la parola “fine” spetterà al Consiglio di Stato che il prossimo 30 novembre prenderà in esame l’ulteriore ricorso.
Proprio ieri, il Consiglio di Stato ha stabilito che in quella data sarà esaminato sia il provvedimento cautelare della sospensiva che il merito del  ricorso  presentato da  Erminio Marinelli (Pdl) e Massimo Pizzichini (Udc), consiglieri di maggioranza dell’amministrazione Capponi, attraverso gli avvocati  Andrea Calzolaio, Angelo Clarizia e Ubaldo Perfetti. Il collegio, sentiti i legali delle parti costituite  – oltre ai due appellanti anche Antonio Fascia, Luigi Gentilucci e Serenella Tonini quali rappresentanti della LAM, la lista che a seguito delle sua esclusione dalla competizione elettorale ha dato vita al contenzioso in sede giurisdizionale – ha rinviato l’intero esame della questione all’udienza di merito di novembre.
Già ieri pomeriggio gli esponenti di centro destra, in primis l’ex presidente della Provincia Franco Capponi ha manifestato una certa soddisfazione per la notizia: “Bicchiere mezzo pieno” è questa l’espressione di commento che ha utilizzato a caldo e negli sms con i quali ha comunicato l’accaduto a tutti i suoi ex assessori e consiglieri.
Come accade però dall’inizio di questa paradossale vicenda, ci sono sempre  versioni discordanti. E’ Luigi Gentilucci della Lam a descrivere in maniera differente quanto accaduto: «Ieri c’eravamo anche noi – ci dice – e il Consiglio di Stato doveva esaminare la sospensiva, ma sono stati gli avvocati Calzolaio, Perfetti e Clarizia, legali di Pizzichini e Marinelli, che hanno ritirato l’istanza di sospensiva per cui non è stata più discussa ed è stata fissata una nuova “udienza di merito”.»
Secondo Gentilucci, quindi, la Camera di Consiglio di ieri non ha alcun peso sulla vicenda e il bicchiere è rimasto così com’era: «I nostri  legali sono molto sereni – continua Gentilucci – ci dicono che oggettivamente i 2 consiglieri che ricorrono per mancata notifica non si erano mai costituiti al Tar quindi non avevano espresso il loro interesse. Paradossalmente avremmo dovuto notificare il nostro ricorso anche a tutta l’opposizione e anche a tutti i cittadini che in qualche modo fossero interessati.» In un comunicato la Lam ha comunicato la sua posizione: «Ieri non c’è stato  nessun risultato in quanto coloro i quali avevano presentato ricorso per ottenere la sospensione del provvedimento di annullamento delle elezioni provinciali del Giugno 2009 salla prova dei fatti hanno deciso di rinunciare al giudizio per sospensiva facendo rinviare il tutto al “merito” fissato al 30 Novembre prossimo.
E’ come ritirarsi senza giocare una partita. Ricordando che la rinuncia serve per dissimulare una sconfitta certa, alla quale Capponi e gli altri esponenti del centro-destra sarebbero andati incontro»

Anche Paola Giorgi, consigliere regionale Idv ha commentato la vicenda in una nota: “Da Capponi ancora balle. Non è vero, come riportato dalle notizie diffuse da Capponi, che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, anzi…. L’udienza  era soltanto per la sospensiva della sentenza che ha annullato le elezioni. I ricorrenti ( Capponi e soci), hanno rinunciato al ricorso per sospensiva, calendarizzato per oggi, sia per la paura di non ottenere la sospensiva, sia per ottenere un’ udienza per discutere il merito il prima possibile. In realtà la sentenza si avrà il 30 novembre, ad oggi, non solo non è stato accolto il ricorso, ma è maturata per Capponi una rinuncia che ha il sapore di una sconfitta. Si qualifica da solo un personaggio che continua a fare politica con le balle.»

***

Intanto  la Provincia di Macerata ha diffuso un comunicato ripercorrendo le fasi della seduta del Consiglio di Stato di ieri: « Il prossimo 30 novembre si terrà davanti alla 5^ sezione del Consiglio di  Stato l’udienza pubblica per la trattazione nel merito del ricorso presentato da Erminio Marinelli e Massimo Pizzichini, entrambi eletti consiglieri provinciali nelle elezioni del giugno 2009, volto ad ottenere la “rescissione” delle sentenza del 4 giugno scorso con la quale il Consiglio di Stato stesso, su appello della Lega Autonomie Municipali (LAM) contro una precedente sentenza del Tar Marche, aveva annullato il procedimento elettorale. Da quella sentenza ha avuto luogo il 18 giugno di quest’anno la decadenza di tutti gli organi eletti della Provincia con conseguente nomina del Commissario prefettizio attualmente in carica per la ordinaria amministrazione dell’Ente.

La fissazione dell’udienza a fine novembre è stata decisa dalla 5^ sezione del Consiglio di Stato (presidente Calogero Piscitello, giudice relatore Aldo Scola)  nella Camera di consiglio che si è tenuta il 15 ottobre per l’esame del provvedimento cautelare chiesto dai ricorrenti attraverso gli avvocati  Andrea Calzolaio, Angelo Clarizia e Ubaldo Perfetti. Il collegio, sentiti i legali delle parti costituite  – oltre ai due appellanti anche Antonio Fascia, Luigi Gentilucci e Serenella Tonini quali rappresentanti della LAM, la lista che a seguito delle sua esclusione dalla competizione elettorale ha dato vita al contenzioso in sede giurisdizionale – ha ritenuto di non pronunciarsi sul provvedimento cautelare di una eventuale sospensiva degli effetti delle sentenza di giugno, rinviando l’intero esame della questione ad una ravvicinata “udienza di merito”. Questa nuova fase del procedimento sul contenzioso elettorale è stata instaurata dai consiglieri Erminio Marinelli, attualmente anche consigliere regionale, e Massimo Pizzichini, attraverso un ricorso per “opposizione di terzo ordinaria” depositato al Consiglio di Stato il 17 settembre scorso.
La “opposizione di terzo” è un istituto giuridico ora disciplinato dall’art. 108 del nuovo codice del processo amministrativo, ma già di fatto ammesso da diversi anni a seguito di una sentenza della Corte costituzionale del 1995. L’istituto in questione, previsto nel processo civile, non era un tempo contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso. I Giudici costituzionali, però, dichiararono l’illegittimità costituzionale di tale esclusione e in seguito anche nel processo amministrativo è stata inserita questa particolare impugnazione che permette ad un soggetto che non abbia partecipato ad un processo già concluso, la possibilità di esperire un’azione giudiziaria che gli consenta di opporsi ad una decisione che pregiudichi la sua sfera giuridica. La persona che non è stata coinvolta nella causa, cioè, può porre in discussione una sentenza passata in giudicato che pregiudichi i suoi diritti e che sia stata pronunciata in un giudizio cui egli sia rimasto estraneo.

Proprio in virtù di tale istituto giuridico Erminio Marinelli e Massimo Pizzichini, entrambi eletti nel 2009 consiglieri provinciali, rispettivamente nelle liste PdL e Udc,  hanno presentato opposizione alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5851 del 4 giugno 2010 depositata in cancelleria il successivo 18 agosto. L’opposizione si basa su una mancata notifica. L’appello da parte dei rappresentanti della lista LAM contro la sentenza del Tar Marche che aveva rigettato il loro primo ricorso contro l’esclusione dalle elezioni provinciali dello scorso anno, non era stato infatti notificato a Marinelli e Pizzichini, ma solamente all’ente Provincia, al presidente Franco Capponi, a 8 assessori della Giunta provinciale e a 12 consiglieri provinciali su 30, cioè solo a coloro che erano stati parte nel processo di primo grado.»



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