Castelraimondo, 12 anni dal terremoto:
“Nella nostra frazione i finanziamenti
previsti non sono mai arrivati”

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A dodici anni dal terremoto, la Pro Loco di Castel Santa Maria, ridente frazione di Castelraimondo, nella persona del presidente Bruno Bardi, segnala che il piccolo borgo è stato lasciato al suo destino: non è stato infatti finanziato il previsto piano di recupero urbano, che prevedeva la completa sistemazione interna dell’abitato con una nuova pavimentazione, nuovi impianti eletttrici di pubblica illuminazione (attualmente fuori norma), nuove fognature, il rirpistino dell’antico pozzo medievale, il restauro delle mura castellane e della chiesa di Santa Caterina. “Con le recenti scosse questa chiesa che si trova appena fuori le mura e contiene un pregevole affresco, ha visto crollare un’altra porzione di tetto. Lo stabile andrebbe recuperato e messo in sicurezza”, spiega Bardi. L’associazione ha sollecitato più volte l’amministrazione comunale e scritto lettere alle istituzioni. La Regione Marche ha comunicato che la chiesa di Santa Caterina è stata ammessa al finanziamento, in quanto inclusa nel secondo stralcio dei beni culturali, ma non sarebbero state presentate alcune integrazioni richieste e di seguito è mancata la copertura finanziaria, stessa motivazione per il piano di recupero del centro storico. “Chiediamo che ci sia la possibilità di sbloccare questa situazione – spiega Bruno Bardi – in modo che si possano eseguire i lavori e ridare visibilità al centro originatosi nel 1200. Si consideri che ci sono molti anziani”. Bardi segnala che la recente asfaltatura nella zona è arrivata a circa un km dal paese. “Chiediamo di asfaltare almeno le vie principali, via Ottoni e via Varano, perchè si presentano in condizioni pessime e diverse persone anziane sono cadute”.


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