Così Macerata
si innamorò
di Big Luciano

Il commento e le foto d'epoca

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Luciano Pavarotti durante una prova allo Sferisterio

di Mario Battistini

Allo Sferisterio Luciano Pavarotti è stato protagonista di tre stagioni liriche memorabili. Erano gli Anni Settanta e a Macerata si erano già esibite, a partire dal 1967, alcune delle più acclamate <ugole d’oro> del tempo: Mario Del Monaco, Antonietta Stella, Tito Gobbi, Giuseppe Di Stefano, Cornel Mc Neil, Carlo Bergonzi, Birgit Nilsson e Franco Corelli. Dopo di loro, di anno in anno, sono calate in città altre <stelle> del melodramma internazionale. Qualche nome? Marilyn Horne, Renato Bruson, Sesto Bruscantini, Montserrat Caballé, Piero Cappuccilli, Alfredo Kraus, José Carreras, Placido Domingo. E, appunto, Luciano Pavarotti. Il fior fiore della lirica mondiale. <Macerata ha un passo spedito e può inserirsi con pieno merito nel ristretto novero dei teatri musicali più apprezzati dal pubblico>, scriveva allora Duilio Courir sul <Corriere>.

Luciano Pavarotti fu scritturato la prima volta nel 1971 per <Lucia di Lammermoor> insieme con Renata Scotto (e scusate se è poco…). Le prove vanno avanti per giorni e giorni in un clima di autentico entusiasmo in città. Ma la <generale>, per via della pioggia, viene spostata al <Lauro Rossi>.
Pavarotti è in forma smagliante e manda in visibilio orchestrali e spettatori che a centinaia sono accalcati in platea e nei palchi. <Sarà un grande spettacolo, una Lucia storica>, commenta il direttore artistico Carlo Perucci. Ma il giorno della <prima> allo Sferisterio arriva la brutta sorpresa. A mezzogiorno Luciano Pavarotti comunica che non potrà cantare perché colpito da improvvisa laringite. Fra gli addetti ai lavori dilaga lo sconcerto. Che si fa? Non si sa dove sbattere la testa. Qualcuno ricorda che è presente in città Franco Corelli, impegnato in quei giorni nel cast di <Bohème>. Perucci si rivolge a lui e lo prega di sostituire Pavarotti. Corelli non dice di no, ma è disposto a coprire solo il primo atto di <Lucia> per evitare il rinvio dell’opera, poi si pensasse a qualche altro sostituto. E’ una soluzione che non piace. Perucci si mette allora al telefono per cercare cantanti disponibili e alla fine scova a Napoli il tenore Carlo Bini, il quale, appena rientrato da una gita a Capri, accetta e si mette subito al volante di una Bmw, arrivando in tempo a Macerata per l’inizio dell’opera. Ma quando lo speaker, alle 21 esatte, annuncia al pubblico che Pavarotti e non può cantare, scoppia il finimondo. <Vergogna>, <Ridateci i soldi> gridano gli spettatori arrivati da ogni parte d’Italia. Fioccano fischi e insulti per una buona mezz’ora. Quando gli animi si placano lo spettacolo prende il via senza ulteriori sussulti e arriva al termine addirittura fra gli applausi. Il tenore Carlo Bini ha funzionato meglio del previsto, ma al suo fianco Renata Scotto ha fatto mirabilie, firmando una esibizione di inarrivabile belcantismo, che strappa applausi interminabili e da stadio nella celebre aria della <pazzia>.

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Pavarotti nel 1971 al Motel Agip di Macerata con la moglie Adua e le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana

Luciano Pavarotti si fa perdonare per il forfait del ’71 e torna allo Sferisterio nel 1974 per <Rigoletto>. Con lui, altro protagonista dell’opera è l’americano Sherrill Milnes, baritono di rara bellezza e potenza vocale. Alle prove, una sera, Pavarotti stecca l’acuto finale de <La donna è mobile> e i molti spettatori presenti si mettono le mani sui capelli, ricordando i fatti di <Lucia> di tre anni prima. <Oddio, qui finisce male anche stavolta>. Ma è lo stesso Pavarotti che tranquillizza tutti. <Niente paura, ho solo scherzato, sto benissimo>, assicura il tenore rivolto alla platea. Proprio vero, le recite ufficiali saranno addirittura trionfali, tanto che i famosi loggionisti di Parma, terribili censori dei tenori, fanno confezionare gagliardetti e bandierine con la scritta <Sferisterio 1974 – Un Rigoletto da ricordare>.

L’anno dopo (1975) Luciano Pavarotti torna a Macerata per il <Ballo in maschera>, l’opera verdiana che forse il grande tenore di Modena ha amato più delle altre. Il successo, anche stavolta, è enorme e in teatro c’è un tifo da Coppa dei campioni.
Al termine di quella stagione lirica Pavarotti si lasciò andare ad alcune considerazioni: <Lo Sferisterio è qualcosa di meraviglioso. Non esiste al mondo un teatro all’aperto dotato di palchi e con una acustica così perfetta. E vi consiglio di non chiamare arena questo luogo. L’arena è uno spazio dispersivo, lo Sferisterio è un vero teatro>.

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Perucci e Pavarotti

Dunque, a quanto pare, il prossimo anno Macerata promuoverà serate per ricordare questo grande artista che ha indubbiamente contribuito a proiettare lo Sferisterio molto in alto in Italia e nei maggiori circuiti del melodramma internazionale. Ottima iniziativa. Ma in futuro riteniamo doveroso celebrare anche Sesto Bruscantini e Franco Corelli, artisti prestigiosi e di <casa nostra>, che molto hanno dato allo Sferisterio e alla nostra città. Sindaco Carancini, ci faccia un pensierino.

Vogliamo concludere con un appello. Sia rilanciata in grande stile la tradizione musicale ottocentesca, poiché in molti ritengono fuorviante il percorso che è stato imboccato negli ultimissimi tempi allo Sferisterio. Dispiace vedere come sono stati modificati e quasi stravolti i suoi affermati connotati artistici e culturali, trasformandolo quasi in un teatro sperimentale per ospitare produzioni operistiche magari di qualità ma ben lontane dai gusti del  vasto pubblico. La qualcosa si sta rivelando rischiosa anche sul piano economico. I titoli scelti per il festival di quest’anno possono richiamare solo studiosi e melomani alla ricerca del <nuovo> ma non il grande pubblico, cioè gli amanti della tradizione. Soprattutto in tempi di crisi, bisognerebbe evitare fughe temerarie dalla realtà. Lo Sferisterio è salito alla ribalta quando sul palcoscenico sono state proposte opere del repertorio più gradito agli italiani e non solo. Lo si tenga presente quando, nei prossimi giorni, si andrà a programmare il festival lirico del prossimo anno.

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Luciano Pavarotti allo Sferisterio durante Il Rigoletto del 1975

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Pavarotti in scena allo Sferisterio

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