L’indagine interna del Comune sul caso Adriatica Pubblicità finirà come al solito a “tarallucci e vino”. E’ critico Giorgio Palombini, consigliere Pd che così commenta il caso del rinnovo illegittimo del contratto di esclusiva all’azienda ascolana. <<Non si può tollerare l’ennesima transazione, l’Amministrazione di centro destra in quindici anni non è riuscita a gestire un benedetto contratto di una certa importanza fino al suo naturale termine senza fare una transazione>>.
Palombini ricorda i casi più eclatanti: dal disastro cartelle ICI di Sapignoli alla gestione dei parcheggi a pagamento della Strada Service e chiede una maggiore trasparenza sugli atti pubblici. <<Se ogni volta occorre effettuare una transazione ciò può significare due cose – continua Palombini – o l’atto principale, la disdetta, il rinnovo o quant’altro prodotto dall’Amministrazione è stato fatto male oppure si vuole favorire il privato con la scusa della transazione. Ebbene si faccia chiarezza su questo punto e si dica come stanno le cose>>. Secondo l’opposizione dunque la procedura di gara su base d’asta andrebbe aperta subito (e non alla scadenza della proroga confermata al 31 dicembre 2010), in modo da tutelare anche gli interessi degli altri privati che invece sono stati danneggiati non potendo rientrare nel bando. <<Se invece la Giunta Mobili – conclude Palombini – Sindaco compreso, fa finta di arrabbiarsi con il Dirigente per poi, dall’altra parte, cercare in tutti i modi di risolvere il problema allo stesso Dirigente, significa che come al solito si concluderà tutto a Tarallucci e vino, un buffetto sulla guancia, una “piccola” transazione di un anno e salviamo capre e cavoli>>.
La. Boc


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