E’ un Don Giovanni
fortemente erotico

Si inaugura domani a Macerata la quarta edizione dello Sferisterio Opera Festival, 45esima stagione lirica di tradizione, con l’attesa ‘prima’ del nuovo allestimento del Don Giovanni, dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, con cui Wolfgang Amadeus Mozart, poco più che trentenne, segna la storia del mito e della musica.
Quello in scena al teatro Lauro Rossi sarà un Don Giovanni fortemente erotico nel nuovo allestimento con la regia, le scene ed i costumi di Pier Luigi Pizzi e con la direzione di Roberto Frizza.
Interpreti: Ildebrando D’Arcangelo (Don Giovanni), Carmela Remigio (Donna Elvira), Mirtò Papatanasiu (Donna Anna), Andrea Concetti (Leporello), Marlin Miller (Don Ottavio), Manuela Bisceglie (Zerlina), William Corrò (Masetto).
Dal 29 ottobre del 1787 – anno della prima rappresentazione a Praga, nel teatro dove sedeva un Don Giovanni in carne e ossa, ovvero Casanova – il viaggio dell’irredento seduttore verso la sua perdizione non si è mai fermato. L’appuntamento con il nuovo allestimento curato nella regia, nei costumi e nelle scene da Pier Luigi Pizzi, e nella direzione da Riccardo Frizza sul podio della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, sarà al Teatro Lauro Rossi alle ore 21, un teatro gremito di pubblico e di illustri ospiti.

Tutto esaurito per la prima, ed esaurite anche le repliche del 28 e del 30: una risposta eccezionale per la prima delle quattro opere in cartellone, che nel nuovo allestimento maceratese vanta la presenza di alcuni tra i migliori cantanti che oggi interpretano gli appassionanti personaggi dell’opera. A partire dalla figura del libertino e seduttore protagonista, affidata allo stile e alla vocalità mozartiana di Ildebrando D’Arcangelo, che del capolavoro mozartiano ha interpretato nel corso degli anni i ruoli di Leporello, Masetto ed ora Don Giovanni, nei più grandi teatri del mondo da Salisburgo al Metropolitan di New York. Carmela Remigio, anche lei abruzzese dalla carriera internazionale, debutterà al Lauro Rossi il ruolo di Donna Elvira, la più battagliera e passionale delle amanti di Don Giovanni. Donna Anna è il soprano greco Myrtò Papatanasiu. Il basso marchigiano di Grottammare Andrea Concetti è Leporello, William Corrò è Masetto, Manuela Bisceglie è Zerlina, il tenore americano Marlin Miller è Don Ottavio, Enrico Iori è il Commendatore. Il Coro Lirico V. Bellini è diretto da David Crescenzi. I movimenti coreografici sono di Roberto Pizzuto, le luci sono di Sergio Rossi. Nel Coro dei contadini cantano Giuseppina Brindelli, Francesca Pacileo, Paulo Lopes Paolillo, Andrea Zaupa.

Don Giovanni… e non solo. Perché nel nome dell‘Inganno – il tema cardine dello Sferisterio Opera Festival 2009 – saranno a Macerata due illustri presenze. La prima è quella del musicologo e giornalista Lorenzo Arruga, firma di prestigio di testate quali “Panorama” e “Il Giornale”, che presenterà il capolavoro mozartiano nell’ambito dell’Aperitivo Culturale previsto agli Antichi Forni (Piaggia della Torre) di Macerata alle ore 12. Un incontro da non perdere, promosso dall’Associazione Arena Sferisterio in collaborazione con Associazione Sferisterio Cultura.
Alle ore 18 appuntamento all’Auditorium San Paolo con il critico d’arte e antropologo (come ama definirsi) Philippe Daverio, che torna a Macerata per parlare di ‘Inganno’ nel corso della Conferenza Inaugurale ad ingresso gratuito. L’inganno – spiega il Professor Daverio – non è mai riuscito a diventare vizio capitale come la sua sorella maggiore, l’invidia. Perché l’invidia non e’ vizio ma peccato, cioè non pulsione al crimine bensì vero crimine commesso. Vero? Forse no! In quanto esiste una declinazione leggera dell’inganno che ne fa lo strumento necessario alla convivenza fra gli uomini e alla ricchezza delle nazioni”.
Agli inizi degli anni ’70 nella Grande Mela tantissimi pettacoli di “rottura” presentavano rivisitazioni di classici in chiave erotica…
Dopo i primi timidi seni delle attrici si è andato avanti in un crescendo di nudi, maschili e femminili, come a dimostrare che il Teatro non era uno spazio fermo ed immobile ma che le nuove tendenze, l’underground, cercavano nuove chiavi di lettura, nuovi costumi, nuovi allestimenti….
Inizio anni ’70 cioè quasi 40 anni fa i primi nudi teatrali (ma ce ne eranos tati anche prima) erano una sorta di stravolgimento dei canoni classici, una sorta di reinterpretazione, una voglia di cercare nuove forme di comunicazione, anche con la provocazione del nudo.
Inizio anni ’70 quando a tanti concerti dei giovani non era raro vedere ragazzi/ragazze “liberate che mostravano le proprie nudità senza pudore…
All’epoca il nudo teatrale aveva suscitato notevole scalpore, anche perchè si svestivano classici che per tanto tempo erano stati immutevoli nei costumi, nella regia, nella scenografia……
Ma oggi dire che un’opera teatrale ha una forte carica erotica, come se fosse qualcosa di “nuovo”, mi pare una forzatura…
Tra l’altro di organi sessuali in bella mostra (sia al Lauro Rossi che allo Sferisterio) già in passato abbiamo assistito