Marcucci: “A Civitanova serve un Pdl
forte e unito in vista delle elezioni comunali”
Da Umberto Marcucci, già consigliere provinciale del Pdl:
“Non ho mai utilizzato la stampa per esternare il mio pensiero in merito alla fase attuale del Popolo della Libertà, ho sempre preferito utilizzare le sedi opportune, così feci nel 2002 quando venni escluso, credo ingiustamente, dalla lista di Forza Italia alle elezioni comunali e così faccio oggi.
Certo è che il dibattito che ormai si ripresenta settimanalmente sulla stampa locale in merito alle vicende civitanovesi del PDL, non rendono onore al nostro grande partito che ha raggiunto circa il 41% alle ultime elezioni regionali. E questo risultato è stato ottenuto con il contributo di tutti coloro che credono veramente nella possibilità offerte dal PDL di cambiare in meglio la nostra società, indipendentemente dai candidati sostenuti. E’ vero, deve essere nominato il coordinatore comunale, i gruppi in consiglio comunale devono fondersi e nominare un capogruppo. Queste cose interessano solo noi, gli addetti ai lavori, non penso proprio ci sia interesse degli elettori per le beghe interne, gli elettori vogliono soluzioni ai problemi quotidiani che si aggravano sempre più.
Invito tutti i colleghi a riflettere internamente, così come abbiamo fatto due settimane fa in una riunione con il coordiantore provinciale ed il suo vicario. Se un partito raggiunge il 41% è normale che al suo interno vi sia una dialettica anche aspra, l’importante, secondo il mio modestissimo punto di vista, che la dialetttica sia sulle cose da fare e non sulle posizioni di potere più o meno grande da conquistare ed esercitare. Quale potere poi se così facendo rischiamo di allontanare ancor di più gli elettori dalla politica? In Sardegna ha votato soltanto il 30,29% degli aventi diritto. O peggio, li allontaniamo dal centrodestra.
Credo che il centrodestra abbia ottenuto grandi risultati dal 1995 ad oggi per due ragioni di fondo. Da un lato una compattezza che permetteva di capire come l’avversario stesse a sinistra e non all’interno dello schieramento o del partito, dall’altro il centrodestra a Civitanova si è caratterizzato per la concretezza dell’azione ma soprattutto per la passione, la partecipazione e gli ideali che metteva nella propria azione di governo.
Alle ultime elezioni regionali, contrariamente a quanto dichiarato da qualche esponente della sinistra, a Civitanova il centrodestra ha raggiunto il 51% anche senza l’UDC, ed è la prima volta dal 1995 ad oggi che a Civitanova il centrodestra vince alle elezioni regionali e sconfigge la sinistra. Partiamo insieme, tutti, nessuno escluso, da questo dato e riprendiamo il cammino con rinnovato entusiasmo e passione, smettiamo di dirci le cose sulla stampa, abbiamo davanti ancora due anni di impegno per arrivare alle elezioni comunali forti come al solito. Una sola persona da sola non fa mai grandi cose, molte persone insieme raggiungono obiettivi impensabili. Assumiamoci le responsabilità amministrative che dobbiamo assumerci e sosteniamo l’azione di governo, se serve qualche correttivo se ne deve discutere ma facciamolo, senza esclusioni, con gli organi di partito, al momento provinciali e regionali, e con il sindaco Mobili ed il vice Morresi.
Civitanova Marche, come è dal 1995 , deve continuare ad essere un simbolo del centrodestra e deve essere lo sprone, la spinta per tutta la comunità provinciale per rivincere le elezioni provinciali che, per una questione tutta interna alla sinistra, una sentenza del consiglio di stato ha stabilito debbano essere rifatte.
