Fallimento Pelletterie 1907,
Giovane Italia accusa la Cgil:
“Un sindacato contro il lavoro”

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di Roberto Scorcella

Giovane Italia all’attacco della Cgil e contro la sentenza del tribunale di Macerata che ha dichiarato fallita Pelletterie 1907. Il movimento giovanile del Pdl nella serata di ieri ha affisso due striscioni (stamattina erano già stati rimossi), uno davanti all’azienda in contrada Cisterna a Tolentino e uno nel parcheggio del tribunale di Macerata, che riportavano scritte inequivocabili: “Pelletterie 1907. Cgil: un sindacato contro il lavoro” e “Pelletterie 1907. Una sentenza contro il lavoro”.

L’apposizione dei due striscioni è stata “rivendicata” questo pomeriggio da Giovane Italia con un comunicato a firma del presidente regionale, Michele De Simone: “E´ veramente triste pensare che uno dei marchi più prestigiosi di questo territorio una volta messo all´asta possa essere acquistato da un imprenditore cinese oppure da qualche imprenditore che poi delocalizzerà all´estero tutta la produzione impoverendo così l´intero tessuto economico. La sentenza che ha accolto l´istanza di fallimento della Pelleterie 1907 apre scenari inquietanti per la vita di tutte le aziende del territorio. Da oggi un´azienda che ha commesse e lavoro in abbondanza rischia di fallire perché magari qualche banca chiude i rubinetti e non concede liquidità, pur in presenza di possibilità di fare fatturato e pur in presenza di un marchio prestigioso. L´eccellenza italiana, i prodotti Made in Italy sono messi in discussione da istituti bancari che pensano a fare affari e non a dare credito ai progetti imprenditoriali. La mancata sottoscrizione dei Tremonti bond da parte di alcuni istituti di credito italiani è un segnale preoccupante. Le banche stanno pensando solo al proprio utile anziché alla propria funzione di sostegno al tessuto produttivo del Paese. Quando il sistema finanziario sembrava fibrillare non hanno esitato a chiedere aiuto al Governo. Ora che sono le imprese a chiedere maggiore liquidità le banche preferiscono tornare a far soldi con la finanza piuttosto che scongiurare una crisi occupazionale. Ma in questa vicenda un ruolo decisivo è stato giocato dalla CGIL. Tutelare i lavoratori, garantire loro il pagamento regolare dello stipendio, far rispettare il diritto al lavoro è compito di un sindacato ma forse si è forzato un po´ troppo la mano.  I dipendenti avranno quanto gli spetta tra qualche mese e poi potranno godere degli ammortizzatori sociali. Ma per quanto tempo potranno contare sul sostegno economico pubblico? E dopo cosa faranno? Speriamo che almeno il sindacato che li ha seguiti, proprio  in considerazione di una situazione assai difficile, decida di non farsi pagare per l´assistenza fornita . Nell´attesa del giudizio d´appello la speranza  è che le istituzioni possano dimostrare la loro vicinanza ai dipendenti perché in questa fase l´unica  prospettiva di vita non può essere solo il ricorso ad interventi assistenziali. Tutelare i lavoratori è sacrosanto ma forse è giunta l´ora di tutelare il lavoro e chi lo produce e allora un maggiore dialogo tra aziende, lavoratori, sindacati, banche e istituzioni potrebbe agevolare il superamento della crisi senza assistere ad un triste e desolante scarica barile. Maggiore etica e maggiore senso responsabilità ci possono far uscire prima dalla crisi, ma ognuno deve fare la sua parte. La crisi è ancora presente e le nuove generazioni ne avvertono tutto il peso”. Pelletterie 1907 depositerà l’appello al tribunale di Ancona entro questa settimana.


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