«Sciacallaggio politico da Pd e Sciapichetti:
chi ha commesso dei reati deve pagare,
porteremo a termine la ricostruzione»
INCHIESTA DDA - I segretari provinciali dei cinque partiti di centrodestra ribattono al loro omologo del Pd, che aveva detto che «il cosiddetto “modello Marche” coniato dalla Meloni oggi purtroppo viene usato e tristemente fatto proprio dal clan dei Casalesi»: «Cento aziende segnalate ed escluse grazie ai sistemi di prevenzione che abbiamo coniato». Ma torna alla carica anche Avs: «Assordante il silenzio di Meloni. Serve un organismo che veda la compresenza dell'istituzione pubblica, della rappresentanza dei lavoratori e dei proprietari degli immobili da ricostruire»

Da sinistra: Massimo Belvederesi (Fdi), Mauro Lucentini (Lega), Gianluca Pasqui (Forza Italia), Tarcisio Antognozzi (Udc) e Maika Gabellieri (Noi Moderati).
«Il cosiddetto “modello Marche” coniato dalla Meloni oggi purtroppo viene usato e tristemente fatto proprio dal clan dei Casalesi». Una frase, quella del segretario provinciale Pd Angelo Sciapichetti a margine dell’assemblea provinciale del partito di sabato scorso parlando dell’indagine della Dda sulla ricostruzione, che non è andata giù al centrodestra provinciale, che si compatta e ribatte con i leader locali dei cinque partiti della coalizione: Massimo Belvederesi (Fdi), Mauro Lucentini (Lega), Gianluca Pasqui (Forza Italia), Tarcisio Antognozzi (Udc) e Maika Gabellieri (Noi Moderati).

L’assemblea provinciale del Pd con Sciapichetti al centro
«Il Partito democratico e Sciapichetti non perdono tempo per fare sciacallaggio politico sulle vicende che riguardano l’inchiesta sulla ricostruzione – commentano – ricordiamo a Sciapichetti, che dopo una fase di stallo, finalmente con l’arrivo del centrodestra la ricostruzione post 2016 ha iniziato a funzionare. In accordo con tutti gli attori in campo si sono studiati e applicati sistemi di prevenzione e controllo per evitare le infiltrazioni mafiose, al punto che oltre 100 aziende sono state segnalate ed escluse. Siamo fiduciosi che la Dda riesca a fare chiarezza su tutta la vicenda che ha visto alcuni soggetti riuscire ad eludere tali sistemi. Per noi chi ha commesso dei reati, deve pagare le proprie colpe fino alla fine. Rimaniamo convinti che la politica con la “P” maiuscola non è colpevole, sono gli uomini che commettono i reati, e per questo siamo fiduciosi che la Buona Politica messa in campo dal centrodestra in questi anni riuscirà a portare a termine entro tempi adeguati la ricostruzione dei territori, sia dal punto di vista tecnico, sociale ed economico».
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Intanto però torna alla carica anche Allenza Verdi e Sinistra Macerata, che chiede l’attivazione di uno «specifico organismo che veda la compresenza dell’istituzione pubblica, della rappresentanza dei lavoratori e dei proprietari degli immobili da ricostruire e/o ristrutturare». «Esprimiamo il nostro più sentito apprezzamento alla Procura di Ancona, alla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) e alla Guardia di finanza per il fondamentale lavoro di indagine che sta facendo luce sulla corruzione e sulle infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione post-sisma. Un altrettanto sentito apprezzamento va anche ai media locali marchigiani, che con coraggio e professionalità stanno portando alla luce la gravità di questi fatti, rompendo un silenzio mediatico nazionale inaccettabile – dice Avs Macerata in una nota – la nostra priorità assoluta va oggi alla carne viva di questa vicenda: le migliaia di lavoratori e lavoratrici delle ditte subappaltatrici. Parliamo di famiglie senza garanzie, che oggi aspettano con angoscia il pagamento dello stipendio e che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro a causa del blocco dei cantieri. Le istituzioni non possono abbandonarli: serve un intervento immediato per garantire i loro salari e la continuità occupazionale. Sul fronte politico, i dettagli già emersi ampiamente sulla stampa delineano un quadro inquietante all’interno delle istituzioni regionali a guida Fratelli d’Italia. Le indagini hanno portato all’arresto dell’avvocato Fabio Pistarelli, esponente di Fdi ed ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, e hanno sollevato pesanti interrogativi sulla cecità politica del commissario straordinario Guido Castelli, anche lui Fdi, incapace di accorgersi che un’unica ditta legata all’inchiesta gestiva con 200 operai circa 400 cantieri fermi. Di fronte a questo scenario, registriamo l’assordante silenzio di Giorgia Meloni. Nessuna assunzione di responsabilità da parte della leader del partito che governa la Regione e gestisce la struttura commissariale. Avs continuerà a vigilare affinché la legalità e i diritti dei lavoratori vengano messi al primo posto e perché vengano attivate anche tutte le misure necessarie per il proseguimento dei lavori nei cantieri e insieme garantire la massima trasparenza nei rapporti tra ditte, proprietari e lavoratori».
«Ricostruzione del ’97 e casette: nella gestione del centrosinistra nessun avviso di garanzia»
Da Gemini.
Il clan dei Casalesi è tra i cartelli camorristici più potenti e infiltrati nell’economia pubblica campana. Il governo di Giorgia Meloni si rapporta a questa e alle altre realtà mafiose ponendo al centro la linea della fermezza istituzionale: tutela del regime del 41-bis e dell’ergastolo ostativo, potenziamento dei sequestri patrimoniali contro le infiltrazioni negli appalti e supporto ad azioni legislative (come “Liberi di scegliere”) per recidere i legami familiari e culturali nei contesti criminali.
IL PSI FEDERAZIONE DI MACERATA, CHIEDE CHE VENGA ISTITUITA IN REGIONE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI FATTI E LE CONSEGUENZE DEL POST TERREMOTO E RICOSTRUZIONE; TRASPARENZA DEGLI ATTI E CORAGGIO DI ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’DA PARTE DI CHIUNQUE.
SANDRO SCIPIONI SEGRETARIO PSI PROV.LE MC
Le commissioni sono pericolose, possono generare crisi respiratorie ed orticaria.
Ehi, lo dico a voi che continuate a parlare di «sciacallaggio»! Guardate che in galera ci sono i vostri, e non ce li ha messi l’opposizione, ma la magistratura. E, soprattutto, è proprio la magistratura che ce li sta tenendo dentro. Prima di gridare allo sciacallaggio, forse sarebbe il caso di riflettere!
Se ci fosse stata una Regione governata da un colore diverso , anche solo di centro, sarebbe scoppiata la rivoluzione, migliaia di commenti fatti di odio, condanne, offese. Cronache maceratesi si sarebbe bloccato per i troppi commenti . Invece Acquaroli sembra intoccabile, sembra quasi che noi dovremmo chiedergli scusa, lui è pulito e candido. Per non parlare dei vari politici della provincia, di destra. Io sono di sinistra ma quando dovevo criticarli, a sinistra, l’ho fatto anche con commenti a cronache, anche con post su X. Qui non trovo un cittadino di destra che chieda almeno spiegazioni. Siamo davvero una Nazione da rifare.
Certo che il PD, peraltro non immune da colpe sulla vicenda della ricostruzione (basti pensare al disastro e all’immobilismo dei primi commissari straordinari, tutti targati PD), adesso sfrutta l’occasione per tirare l’acqua al proprio mulino. Ci mancherebbe! Fa parte delle regole del gioco.
Ma il centrodestra, di fronte a questa inchiesta così pesante nei contenuti e nei principali protagonisti, non ha qualche severa autocritica da farsi? E’ Buona Politica (le maiuscole le ho prese proprio dal comunicato del centrodestra qui commentato) non saper scegliere collaboratori di valore o farseli imporre? Non vigilare sul loro operato? Fare finta di non vedere situazioni assurde che non potevano non favorire il malaffare? Lasciare nella mani del Commissario Straordinario un potere discrezionale quasi illimitato non si presta inevitabilmente a favoritismi e a scelte strumentali e di comodo, che sono l’esatto contrario della Buona Politica?
LA SCIACALLOIENOMACHIA
(Ovvero la Guerra tra gli Sciacalli e le Iene)
Musa, mi detta il canto e l’ira cruda
Che tra le rotte mura e il fango antico
Accese due tribù di pancia ignuda,
Ciascuna all’altra e alla virtù nemico.
Non di rane e di topi qui si snuda
Il ferro, o di palustre e viscido orto,
Ma di fierissimi ordini il trasporto:
Le Iene arroccate sul verone,
E gli Sciacalli in caccia di fazione.
Già dal palagio del Sovrano Gufo,
Ove s’amministrava il regio erario,
S’udiva un gran sussurro e un sordo tufo:
Un’Iena di lignaggio straordinario,
Che del Capo d’ogni ordine era il gufo (o dritto braccio),
Venne ghermita al laccio del Segugio,
Che nella tana le negò il rifugio,
Accusando la fiera e il suo compare
Di far con i Serpenti il gran mercare.
Sorse allora l’Idra da sinistra,
Dello Sciacallo il popol tutto armato,
Che con la bava il gran disastro amministra
E grida: «Il patto d’oro è scellerato!
Guarda la destra zampa come instra
Nel fango dei camorrici Serpenti!
Crollano i tetti e noi restiamo al vento,
Mentre la Iena ingorda e il suo barone
Facean della rovina banchettone!»
Ma dal Colle Opposto, ove il comando risiede,
Insorsero le Iene a fitti ranghi.
L’un l’altro si compatti e vi si fiede,
Lanciando morsi e memorandi fanghi:
«Sciacalli!», urlaron con furente fede,
«Che sulla sventura aprite le mascelle!
Noi cento ditte, oneste e pur novelle,
Avean cacciate via dal gran cantiere!
Voi fate sciacallaggio per mestiere!
Voi che quand’eravate al regio scranno
Laciaste le macerie a far la muffa,
Oggi gridate al ladro e al grande inganno
Solo per far della poltrona zuffa!
Chi fallisce paghi il proprio danno,
Ma la Politica nostra è pura e bella,
Sotto la guida della Gran Sorella!»
Così si azzuffan le due feroci schiere,
L’una gridando: «In galera i vostri!»
L’altra ululando: «Siete scartoffiere,
Sciacalli infami e livorosi mostri!»
E mentre il fumo delle alte chimere
Copre la terra e il popolo che aspetta,
La Dea Giustizia, con la spada stretta,
Guarda dall’alto e dice: «O bestie matte,
Sempre lo stesso fango vi combatte.
Mentre vi disputate l’osso e il vanto,
Il topo piange… e il lupo gode intanto».
(Paralipomena AI)
Diciamo che, a volte, l’immobilismo può essere anche una strategia per non farsi trascinare nel vortice del malaffare, dove le varie mafie sono maestre nel coinvolgere chiunque capiti a tiro. Del resto, non mi pare che, in quelle occasioni, esponenti della sinistra siano mai finiti né indagati né arrestati. Sarà stata fortuna… oppure semplicemente hanno saputo tenersi alla larga da certi ambienti.