Hanno secoli di storia, ancora funzionano ma sono in preda all’incuria. La videoconferenza di Luigi e Nino Ricci. L’idea di un “tour” culturale
Lo scontro con gli avvocati riguarda questioni di principio, ma sullo sfondo affiora la tradizionale inclinazione di Macerata ai compromessi del quieto vivere
Il presunto “scandalo” della sforbiciatina all’istituto “Filippo Corridoni” di Civitanova e la ragione per cui è giusto schierarsi dalla parte della sforbiciante
Il silenzio di una volta e il clamore di oggi. Il bisogno dei singoli individui (“io”) di distinguersi dagli altri (“noi”). Due poesie di Giordano De Angelis
Il sasso nello stagno di Deborah Pantana e l’auspicabile fine degli annunci seguiti dai silenzi e dei silenzi seguiti dagli annunci
Il fantasma della Torre di Piazza, l’inganno, la vendetta, il veleno sulla gente, la fine di Hamelin
Il maceratese Mario Fabbri si batté come un novello David contro lo strapotente Golia dell’economia, della finanza e della politica. E ottenne una esemplare vittoria
Oggi conta solo l’economia, non i sentimenti, non le passioni. La colpa? Sta nel mondo ed è inutile cercarla a Macerata, a Civitanova e a Treia
L’alta filosofia del dibattito in corso nasconde una bassa scaramuccia di religione. E allora? Abolire la pratica delle donazioni che tanti danni ha già recato alla città
Wismar e Macerata, un confronto che non ci rende onore. Berlino e un popolo che si è saputo affrancare dalla colpa dell’Olocausto, mentre in Italia la si è dimenticata.
L’orchestra Aloisi, poi la modernità: l’Hot Club di Pietroni e Spalletti, il teatrino “Sarnari”, il ragazzo che cantava “Old Man River”, il presentimento di Luciano Tajoli
In potenza di fuoco il confronto è improponibile, ma c’è una “qualità” che deriva dal grado di autonomia rispetto agli interessi di altra natura.
A sollevare problemi siamo capaci tutti, ma la scienza e l’arte di governare richiedono che si sia in grado, realisticamente, di risolverli
Dagli animali alla politica: le farfalle, i cani e la vicenda Cosmari – Smea
Da una parte troppa diossina e troppa indignazione, dall’altra una inutile disputa sulle virtù dei maceratesi e dei civitanovesi