“Lavoro e politica
penalizzano le donne”

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claramaccariNovembre, dopo l’avvenuta approvazione della legge regionale sugli interventi contro la violenza sulle donne, è il mese della prevenzione ed eliminazione di questi soprusi, e della promozione di una cultura fondata sul rispetto e la libertà di genere in tutti gli ambiti sociali. In particolare il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne. In occasione di questa ricorrenza tanto importante e necessaria, pur in una società che si vanta di grande civiltà e umanità, abbiamo incontrato Clara Maccari, Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Macerata che, molto attiva nel campo delle iniziative rivolte al mondo femminile, innanzitutto annuncia quali saranno le iniziative rivolte alla celebrazione di questo significativo appuntamento: “Celebreremo questa giornata con un incontro tra vari soggetti istituzionali e territoriali per condividere un protocollo che porti alla definizione delle procedure da attuare per creare un Centro antiviolenza in Provincia. Abbiamo già iniziato a ragionare sulla questione ma questa riunione è focale e contiamo di completare il progetto entro l’anno. Il 26 novembre, invece, coinvolgeremo il mondo della comunicazione analizzando come i mass media si occupano di violenza.” Questo appuntamento è anche un’ottima occasione per riflettere con l’assessore sulla situazione della donna oggi.

Assessore Maccari,Vorrebbe fare una panoramica per presentare la situazione femminile nella nostra Provincia?18576_femminile-300x185

Nella nostra Provincia non ci sono studi puntuali che ci permettano di fare il punto della situazione. Al momento stiamo facendo una ricerca che si occupa del mondo del lavoro: abbiamo intervistato 1500 donne di diversa estrazione economica e sociale sulle condizioni lavorative. Ora chiederemo a degli esperti di dare una lettura adeguata dei dati raccolti, ma è già evidente come la ricerca conferma le difficoltà per le donne di fare carriera. Un altro dato emerso, del quale sono sempre stata convinta, è che le donne sono già molto soddisfatte di poter lavorare perchè il lavoro è un modo di valorizzarsi al di fuori della famiglia. Un altro studio che stiamo facendo con la Commissione delle Pari Opportunità è quello sul rapporto tra donne e politica, sarà una ricerca che osserverà la rappresentanza femminile sin dal dopoguerra. La scarsa presenza delle donne in politica è un dato nazionale, in parte disconfermato nella nostra Provincia dove abbiamo anche donne segretarie di partito, ma comunque significativo. Sembra quasi che le donne partecipino alla vita politica in modo differente rispetto agli uomini che sono più propensi a candidarsi e a mettersi in lista. In politica serve un forte spirito di competizione, mentre la donna è più schiva e non trova nel potere la soddisfazione delle proprie idee. Può anche essere che talvolta la politica non è attenta alle donne e dovrebbe elevarsi per coinvolgerle”.

Nella nostra Provincia ci sono poche donne in politica ma molte imprenditrici, anche di successo. Come lo spiega?
“Secondo me dipende proprio dal fatto che la politica non viene scelta perchè non dà soddisfazione. Nel volontariato ad esempio ci sono moltissime donne, così anche nel lavoro, dove molte hanno successo. E’ nella politica che restano escluse.”

Lei invece è una donna  molto inserita nella vita politica. Qual è il suo rapporto con questo mondo?
“La mia condizione è differente: io ho cominciato sin da giovanissima ma non ho mai affrontato la politica con l’ambizione di arrivare. Sto facendo una bellissima esperienza da assessore ma vedo la politica come passione in cui spendermi, in seguito alla quale sono arrivati dei ruoli importanti. La politica mi ha dato tanto ma penso dia ver dato qualcosa anche io: oltre ad aiutarmi dal punto di vista culturale e dei rapporti sociali, nel lavoro e nell’attività quotidiana mi sono formata con l’idea del confronto. Il lato positivo non è assolutamente avere potere e scegliere a chi dare un finanziamento ma parlare con le persone e sapersi rapportare.”

Nella Regione Marche, nel secondo trimestre 2008, emerge il dato dell’aumento dell’occupazione femminile, in contro tendenza rispetto all’andamento generale. Secondo lei da cosa dipende?
“Penso che quando si parte da un livello molto basso e viste le ottime capacità delle donne, il dato in questione non può che risalire. Invece mi preoccupa molto la crisi che stiamo vivendo che potrebbe far tornare tante donne a casa. Le donne potrebbero pagare a caro prezzo la crisi delle imprese, soprattutto dove è  abbinata alla scarsa tutela del lavoro femminile. Proprio per focalizzare l’attenzione sul lavoro della donna abbiamo organizzato la mostra “Le industrie femminili. Ritratti di donne al lavoro dai primi del 900″ ospitata da Palazzo Bongiovanni a Camerino (n.d.r. inaugurata il 22 novembre e visitabile fino all’8 dicembre). E’ una mostra anche retrospettiva ma il fatto di collocarla oggi evidenzia la volontà di far scattare un campanello d’allarme. Tornare a casa per le donne sarebbe una grande sconfitta e questo fenomeno cambierebbe proprio le condizioni della nostra provincia perchè, anche se non abbiamo un dato provinciale a riguardo, il lavoro femminile determina un aumento del PIL nazionale.”

La Provincia di Macerata pubblica un bilancio di genere. Quali sono gli obiettivi e gli elementi che ne scaturiscono?
Ogni anno mi rendo sempre più conto di quanto sia utile il bilancio di genere che in ogni edizione si arricchisce e specializza. In un bilancio importante, come è quello della nostra Provincia, capire quanto, delle risorse disponibili, sia destinato alle donne è fondamentale non solo per capire quanto si è fatto ma per individuare temi ed iniziative future. Questo documento è inoltre stato motivo di riflessione condivisa visto che lo abbiamo presentato in tanti luoghi e realtà diverse. Mi piace sottolineare la positiva collaborazione con l’Assessore al Bilancio che è un uomo, perchè con gli uomini è bene fare squadra.”

Oltre alle ricerche, alle pubblicazioni, all’opera di sensibilizzazione cosa fa la Provincia per le donne?
Oltre alle moltissime iniziative un intervento importante è rappresentato dai “voucher” di conciliazione. Basti pensare che da un investimento iniziale  di 400.000 euro siamo passati quest’anno a 1.100.00 euro. Ora si pone il problema di mantenere i servizi in seguito ai tagli.”

Nelle ultime Olimpiadi abbiamo visto donne emergere nelle specialità individuali per poi soccombere in squadra, è il caso della Vezzali, o comunque squadre che hanno deluso le aspettative. Si tratta forse di una minore propensione femminile alla collaborazione?
“Personalmente non vivo questa difficoltà a fare squadra ma forse per mia formazione o forse perchè sono un’insegnante e nella scuola bisogna essere disponibili a collaborare. Vedo però che molti riscontrano questo limite quindi forse una certa propensione del genere c’è. Mi fanno notare ad esempio che le donne in famiglia sono troppo direttive, vorrebbero delegare dei compiti ad altri ma pretendono che questi li svolgessero a modo loro come una sorta di clone. Forse in questo siamo un po’ rigidine. Un altro elemento che viene associato all’universo femminile è l’invidia, anche in questo caso io non mi ci ritrovo ma forse per mia educazione. Vero è che spesso la donna sviluppa la ferma convinzione di dover fare tutto da sola e prende la vita come una sorta di battaglia individuale nella quale non c’è posto per la collaborazione con altre donne.”

Alessandra Pierini


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