Quando rovinarsi è un gioco

IL DRAMMA DEI VIDEOPOKER - Sono tanti i malati Gap in provincia di Macerata e in molti non sanno di esserlo. Anche perchè se ne parla troppo poco

- caricamento letture

video-poker

di Giammario Scodanibbio

Il gioco d’azzardo legale rappresenta, ad oggi, una delle più grandi fonti di introito per lo Stato. Ma è un sistema che permette (come dichiarato alla GdF) ingenti guadagni anche ai gestori delle macchinette ed ai gestori dei locali che le ospitano, tanto da avere interessato molte ditte arrivando persino a far gola alla criminalità organizzata; tutti hanno visto nel “videopoker” una facilissima fonte di guadagno, una vera e propria miniera d’oro. Basti pensare che alcune società di gestione  sono attualmente sotto processo per non aver rispettato le condizioni di contratto (riguardanti il controllo delle giocate, i pagamenti, etc.. ad appannaggio dei gestori). Il Ministro dell’economia ed il Generale della Guardia di Finanza riscontrarono, dopo le indagini del gruppo anti frodi tecnologiche della GdF, un “nero” per 88 miliardi di euro, l’equivalente di quattro manovre finanziarie.

In provincia di Macerata ci sono diverse migliaglia di macchinette, quattro bar su cinque ne hanno almeno una. Nel 2006 ne furono sequestrati centinaia di videopoker taroccati  tra Macerata e Civitanova dopo lo scandalo che coinvolse Vittoro Emanuele, recentemente assolto.

Ma ovviamente, se da una parte c’è chi incassa, dall’altra c’è chi spende e, date le cifre in gioco, in molti spendono decisamente troppo. Anche qui da noi ci sono professionisti insospettabili che giocano dai 600 agli 800 euro a sera. Ma i malati dichiarati sono pochi rispetto a quelli reali: a Macerata l’Associazione Ama (www.amamacerata.it) ne annovera un’ottantina, mentre al Serd sono seguiti circa venti casi. L’Ama Macerata è un’associazione di volontariato fondata nel 2005 su iniziativa di operatori del privato sociale e dell’ambito sanitario. Si occupa della sensibilizzazione all’Auto Mutuo Aiuto e della promozione di gruppi, ritendendoli validi strumenti nel trattamento di vari disagi personali e familiari.

Tentare la fortuna in un videopoker è un’azione che, se saltuaria e equilibrata, rappresenta un diversivo od un semplice passatempo. Quando il gioco diviene una necessità, un impulso irresistibile, allora il gioco non è più un gioco. E quello l’inizio di un tracollo che porta alla perdita del patrimonio ma, ancor prima, alla perdita della vita così come intesa. Cambiano amicizie, abitudini, conoscenze, e si perdono soldi, famiglia, lavoro e dignità.

Ma quando un giocatore diventa un malato?

Il manuale per i disturbi mentali e psichiatrici offre un metodo comodo per riconoscere i sintomi di questa malattia, chi ha il timore di soffrire di questa malattia o ha timore che un conoscente possa avere questo problema, legga queste 10 affermazioni circa l’atteggiamento del giocatore;

1. Dimostra irrequietezza e irritabilità ogni volta che si trovi a giocare meno o che tenti di smettere di giocare;
2. Giustifica il gioco come una delle soluzioni per sfuggire ai problemi quotidiani o per sfuggire a sensi di disperazione, ansia, depressione o ad ogni altra condizione di umore disforico;
3. Mente alla famiglia, ai parenti, agli amici (così come a quanti lo aiutino ad uscire dall’incubo del gioco) circa il reale volume di gioco ed al proprio coinvolgimento nel gioco;
4. Ha tentato, anche varie volte, di smettere, ridurre o tenere sotto controllo il gioco senza riuscire nell’intento, magari aumentando le giocate dopo il tentativo;
5. Ha perso o compromesso legami familiari, rapporti affettivi, legami di amicizia o ha perso o compromesso il lavoro, possibilità di avanzamento o altre importanti opportunità;
6. La sua vita si basa sul gioco, parla sempre delle giocate fatte, studia sistemi di vincita o programma tecniche di controllo delle giocate altrui. Altresì studia metodi per procurarsi il denaro da giocare;
7. Ha commesso azioni illegali (le più frequenti falso, furto, truffa, circonvenzione, appropriazione indebita) per riuscire a finanziare il gioco;
8. Quando perde ritorna per “riprendersi almeno quello che ha speso”;
9. Sente la necessità di giocare somme sempre maggiori per trovare lo stesso appagamento;
10. Fa costante affidamento negli altri per trovare denaro necessario a fronteggiare la propria situazione economica disperata, causata dal gioco.

Se almeno 4 di queste affermazioni rappresentano una realtà nella vita del giocatore, allora siamo al cospetto di un malato da Gioco d’Azzardo Patologico.

Nonostante sia conosciuto da anni il fenomeno, il GAP  è stato qualificato quale malattia psichiatrica solo da una decina di anni.

L’assenza di informazioni comprensibili ai non addetti e la scarsissima pubblicità del problema permettono che ancora oggi i giocatori compulsivi non vengano trattati da malati ma da “deboli viziosi”.

In effetti, è proprio sulla non pubblicità che si basa il dilagare di tale malattia: sale di videopoker accuratamente occultate dagli sguardi esterni, sale appositamente allestite in retrolocali fanno in modo di isolare nella miglior maniera la fonte di guadagno (malato) dal mondo esterno, permettendo al giocatore di non sentirsi colpevole mentre gioca attorniato da simili ed al mondo di non vedere un problema.

Un altro problema, infatti, è la negazione, il “lo so ma non è vero” il non interessarsi al problema degli altri, anche se quel “gli altri” è parte della nostra famiglia. Una moglie, rivolgendosi ai parenti che sapevano del problema del coniuge ma avevano sempre fatto finta di niente, un giorno mi disse “è così, certe cose le deve dire solo la televisione. Non devono succedere a te, e se succedono basta non farlo sapere agli altri”

Le fonti di rischio maggiori sono principalmente l’ansia e la depressione; queste situazioni aumentano la necessità di gioco del giocatore.

Come ogni disturbo psichiatrico, il GAP può essere curato ma necessita, come ogni sindrome di dipendenza, della volontà del paziente di uscire dal problema

Questo, nella quasi totalità dei casi, avviene quando si tocca il fondo ovvero quando la situazione è disperata perché il giocatore solitamente non considera il proprio “vizio” alla stregua di una malattia, quindi prova (ed a suo avviso vi riesce benissimo) a nascondere il disagio e il disastro (economico) ai propri familiari… finché può.

Esistono, ad oggi, realtà di auto aiuto dove in gruppi chi inizia ad uscire da questo problema può trovare altre persone che hanno vissuto le medesime esperienze per trovare soluzioni o metodi di riuscita.

Esistono altresì strutture sanitarie (Serd) dove è possibile trovare sostegni specialistico come psicologi, psichiatri e personale specifico per la lotta alle dipendenze.

Purtroppo, ad oggi, tutte le situazioni di aiuto si basano sul presupposto che il giocatore abbia coscienza del proprio problema e senta la ferma volontà di risolverlo, situazione questa che non permette l’aiuto a quanti, malati di gioco, non sentano la necessità di risolvere il problema non avendo raggiunto il fondo.

Per tali situazioni, come posso testimoniare, l’unica soluzione è intervenire per vie legali per allontanare la disponibilità economica al giocatore.

La cronaca attuale, porta poi alla luce la reale situazione. Il sindaco di un piccolo comune del nord Italia, accogliendo le disperate richieste delle mogli di moltissimi giocatori patologici, ha emesso un’ordinanza in cui viene permesso il gioco sui videopoker solo nei giorni di martedì, giovedì, venerdì e domenica, dalle 11 alle 14 e dalle 18 alle 20 con sanzioni da 500 a 2500 euro per gli esercenti inosservanti. Ebbene, a fronte di tale drastica misura che evidenzia un preoccupante problema, una commerciante dichiara che: “[…] I baristi non sono d’accordo, perché le macchinette portano un guadagno. Non possiamo rimetterci noi se ci sono famiglie che si sono rovinate […]“. Questo dovrebbe far riflettere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X