Futuro Nazionale, revocati i comitati ribelli
Barboni chiede a Ciarapica
«un passo di lato»
POLITICA - Volano stracci all'interno del movimento di Roberto Vannacci. Pesaro, Tavullia, Vallefoglia e Macerata cancellati dalla direzione, cessati gli incarichi ai referenti. Carlo Gasparetti del comitato maceratese: «Paura di perdere la poltrona». Il referente di San Benedetto attacca il sindaco di Civitanova: «Stai facendo male al partito»

Il Generale Vannacci questa estate allo Shada con il coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica
di Laura Boccanera
Cancellati i quattro comitato “ribelli” di Futuro nazionale. Questa mattina ai referenti dei comitati di Pesaro, Tavullia, Vallefoglia e Macerata sono arrivate le lettere firmate dalla direzione del partito di Vannacci che cancellano le voci interne scomode. Protesta tra gli iscritti che si sono ritrovati ad aver firmato con un referente e si ritrovano inglobati negli altri comitati. E intanto si moltiplicano le critiche: l’ultima in ordine di arrivo quella del “vannacciano” della prima ora Giuseppe Barboni, referente del comitato di San Benedetto, salito alla ribalta della cronaca lo scorso luglio quando picchiò in strada un senzatetto iracheno, che chiede in un video a Fabrizio Ciarapica di fare «un passo di lato per il bene del partito».

Il post del referente del comitato di San Benedetto Giuseppe Barboni che invita Ciarapica a fare “un passo di lato”
Non c’è pace in Futuro nazionale: travolto dalla storia, ancora tutta da chiarire, della presunta lista marchigiana con all’interno nominativi ignari dell’iscrizione, arriva ora un provvedimento dall’alto che sa di censura. Quattro comitati, dopo essere stati cancellati dalla “mappa” interattiva presente nel sito del partito, questa mattina hanno ricevuto anche la lettera ufficiale di espulsione.

Carlo Gasparetti, ex referente del comitato di Macerata sciolto dalla direzione nazionale
Le lettere sono firmate dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e revocano l’autorizzazione all’insediamento del comitato con conseguente cessazione dell’incarico di referente. La motivazione addotta è la seguente: «condotte politiche e comunicative, sul territorio delle Marche e sui social network, ritenute in contrasto con gli indirizzi organizzativi di Futuro Nazionale e con il riconoscimento delle gure territoriali nominate dal coordinatore nazionale». In particolare si fa riferimento a pubblicazioni, post e discussioni avvenute nel gruppo “Futuro Nazionale – Regione Marche” e in un gruppo social civitanovese. «Tali pubblicazioni danno conto di un contesto di contrapposizione pubblica concernente le nomine e la gestione territoriale del movimento, con potenziale pregiudizio per la chiarezza della rappresentanza e per l’immagine unitaria di Futuro Nazionale». Motivazioni legate quindi alle contestazioni della leadership regionali di Futuro nazionale, del coordinatore Fabrizio Ciarapica e della coordinatrice pesarese Pia Perricci.
«La lettera è arrivata oggi, me lo immaginavano – commenta Carlo Gasparetti – tutto nasce da chi ha paura di perdere la poltrona. Il nostro essere comitati ribelli doveva avere il valore del ribellismo, servire per lavorare su noi stessi, invece Futuro Nazionale è diventato il partito dei saltafossi e cambia casacca. Mi spiace perché ci avevo creduto e dato fiducia». «Voglio capire a cosa si fa riferimento – aggiunge Massimo Rocchi dell’ex comitato pesarese – si parla di discussioni su gruppi social ai quali non sono neanche iscritto e dubito di averci scritto qualcosa, ma andrò a rivedere. In sostanza siamo stati espulsi noi di Pesaro, Vallefoglia, Tavullia e Macerata».

Giuseppe Barboni allo Shada durante l’incontro organizzato per l’arrivo di Vannacci
A girare il coltello nella piaga ci pensa pure Giuseppe Barboni: in un video si rivolge direttamente a Ciarapica: «Egregio dottor Ciarapica, caro Fabrizio – inizia il video – umilmente sommessamente indegnamente mi permetto di stenderti una banale domanda. Cosa ne pensi di fare un passo di lato, non indietro, di lato. Perché la tua situazione e rimanere in questo modo è solo pro domo tua e stai facendo male al partito che ora è in caduta libera, ha perso quasi 3 punti. Poi se si scopre che è tutta una bolla torni in pompa magna». In 5 minuti di video il referente ricorda anche una serie di passaggi scomodi, come la vicenda ora da mediatica diventi giudiziaria (annunciato per ora un ricorso al Garante della privacy e lo stesso Ciarapica ha annunciato denuncia per estorsione), «i nostri iscritti, quelli veri – prosegue Barboni – non che i tuoi non lo siano, si stanno allontanando, stanno restituendo la tessera, hai detto che non conosci le tue liste e non sai chi siano, non hai neanche un enorme seguito, a Recanati all’incontro con Gasperini hai radunato neanche 50, 100 persone. È facile dirigere il traffico quando viene Vannacci, più complesso quando viene una persona meno nota. E oltretutto non sei neanche un enorme serbatoio di voti, hai una maggioranza che ogni due per tre cerca di sfiduciarti. Alla luce di tutto questo un passo di lato».
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Vannacci il nemico non è fuori lo hai al tuo fianco e sta facendo tabula rasa del partito.