«Garantisti solo con Matteo Ricci?
Sciacallaggio politico delle opposizioni»

INCHIESTA DDA - I meloniani Giacomo Bugaro e Andrea Putzu difendono il governatore Acquaroli dopo la richiesta delle dimissioni: «Il solito doppiopesismo della sinistra. Il presidente è il primo a voler fare piena luce sulla vicenda. I cittadini marchigiani meritano risposte serie sulla ricostruzione e sull’utilizzo dei fondi destinati ai territori terremotati»

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acquaroli bugaro

Francesco Acquaroli e Giacomo Bugaro, assessore regionale

«Il presidente Francesco Acquaroli è il primo ad avere interesse a fare piena luce sulla vicenda e lo ha dimostrato oggi con le sue parole in conferenza stampa. Utilizzare le sue dichiarazioni per chiederne le dimissioni è un vergognoso atto di sciacallaggio politico». L’assessore Giacomo Bugaro interviene dopo che l’opposizione in Consiglio regionale ha chiesto le dimissioni del governatore. 

«Le ipotesi accusatorie sono gravi e devono essere accertate fino in fondo, nel rispetto della presunzione di innocenza e con piena fiducia nella magistratura – continua Bugaro -. Se qualcuno ha commesso illeciti, dovrà risponderne senza sconti né protezioni. Le minoranze domandano perché sia stato chiesto a Pistarelli un passo indietro. Il presidente ha chiarito con grande trasparenza che dalle verifiche effettuate internamente non era emerso nulla di concreto. Nella loro foga accusatoria hanno considerato che un rapporto fiduciario possa esaurirsi anche per l’insoddisfazione verso l’impegno e il modo di svolgere un incarico? Presentare la conclusione dell’incarico come la prova della conoscenza di presunti illeciti è dunque una lettura arbitraria e fuorviante. Ma da parte della sinistra di certo non ci stupisce. L’opposizione ha pieno diritto di fare politica, ma pretendiamo che lo faccia con correttezza. Pretendere le dimissioni di Acquaroli senza indicare elementi concreti di un suo coinvolgimento è una pretesa lunare, espressione di quel moralismo a senso unico che troppo spesso prende il posto del confronto politico».

Bugaro fa poi un parallelismo con quanto successo durante la scorsa campagna elettorale. «Seguendo il metro oggi adottato dalle opposizioni, che cosa avremmo dovuto dire noi lo scorso anno di fronte all’indagine che coinvolge Matteo Ricci? I principi devono valere sempre – dice l’assessore regionale –. Non si può invocare il garantismo per la propria parte politica e pretendere le dimissioni degli avversari addirittura per le presunte condotte di un ex collaboratore. Il metro non può cambiare secondo la convenienza. La sofferenza delle comunità colpite dal terremoto impone serietà a tutti. Servono piena collaborazione con gli inquirenti, trasparenza e tutela delle risorse pubbliche. Anche la possibilità, richiamata dal presidente, che la Regione si costituisca parte civile indica la volontà di tutelare l’istituzione e i cittadini qualora ne ricorrano i presupposti. A Francesco Acquaroli esprimo pieno e convinto sostegno. Fare chiarezza fino in fondo e continuare a lavorare per le Marche sono impegni che devono procedere insieme. Nessuna indulgenza verso gli illeciti, nessuna disponibilità ad accettare processi sommari» conclude Bugaro.

Foto Putzu

Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione

Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu interviene a sostegno del governatore. «Quando il Partito Democratico troverà una persona che si comporta con la serietà, la correttezza e il senso delle istituzioni del presidente Francesco Acquaroli, allora potremo confrontarci nel merito. Fino ad allora, sarebbe opportuno abbandonare le polemiche e rispettare i fatti e non confondere i piani. Ancora una volta assistiamo a quello che considero il solito doppiopesismo della sinistra, un garantismo a targhe alterne che cambia a seconda del colore politico delle persone coinvolte».

«Francesco Acquaroli non è coinvolto né indagato, eppure viene chiamato politicamente in causa per le presunte condotte di un suo ex collaboratore – prosegue il meloniano -. Matteo Ricci, invece, è stato direttamente coinvolto in un’indagine giudiziaria e la sinistra ha giustamente richiamato il principio della presunzione di innocenza. Sono garantisti per il loro eurodeputato indagato da oltre un anno, e sono forcaioli con il presidente della Regione chiedendo addirittura le dimissioni? Sia chiaro: nessuno intende minimizzare la gravità delle ipotesi investigative emerse nell’inchiesta sulla ricostruzione. La giustizia deve fare il proprio corso, senza interferenze e senza strumentalizzazioni. Le istituzioni hanno il dovere di garantire trasparenza, legalità e tutela delle risorse pubbliche. I cittadini marchigiani meritano risposte serie sulla ricostruzione e sull’utilizzo dei fondi destinati ai territori terremotati. Non meritano che una vicenda così delicata diventi l’ennesimo terreno di scontro politico – conclude Putzu -. E soprattutto le aule istituzionali non devono mai trasformarsi in aule di tribunale».


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