
di Matteo Zallocco
Mario Cavallaro (nella foto), coordinatore provinciale del Partito Democratico, si dichiara soddisfatto per i dati di afflusso alle primarie del suo partito e per Cronache Maceratesi fa il punto in vista delle prossime elezioni provinciali.
“Noi pensiamo che la candidatura di Giulio Silenzi si rivelerà di nuovo vincente – dice – perché in questi anni da presidente della Provincia ha fatto buone cose e ha programmi interessanti. Al contrario il centro destra finora ha messo in campo solamente una polemica personale contro di lui”.
Cavallaro si dichiara sorpreso dall’accordo tra il Pdl e l’Udc: “Credo che anche diversi componenti dell’Udc avranno preso male questa decisione visto che per ora si è parlato solo di una spartizione di posti più che di programmi. Sono assolutamente stupito dall’Udc maceratese che non è in linea con l’Udc nazionale e continua a sconfessare ciò che era stato detto un anno fa, cioè di andare avanti da soli. E’ per questo che il partito ha perso dei pezzi, come ad esempio Francesco Massi”.
Mario Cavallaro sostiene poi che la candidatura di due treiesi quali sono Franco Capponi (Pdl) e Antonio Pettinari (Udc) rispettivamente alla presidenza e alla vice-presidenza della Provincia andrà a vantaggio del centro sinistra: “La nostra è una provincia che va dal mare ai monti e non mi sembra che loro, a differenza nostra, siano ben rappresentati sull’intero territorio. Con tutto il rispetto per Treia la loro scelta non mi sembra azzeccata”.
Intanto Remigio Cerioni, coordinatore regionale di Forza Italia, ha lanciato le candidature a sostegno di Capponi di Erminio Marinelli (medico, ex sindaco e ora vice sindaco di Civitanova) e Ottavio Brini, consigliere regionale del Pdl.
“Mi sembrano delle forzature – afferma Cavallaro – . Non credo che il mio amico Brini rinuncierà al consiglio regionale e anche Marinelli ricopre già incarichi importanti a Civitanova. Noi al contrario puntiamo sul cambiamento, su candidature nuove. Ad esempio io non mi candido e rinuncio anche alla carica di sindaco di Gagliole per ricoprire il ruolo di coordinatore provinciale del Pd”.
PRIMARIE. “Domenica l’affluenza è stata più che buona – dichiara Cavallaro – perché bisogna tener conto che solo in alcuni collegi vi era una vera competizione, mentre in altri c’era già un indirizzo unitario, come ad esempio nel mio collegio di Castelraimondo.
“Per questo – aggiunge il coordinatore provinciale – considero positivi i 771 voti di Macerata. A Tolentino la competizione era più accesa e così si spiegano le 1.441 persone che si sono recate ai seggi”.
Proprio a Tolentino è nata una polemica per la scelta di prendere in considerazione singolarmente i due collegi elettorali, senza sommare le preferenze. Con questo criterio l’hanno spuntata Massimo Seri e Loredana Riccio. Sommando la somma dei due collegi è però Marco Romagnoli (attuale assessore provinciale ai Trasporti) ad aver ottenuto il maggior numero di preferenze: 491, contro le 438 di Seru e le 426 della Riccio.
Nei giorni scorsi, Romagnoli aveva fatto ricorso contro il regolamento elettorale, quindi l’esito delle votazioni è ancora in sospeso.
“Ritengo anch’io che il sistema scelto dal circolo di Tolentino sia sbagliato – spiega Cavallaro -e vi è difformità con quanto deciso dalla Direzione Provinciale. E’ giusto che la scelta cada sulla persona più votata”.
Bagarre anche a Mogliano. In questo caso il problema è legato alla ricandidatura a sindaco di Silvano Ramadori, sul cui nome l’esecutivo moglianese è al momento spaccato. Il giorno dopo lo spoglio dei voti sarebbe saltata fuori una scheda in più rispetto al numero dei votanti, tanto da spingere Benedetto Perroni (coordinatore comunale) alle dimissioni. “Pe capire meglio e cercare di risolvere questa situazione – risponde Cavallaro – nei prossimi giorni ci riuniremo in assemblea a Mogliano”.
Tornando ai candidati usciti dalle primarie, nel capoluogo Mauro Compagnucci (assessore comunale ai Beni culturali) ha ottenuto il maggior numero di preferenze (124), seguito da Valentina Ugolinelli (120 voti), Paola Ottaviani (116) e Stefano Di Pietro (101). Non ce l’hanno fatta, invece, i consiglieri comunali Alferio Canesin e Ulderico Orazi.
A Civitanova si sono recate ai seggi del Pd 961 persone. Gli elettori hanno premiato Alessandra Boscolo, giovane assessore provinciale alla cultura, che ha incassato 204 preferenze. Per gli altri collegi cittadini correranno Yuri Rosati (191 voti), Rossella Nerpiti (181) e Gustavo Postacchini (168).
A Recanati si è votato oltre che per i candidati al consiglio provinciale, ancche per designare il candidato sindaco. Si è affermato Francesco Fiordomo, attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale, che con 449 voti si è guadagnato il 57,9% delle preferenze. Dietro di lui, Andrea Marinelli e Franco Frapiccini hanno ottenuto rispettivamente 141 e 67 voti. Nei due collegi provinciali, il popolo delle primarie recanatese ha scelto Antonella Mariani (300 preferenze) e Gianfilippo Simoni (217).
E’ possibile consultare tutti i risultati nel sito http://www.pdmacerata.it/
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Neanche 800 votanti alle primarie lanciate dal PD per scegliere i prossimi candidati cittadini alle elezioni provinciali.
Nonostante lo sforzo pubblicitario e finanziario (attraverso l’invio di pubblicità in tutte le cassette postali cittadine), nonostante i manifesti murali, nonostante le ripetute interviste ed interventi sulla stampa cittadina non si può certo affermare che l’operazione “scelta candidati” sia riuscita.
Anzi se la paragoniamo alle primarie precedenti il risultato può tranquillamente definirsi fallimentare sia sotto il profilo delle adesioni che sotto il profilo di colui che ne è uscito vincitore.
Il più votato, uomo di Partito e di apparato (con incarichi all’urbanistica fin dal lontanissimi 1985), è stato Compagnucci che, lo ricordiamo, nel 2005 venne eletto in Consiglio (da assessore uscente, quindi in posizione privilegiata rispetto agli altri in quanto l’operato dell’assessorato, gli incontri, le riunioni lo portavano ad avere un bacino teorico di voti amplissimo, rispetto ad un semplice candidato) per il rotto della cuffia, a testimonianza che l’attività svolta come assessore (nei 5 anni precedenti alle ultime elezioni comunali) non è che avesse poi così tanto entusiasmato gli elettori maceratesi.
Ma i nemmeno 800 votanti di domenica scorsa (di cui presumibilmente quasi 1/4 militanti di partito, quindi “impegnati” a partecipare) stanno i a dimostrare che la finzione di aprirsi alla società non paga e non interessa ai cittadini.
Il PD doveva nascere come un Partito “nuovo” sennonché, a livello provinciale e comunale (in tutta Italia), la direzione non è stata altro che l’unione dei mestieranti della politica: a Macerata nessun nome nuovo ma le solite vecchie facce che oramai da 20 o 30 anni sono sulla scena politica prima come DC/PCI poi come PDS/Margherita.
Ed anche i pochi volti “nuovi”, che negli ultimi 10 anni hanno fatto politica nel centrosinistra (ma nel centrodesta è uguale!!!), non sono altro che galoppini e portaborse dei mestieranti politici maceratesi: non c’è un “giovane” che non sia il figlioccio di un grande vecchio; non c’è nessun quarantenne che non abbia fatto strada (non con le sue gambe) ma come semplice fattorino o inserviente di qualche “vecchio”; non c’è nessun “ex adolescente” (ormai quarantenne-quasicinquantenne) che non debba chiamare “papà” uno dei soliti vecchi della politica maceratese.
Questa politica da geriatrico, questi culi di pietra che stanno a governarci da 30 anni, questi politicanti e saltimbanchi rotti ad ogni compromesso ed ad ogni pastina (pur di non mollare un briciolo di potere) sono oramai giunti al capolinea, sono moribondi ed ancora non lo sanno.
Ed anche i “figliocci” quarantenni/cinquantenni (che senza tali genitori politici sarebbero rimasti soltanto ai margini della politica, perché incapaci, inadeguati, incompetenti ed inetti) stanno oramai tirando gli ultimi rantoli…
…. Nonostante la discesa in campo di tanti galoppini (con dietro le spalle i grandi vecchi che sempre tirano i fili) i nemmeno 800 votanti alle primarie del PD stanno li a dimostrare che la gente, gli elettori, il popolo comincia ad averne le balle piene.
In una situazione normale ci sarebbe da aspettarsi una profonda analisi, una seria riflessione.
Ci si aspetterebbe che qualche portaborse si faccia da parte perché inadeguato.
Ci si aspetterebbe che i “grandi vecchi” comprendano che hanno fatto il loro tempo e che è ora di tirare i remi in barca e di levarsi (loro e i loro scagnozzi) dai piedi.
Invece come sempre accade una sconfitta verrà ribaltata e nei prossimi giorni venderemo i peana sull’importanza della votazione, vedremo i panegirici con complicate discussioni costruite sul fumo, vedremo i soliti compiacersi e darsi le pacche sulle spalle a vicenda.. Vedremo l’ormai abusato teatrino della politica maceratese.
Almeno quelli del centrodesta sono coerenti: ma che primarie, ma che votazioni degli elettori… Loro scelgono sempre nel chiuso delle solite 4 stanze e poi fanno finta che la scelta sia condivisa dal loro elettorato….
… Almeno il centrodestra è coerente: per loro i cittadini sono poco più che spazzatura e quindi non c’è motivo che vengano interpellati.. Mica loro mettono su il circo delle finte primarie dove tutti i candidati sono solo dei mestieranti di professione che, senza la politica (e i lauti compensi), avrebbero serie difficoltà a sfamare la famiglia
Bravo Gianfranco, ma sei troppo caustico.
Caro Francesco, per non dilungare la discussione ed essendo una riflessione in buona parte personale, ti ho risposto qui: http://www.secondopiero.com/forum/viewtopic.php?pid=103649#p103649