Macerata Softball,
la regina degli Scudetti

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cippitelli

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Il ds del Macerata Softball Franco Cippitelli

 

Era il maggio di un lontano 1973 quando Franco Cippitelli (il miglior giocatore di baseball italiano dell’epoca), assieme ad altri soci, fondò la società del Macerata Softball. Per la prima volta anche le donne potevano cimentarsi con uno sport, il baseball, considerato da tutti negli anni 70 come uno dei più virili. A distanza di 35 anni il Macerata Softball è diventata la squadra più vincente della Provincia di Macerata (solo la Lube Volley vanta gli stessi trofei), raggiungendo dei record al momento inavvicinabili in qualsiasi altro sport, maschile e femminile. CM ha intervistato l’artefice principale di questo successo, Franco Cippitelli (nella foto), attuale DS del Mosca Macerata e factotum della società del presidente Giuliano Centioni e con un main sponsor d’eccezione, che risponde al nome di Maurizio Mosca.
Cippitelli, da dove nasce l’idea di portare il softball a Macerata?
“Tutto è nato quasi per caso. Con la squadra di baseball in cui militavo andavo in giro per l’Italia e tra le tante città che visitammo ci furono Lodi, Trieste, Bologna e molte altre. Ebbene proprio in quei contesti vidi per la prima volta delle ragazze giocare a softball. Da subito questo fatto mi incuriosì ed incominciai a pensare di poter costruire una società a Macerata, con l’intenzione di vedere all’opera le ragazze della nostra città con questa disciplina. Nel 1973 non riuscimmo ad iscrivere in tempo la squadra al campionato, ma cominciammo a valutare le ragazze che effettivamente potessero avvicinarsi a questo sport”.
Chi furono le pioniere del softball maceratese?
“Le atlete che giocavano a pallavolo furono le prime che si avvicinarono al softball e immediatamente cominciarono ad allenarsi, ottenendo nei test dei buoni risultati. Mi ricordo che fecero qualche torneo ed in qualche circostanza si piazzarono ai primi posti. Da lì in poi il seguito verso il softball nella nostra città è stato sempre maggiore. Nel 1975 formammo una squadra competitiva in serie B e riuscimmo ad ottenere la promozione nella massima serie, nonostante l’agguerrita concorrenza di Roma, Pesaro, Fano e Rimini: fu una grande soddisfazione che ricorderò per sempre e da lì si gettarono le basi per un futuro roseo. Purtroppo attraversammo un periodo un po’ difficile negli anni 80, prima di conquistare la scena nazionale”.
Quando ci fu la svolta?
“Nel 1989 quando la squadra conquistò nuovamente la promozione in serie A, vincendo 24 delle 28 partite ufficiali in stagione. Dal 1990 ad oggi siamo rimasti sempre nella massima serie, raggiungendo dei risultati impensabili all’inizio”.
Nel 1998 il primo dei 5 scudetti conquistato contro quella che diventerà negli anni la vostra eterna rivale, il Fiorini Forlì?
“Beh il primo scudetto è stato magnifico. Le ragazze fecero una stagione eccezionale e riuscirono a battere in una finale tirata una squadra molto forte come quella di Forlì. Il primo successo ha segnato molto la nostra storia e mi ricordo che in quella occasione feci notare a tutti quali fossero le nostre vere qualità: spirito di gruppo e umiltà”.
Le due caratteristiche che hanno portato Macerata in vetta al softball nazionale ed internazionale.
“Quello che è successo negli anni successivi è indescrivibile. Tutti quanti abbiamo fatto degli sforzi incredibili per fare una squadra che potesse dominare in Italia ed in Europa, con l’intenzione di aprire un ciclo in grado di far avvicinare più maceratesi possibili a questo sport. Nel 1999 abbiamo fatto la prima doppietta, scudetto e Coppa dei Campioni, sconfiggendo squadre di alto rango all’ultimo, come nostro costume”.
Poi ci furono le due stagioni perfette, 2000 e 2001.
“Le parole per descrivere quei due anni sono molto poche. Ricordo ogni attimo di quelle stagioni e le terrò dentro di me per sempre. Nel 2000 vincemmo il campionato, senza perdere nessuna partita, né in stagione regolare né ai play-off, un record ancora imbattuto e che sarà difficilmente battibile anche in futuro. Inoltre abbiamo ottenuto dalla Lega Europea la possibilità di ospitare le finali di Coppa dei Campioni, che vincemmo in finale contro il Madrid. Il 2001 fu l’anno della terza accoppiata campionato-Coppa dei Campioni consecutiva, con un altro record ancora negli annali, 56 vittorie di fila in campionato, conteggiando il biennio 2000-2001. Un risultato che è stato ripreso addirittura dalla Gazzetta dello Sport, che ci dedicò uno speciale. Insomma abbiamo toccato l’apice e siamo rimasti per sempre nella storia”.
Poi 3 anni di sacrifici prima di tornare al successo.
“Nel 2002 abbiamo dovuto fare una scelta sofferta a fronte delle difficoltà economiche che abbiamo avuto e siamo ripartiti daccapo, valorizzando il nostro vivaio, affiancando giocatrici d’esperienza. Ancora una volta l’umiltà e lo spirito di tutta la società sono stati fondamentali per poter ricostruire un nuovo ciclo sotto la guida di Enrico Obletter. Nel 2004 abbiamo vinto il nostro quinto scudetto, battendo ancora una volta Forlì nella finale e l’anno successivo c’è stato il nostro grande capolavoro. Abbiamo ospitato per la terza volta le finali di Coppa dei Campioni e siamo riusciti a battere delle formazioni sulla carta più forti di noi. La finale contro Haarlem sotto la pioggia, a Ferragosto, con un pubblico mai visto a Macerata è stata un’altra pagina di storia della nostra società. Vincere in quel modo, contro la favorita del torneo, in casa nostra e con quelle condizioni meteo ha reso il tutto memorabile”.
Nel 2006 la decima perla. La quinta Coppa dei Campioni, che si è aggiunta ai 5 scudetti già vinti. Quanta emozione c’è stata in quel successo?
“Tanta, veramente tanta. Abbiamo disputato una Coppa dei Campioni meravigliosa a Bollate: siamo arrivati a giocarci la finale senza aver subito sconfitte nel torneo e abbiamo battuto ancora Haarlem con una partita ai limiti della perfezione. Quella squadra forse è stata la più bella degli ultimi anni. Purtroppo dopo le fatiche della Coppa, le ragazze, pur presentandosi con il primo posto nella regular season, hanno perso nella semifinale-scudetto all’ultima gara contro Forlì. Forse quella è stata un’occasione persa, che ci avrebbe consentito di conquistare il sesto scudetto”.
Poi le ultime due stagioni deludenti.
“Il 2008 è stato sicuramente sottotono, ma non ci aspettavamo grandi cose. Il rammarico più grande è per il 2007, in particolare per il modo in cui abbiamo perso la Coppa dei Campioni. Anche in quella circostanza abbiamo vinto tutte le partite, dominando tutte le formazioni incontrate, Forlì compresa. Purtroppo in finale contro le nostre eterne rivali romagnole alcuni errori tecnico-tattici ci hanno tolto un trofeo praticamente vinto”.
Cinque Coppe dei Campioni e cinque scudetti. Il Mosca Macerata nel 2009 può riaprire un nuovo ciclo?
“La nostra speranza è quella di poter raggiungere nuovamente i risultati ottenuti in passato. Stiamo facendo una programmazione almeno biennale per rendere possibile questo, poi ci sono tanti fattori che condizionano l’andamento di una squadra. Ripartiamo da un gruppo giovane, motivato e voglioso di vincere, con una guida tecnica esperta che potrà aiutare le ragazze a crescere gradualmente”.
Cippitelli, si sbilanci in un pronostico per la prossima stagione.
“Non faccio mai pronostici e non penso di essere adatto per questo. Comunque credo in questo gruppo e spero con tutto me stesso che possa raggiungere i play-off scudetto e lottare sino in fondo anche per la Coppa Italia. L’importante è rimanere umili e lavorare al meglio: con pazienza e costanza i risultati arrivano”.

Tommaso Venturini


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