Supermercati nel mirino degli hacker:
colpito anche il Tigre di Colleverde
«Ben 450 chili di merce buttata»
MACERATA - L'amministratore Franco Monti: «Le apparecchiature avevano raggiunto i 40 gradi. Abbiamo già fatto l'inventario, da domani avremo le nuove consegne della merce»

I frigo vuoti al Tigre di Colleverde
Anche Macerata finisce nel mirino degli hacker che in questi giorni stanno mettendo a dura prova i sistemi di refrigerazione di diversi supermercati in Italia e non solo. L’episodio ha coinvolto anche il supermercato Tigre nel quartiere Colleverde a Macerata, dove lunedì i responsabili del punto vendita hanno trovato un’amara sorpresa: frigoriferi e congelatori avevano raggiunto temperature fino a 40 gradi. Una situazione che ha compromesso inevitabilmente la conservazione degli alimenti, costringendo il supermercato a smaltire circa 450 chili di prodotti surgelati e congelati, ormai non più idonei alla vendita.

«Abbiamo provveduto a fare l’inventario di tutta la merce che abbiamo dovuto eliminare – spiega Franco Monti, amministratore e socio del supermercato -. Adesso faremo una valutazione economica per quantificare il valore complessivo della merce andata persa». Fortunatamente, oltre al danno economico legato ai prodotti da smaltire, non si sono registrati problemi agli impianti. Un aspetto tutt’altro che scontato, considerando le temperature raggiunte dalle apparecchiature, che in una situazione del genere avrebbero potuto anche surriscaldarsi pericolosamente, con il rischio di conseguenze ben più gravi, compreso un possibile incendio.

«Per fortuna i frigoriferi non hanno riportato danni. I tecnici sono intervenuti e sono riusciti a ripristinare il funzionamento di tutto – aggiunge Monti -. Avremmo potuto ricevere le consegne già ieri, ma abbiamo preferito prima completare tutti gli interventi e sistemare i frigoriferi. Da domani inizieremo nuovamente a ricevere la merce e il supermercato tornerà progressivamente a essere rifornito. Pensiamo che l’attacco si sia verificato domenica mattina: è stato hackerato anche il sistema di alert. Nonostante lunedì pomeriggio sia stato ripristinato il sistema di raffreddamento, la merce era già comunque tutta da buttare». E questo non sarebbe l’unico punto vendita della provincia a essere finito sotto attacco: «da quanto so – dice Monti – anche un altro supermercato a Civitanova si è ritrovato con il nostro stesso problema, ma non ho informazioni più dettagliate».
(redazione CM)


Molti impianti frigoriferi prevedono un selettore fisico o un livello di accesso software (tramite password sul display locale) per passare dalla modalità REMOTA a quella LOCALE, utile soprattutto durante le fasi di collaudo, diagnosi o intervento tecnico sul campo. Basta esporre al costruttore eventuali dubbi in materia.
Vedo già il ritorno del Generale Figliuolo, pronto a schierare un’armata alpina di guardia nei frigoriferi dei supermercati, centomila gavette di ghiaccio.
(ARMIR AI)
I numeri della gestione quotidiana spiegano bene perché il controllo remoto è diventato la norma e perché non è praticabile far funzionare tutti gli impianti stabilmente in modalità locale.
Perché il presidio fisso non è scalabile.
• I numeri per singolo punto vendita: Un supermercato medio-grande non ha un solo frigorifero, ma dalle decine al centinaio di utenze refrigerate tra banchi espositivi aperti/chiusi, murali, vetrine e grandi celle frigorifere di stoccaggio. Ogni banco ha la sua sonda e il suo controllore elettronico, gestito da una centralina di regia (Master/Gateway).
• Quanti tecnici servirebbero? Per far funzionare un’intera catena di supermercati esclusivamente in locale servirebbe almeno un tecnico dedicato (o una squadra di manutenzione) residente in ogni singolo punto vendita per tutta la durata dell’apertura e dei turni notturni. Moltiplicato per le migliaia di supermercati sul territorio, si tratterebbe di migliaia o decine di migliaia di tecnici.
• Cosa fa normalmente il controllo remoto: In condizioni ordinarie, il sistema automatizzato da remoto esegue continuamente:
1. Monitoraggio dinamico delle temperature 24/7.
2. Gestione programmata degli sbrinamenti (che variano in base all’umidità e al carico).
3. Modifica dei setpoint e ottimizzazione dei consumi energetici in base alle fasce orarie.
4. Ricezione tempestiva degli allarmi (es. blocco compressore, porta cella aperta, perdita gas refrigerante).
Senza il telecontrollo remoto, un guasto notturno verrebbe scoperto solo al mattino alla riapertura, portando comunque al deterioramento della merce.
(Gemini AI)
La vera sicurezza informatica nei sistemi industriali (OT) si fa con tre regole di buona progettazione:
-Segregazione delle reti: La rete del freddo non deve mai comunicare con la rete delle casse, con il Wi-Fi del punto vendita o con la rete aziendale generale.
-Architettura “Fail-Safe”: Se la centralina riceve un comando anomalo dal cloud (es. “spegni tutto” o “porta la temperatura a +25°C”), la scheda locale deve avere dei limiti fisici di sicurezza impostati di fabbrica che impediscano di accettare setpoint fuori scala.
-Autenticazione forte e VPN: Nessun quadro frigorifero deve essere visibile direttamente su Internet con porte aperte o password di fabbrica (come spesso purtroppo accade per pigrizia degli installatori).
(Alpina AI)