«Ci avete rotto lo specchietto»
Inseguono gli anziani fino a casa
e gli sfilano 50 euro
POLLENZA - Due malviventi sostenevano che la loro auto era stata danneggiata dalla coppia e hanno tentato di estorcere 250 euro come risarcimento. Il figlio: «Non hanno voluto denunciare: hanno paura di ripercussioni e si sentono impauriti»

(Immagine generata con l’AI)
di Marco Pagliariccio
Una normale mattinata dedicata alla spesa si è trasformata in una brutta esperienza per una coppia di anziani di Pollenza, che sono finiti vittime della cosiddetta “truffa dello specchietto”.
Ieri mattina i due, 88 anni lui e 86 anni lei, si erano recati al supermercato per fare la spesa dopo aver ritirato la pensione. All’uscita, durante la manovra per immettersi sulla strada del ritorno, hanno avvertito un piccolo urto alla propria automobile. Un impatto non particolarmente forte, tanto da non indurli a fermarsi immediatamente. Non sapevano che era solo l’inizio della trappola in cui due malviventi volevano farli cadere. I due sono stati inseguiti per diversi chilometri, praticamente fino a casa, da un’altra automobile. I due occupanti, un uomo e una donna, una volta raggiunti li hanno affiancati intimando loro di fermarsi. Sono quindi scesi dal veicolo con atteggiamento minaccioso, accusandoli di aver loro danneggiato lo specchietto retrovisore durante la manovra. La richiesta iniziale è stata di 250 euro. La coppia, in buona fede, ha risposto che non ci sarebbe stato alcun problema a risarcire un eventuale danno, ipotizzando una cifra di 20 o 30 euro per la sostituzione di uno specchietto. Ma i malviventi sostenevano che lo specchietto fosse elettronico e quindi di valore compreso tra i 250 e i 300 euro, mostrando, a sostegno della richiesta, uno specchietto distrutto.
Quando gli anziani hanno manifestato l’intenzione di chiamare il figlio e di coinvolgere le forze dell’ordine, i due hanno simulato una telefonata ai carabinieri, riferendo che questi ultimi avrebbero consigliato di non intervenire e di trovare semplicemente un accordo tra le parti. Ma di fronte alla possibilità di chiamare il figlio e procedere attraverso l’assicurazione, i presunti truffatori hanno cambiato atteggiamento, proponendo un compromesso: 50 euro per chiudere la questione. La coppia di anziani, ancora convinta della buona fede dei due, ha quindi tirato fuori il portafogli per consegnare la somma richiesta. Ma mentre l’anziana stava consegnando il denaro, la donna ha cercato di prendere dalle sue mani più dei 50 euro concordati e dopo averglieli sfilati, prima di fuggire con il sodale, ha anche tentato di sostenere di aver ricevuto soltanto una banconota da 10 euro.
I due anziani si sono rivolti ai carabinieri, ma hanno preferito non sporgere denuncia. «Hanno paura di ripercussioni – spiega il figlio – si sentono impauriti ed io non ho insistito. Non si tratta soltanto di 50 euro, ma di paura, pressione psicologica e mancanza di scrupoli. Il consiglio che mi sento di dare è di non consegnare mai denaro direttamente a chi avanza simili richieste, di non lasciarsi intimidire e di contattare immediatamente le forze dell’ordine attraverso i numeri ufficiali, senza affidarsi a telefonate effettuate o riferite dagli stessi presunti responsabili. Un appello alla prudenza, ma anche all’attenzione e alla solidarietà: proteggiamo i nostri anziani e non lasciamo che la loro buona fede diventi un’occasione per chi vuole approfittarsene».