Imprese, a Macerata sono 77 in più
«Ma preoccupa la flessione dell’artigianato»

MACERATA - I dati di Confartigianato Marche: «Crescita regionale dello 0,17%, inferiore allo 0,24% dello scorso anno». Enzo Mengoni, presidente territoriale: «Il problema non riguarda soltanto le aziende che chiudono ma anche la capacità di sostituirle con nuove attività»

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Enzo Mengoni, presidente di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli, Fermo

«Nel terzo trimestre 2026 il sistema imprenditoriale delle Marche mostra segnali di rallentamento, con differenze significative tra le province di Macerata, Ascoli e Fermo». È quanto emerge dai dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato Marche, che evidenziano una crescita regionale dello 0,17%, inferiore allo 0,32% nazionale e allo 0,24% registrato nelle Marche nello stesso periodo del 2025.

A livello territoriale, Ascoli registra il risultato migliore, con un saldo positivo di 88 imprese tra iscrizioni e cessazioni e un tasso di crescita dello 0,41%. Segue Macerata con 77 imprese in più (+0,23%), mentre Fermo presenta un saldo negativo di 20 attività (-0,11%), risultando una delle sole due province italiane con un andamento negativo nel trimestre. Al 30 settembre le imprese attive sono 30.753 a Macerata, 18.841 ad Ascoli e 16.724 a Fermo. Nel complesso delle Marche si contano 131.128 attività, 150 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,11%).

Più delicata la situazione dell’artigianato, che registra saldi negativi in tutte e tre le province. La flessione più marcata riguarda Fermo, con 30 imprese in meno nel trimestre (-0,56%), seguita da Ascoli con -11 (-0,22%) e Macerata con -8 (-0,09%).

Le imprese artigiane attive sono 8.868 a Macerata, 5.336 a Fermo e 4.916 ad Ascoli. Il quadro regionale evidenzia 37.857 attività, 276 in meno rispetto a un anno prima (-0,72%). Nel trimestre le Marche registrano un saldo negativo di 103 imprese artigiane (-0,27%), il risultato peggiore tra le regioni italiane, a fronte di una crescita nazionale dello 0,11%.

«I dati ci mostrano un sistema imprenditoriale che nel complesso tiene, ma con differenze tra i territori – commenta Enzo Mengoni, presidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli, Fermo –. A preoccuparci è soprattutto il calo delle imprese artigiane, che interessa tutte e tre le province e che merita una riflessione più ampia. Il problema non riguarda soltanto le imprese che chiudono, ma anche la capacità di sostituirle con nuove attività. Molti imprenditori si avvicinano alla pensione e non sempre c’è qualcuno pronto a raccoglierne il testimone. Rischiamo così di perdere aziende che hanno ancora un mercato, insieme a competenze, posti di lavoro e servizi importanti per il territorio. Dobbiamo fare in modo che avviare un’impresa artigiana, o proseguire un’attività già esistente, torni a essere una scelta interessante anche per i giovani. Non esiste una soluzione unica, perché le difficoltà cambiano da settore a settore. Crediamo però che sia necessario lavorare di più sul passaggio generazionale, favorire l’incontro tra chi vuole lasciare un’attività e chi potrebbe portarla avanti, accompagnare i giovani nella fase di avvio e aiutarli ad acquisire le competenze necessarie. L’obiettivo non deve essere soltanto far nascere nuove imprese, ma anche creare le condizioni perché quelle che già abbiamo possano continuare a lavorare e crescere».


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