Traccia a Civitanova su Venturelli.
Il testimone: «Cercava un lavoro.
Ha detto di chiamarsi Alessandro»
CIVITANOVA - Un giovane con barba e capelli rossi, molto somigliante al ragazzo scomparso da Sassuolo nel 2020 è entrato in un'agenzia di via Versiglia. Andrea Marcaccia che l'ha ricevuto conferma la somiglianza: «Ha detto di essere di Modena e di stare da amici nell'entroterra, ma io non conoscevo la sua storia, altrimenti lo avrei trattenuti». La segnalazione partita da una passante che l'avrebbe riconosciuto
Ricerche di Alessandro Venturelli, rintracciato il ragazzo dell’agenzia: non è lui lo scomparso

L’agenzia di via Versiglia
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
Segnalazione da Civitanova per Alessandro Venturelli, il giovane modenese scomparso ormai da 6 anni dalla sua casa di Sassuolo a dicembre del 2020. Il caso è stato più volte oggetto della trasmissione televisiva Chi l’ha visto con la mamma Roberta Carassai che in questi anni non si è data pace e ha tenuto sempre accesa la speranza di ritrovarlo.

Alessandro Venturelli
Questa speranza si è riaccesa da ieri a Civitanova quando una donna, Chiara Baldini ha fatto un post sui social in cui si dice certa di averlo incrociato e di averlo visto entrare in un’agenzia immobiliare di via San Luigi Versiglia, vicino al parco Cecchetti. La donna ha avvistato un ragazzo che usciva dall’agenzia Odd Real Estate di via Versiglia e che si è allontanato verso via Santa Chiara.

Certa però che fosse Venturelli è entrata in agenzia e ha chiesto informazioni. «Troppa somiglianza e troppe coincidenze. Vestito con camicia di pile a scacchi beige e marrone, pantaloni tuta neri, scarpe da ginnastica grigie, zainetto morbido alle spalle e borraccia verde acqua – scrive la donna – Abbiamo segnalato a Penelope Marche associazione che lo sta cercando da 6 anni e ai carabinieri perché per quando potevo capire chi poteva essere si era già allontanato dalla zona».

A riceverlo all’interno dell’agenzia c’era Andrea Marcaccio, sua la testimonianza più importante perché ci ha parlato e lo ha visto da vicino: «cerchiamo agenti ed è entrato questo ragazzo: era molto trasandato, trascurato, capelli e barba lunga rossicci. Ha detto di chiamarsi Alessandro, come cognome ha fornito un altro cognome, “Poli”. Ha detto di avere, vado a memoria, 33 anni e di cercare lavoro come giardiniere, ma di essere geometra. Quando ho chiesto dove vivesse mi ha indicato alcuni amici nell’interno (entroterra maceratese), ma è stato evasivo e non ha specificato dove. Ha però lasciato un contatto telefonico, ma non so se sia reale. Io non conoscevo la storia, altrimenti avrei cercato di intrattenerlo, di parlarci di più. Ho saputo la storia di Venturelli solo quando, appena uscito, è entrata questa signora che mi ha mostrato le foto e detto che era certa fosse lui. In effetti la somiglianza è molta. Rispetto alle foto che circolano sembra più invecchiato». Ha detto inoltre che, sui tatuaggi: «Aveva una camicia a maniche lunghe, non erano visibili se c’erano».
Le testimonianze sono state acquisite dai carabinieri che sono stati anche in agenzia e hanno monitorato le telecamere della zona che però al momento pare non abbiano fornito elementi utili. Al vaglio invece la veridicità del numero fornito all’agenzia.

La mamma, tempestata in queste ore da centinaia di segnalazioni che riferivano dell’avvistamento civitanovese si dice cauta ma speranzosa, anche perché le Marche non sono una regione sconosciuta alla famiglia: hanno una seconda casa a Porto Potenza.
Scusate, ma se era ed è maggiorenne, se non ha commesso reati, avrà il diritto di vivere come preferisce ? O deve sottostare a doveri che non ha e che gli attribuiscono gli altri ? Per paradosso, neppure quello di informare la famiglia se non vuole.
A prescindere dal contesto del possibile incontro con lo “scomparso”, mi sorprende, da sempre, l’utilizzo del l’aggettivo possessivo Mio rivolto alla prole. Andrebbe usato esclusivamente per tutto ciò di cui si ha possesso o proprietà, per i quali si è pagato e saldato un corrispettivo o per i quali si é ereditato un diritto reale di godimento. I figli non appartengono a nessuno. Ma. fino a che si ragiona con un metro puramente m(p) atriarcale, tanto di moda nel lessico degli ultimi anni, non se ne verrà fuori. Non ho mai visto, ne’vedro’, simili rivendicazioni per figli che delinquono. .