La mostra di Nicole Gabbucci Wagenbach
in omaggio alla Madame Butterfly
e il ricordo della stagione lirica
di quel mitico 1984

di Maurizio Verdenelli
Un gradito, atteso ritorno quello di Nicole Gabbucci Wagenbach. Pur essendo sempre presente sul territorio maceratese (il suo atelier artistico è a Montefano), l’artista italo-francese mancava dai temi dello Sferisterio dal mitico 1984. L’anno di Ken Russell e della sua Boheme (Mimì moriva d’overdose) che costarono al celebre regista inglese la denuncia da parte di Simonetta Puccini, erede del grande compositore e l’”esilio” perpetuo dalle regie liriche del mondo del Melodramma che non gli perdonò così d’aver replicato lo “scandalo” dell’anno prima, a Spoleto, dove Butterfly era una prostituta di bordello giapponese.
In quell’anno di grazia allo Sferisterio, se Boheme raccolse l’attenzione generale, financo in Australia Macerata diventò famosa- fu tuttavia “La Traviata” con una superba Raina Kabaivanska, per la regia di Mauro Bolognini, a fare “sold out”..Proprio ispirata a Violetta Valery, vista con le fattezze del suo splendido volto giovanile, fu la mostra di Nicole. Ricordo ancora i quadri appesi lungo le pareti interne dello Sferisterio ad accompagnare la massa degli spettatori –allora l’Arena poteva ospitare fino a 5.000 presenze- nel percorso allo spettacolo. Per Nicole un vero successo.
Un successo pure per questa mostra nel nome di Butterfly aperta alla presenza dell’assessore Bianchini (in coincidenza con l’inaugurazione del Sof sempre nel segno dell’eroina pucciniana) negli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti in piazza Libertà a Macerata. L’anteprima è stata frequentatissima, in coda alla conferenza di Philippe Daverio sul tema dell’Inganno.
Tanti gli elementi di suggestione in questo Hommage a Madame Butterfly –intitolato “L’envol”. Anche qui Nicole interpreta la “sua” protagonista: con richiami cromatici al rosso carminio e all’azzurro intenso e brillante che l’hanno fatta già definire “la pittrice dell’azzurro”. Butterfly-Nicole è in volo e ritrova se stessa nel grande specchio svobodiano di “Traviata”, un ulteriore elemento suggestivo. I tratti orientali di Nicole (“un mio avo materno, marchese francese, comandava le golette di Francia in quei mari…” suggerisce, allusiva lei) fanno poi il resto. L’envol anzi L’Inganno –per restare nel tema del Sof di quest’anno- è servito!
Nella foto: una scena della Madame Butterfly.