L’allarme della Cisl sulla casa:
«Sfratti e affitti in aumento.
Stanze per studenti da 170 a 240»

DATI - La fotografia della situazione abitativa nel maceratese del sindacato. Rocco Gravina ed Emanuela Ripari: «La spesa per la casa assorbe ormai il 40% del reddito familiare medio. Difficoltà per studenti e pensionati»

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contributo affitto

Foto d’archivio

Crescono gli sfratti e i costi degli affitti mentre cala la possibilità per gli studenti, i lavoratori, le famiglie di trovare un alloggio a un canone sostenibile.

È una fotografia preoccupante quella che emerge dall’osservatorio Cisl e dall’analisi di Rocco Gravina, della Cisl Macerata-Civitanova ed Emanuela Ripari della Cisl Sicet Marche.

«Nella provincia di Macerata la spesa per la casa assorbe ormai il 40% del reddito familiare medio. Trovare un appartamento in affitto a canoni sostenibili è diventato un’impresa quasi impossibile, mentre le procedure di rilascio degli immobili segnano un picco preoccupante. Sono 133 gli sfratti calendarizzati in provincia, di cui ben 104 per morosità incolpevole. Con un’incidenza dell’8% ogni mille famiglie, il capoluogo registra uno dei valori di tensione abitativa più alti in Italia tra le città di pari grandezza demografica».

«Accelerare gli sfratti – argomentano Gravina e Ripari – significa scegliere di far esplodere un’emergenza abitativa. Gli inquilini sono per oltre il 47% espressione delle famiglie povere, mentre l’affitto riguarda circa il 13% dei residenti. Tra le famiglie povere in affitto moltissime hanno figli minorenni. Il peso degli stranieri tra i poveri dimostra che senza una casa a costi sostenibili nessuna politica di integrazione, come nessuna politica per i giovani, può davvero funzionare».

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Rocco Gravina della Cisl

Canoni cresciuti del doppio rispetto alle retribuzioni: «Dal 2019 ad oggi i canoni di locazione in città sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni medie costringendo i nuclei familiari a tagliare drasticamente i budget destinati a consumi, sanità e risparmio. A Macerata e nelle città della costa la carenza di alloggi stabili è cronica – spiegano i due sindacalisti –. La proliferazione dei micro-affitti turistici e delle locazioni brevi stagionali spinge i proprietari privati a escludere le famiglie dalla contrattazione a lungo termine. I pochi appartamenti sul mercato toccano cifre inavvicinabili per operai e giovani coppie».

La risposta pubblica per l’edilizia. «I bandi comunali per l’assegnazione delle case popolari vedono graduatorie lunghissime a fronte di pochissime disponibilità immediate. Il piano casa del Governo va accompagnato da misure di sostegno – aggiungono Gravina e Ripari -. L’amministrazione comunale di Macerata ha attivato da un lato il protocollo d’intesa con Erap Marche per il recupero di un immobile degradato nel centro storico da convertire in alloggi per giovani coppie e un’indagine esplorativa di mercato per individuare complessi immobiliari di proprietà privata da destinare all’edilizia residenziale sociale. Resta però aperto il grande tema sollevato dalle parti sociali: l’attivazione di vere e proprie agenzie comunali di intermediazione che possano offrire garanzie economiche ai proprietari privati, anche attraverso la stipula di polizze assicurative».

Nel capoluogo, proseguono, «la domanda di stanze è altissima, ma la disponibilità di appartamenti in centro storico è crollata per via dei tanti cantieri legati alla ricostruzione post-sisma e alle ristrutturazioni edilizie. Le stanze singole sono passate da una media storica di 170 euro a un punto di partenza minimo di 200-240 euro al mese, escluse le utenze. Nelle zone più richieste i prezzi per una camera di qualità medio-alta oscillano stabilmente sopra questa soglia. Le stanze doppie mantengono una forbice compresa tra i 150 e i 200 euro al mese per posto letto. A questo aumento lineare si somma il rincaro dei costi di gestione (luce, gas, condominio)». La risposta del sistema pubblico ha previsto una «espansione dei posti letto strutturali e il sostegno economico diretto. Nonostante queste contromisure, la forbice tra la capacità ricettiva degli studentati pubblici e la massa dei fuori sede iscritti a Unimc rimane profonda».

Infine c’è la situazione di chi può contare soltanto sulle pensioni al minimo. «A fronte – concludono i sindacalisti Cisl Ripari e Gravina – di un’entrata mensile media di circa 700 euro, un affitto concordato per un bilocale in quartieri come Collevario o Santa Croce richiede mediamente tra i 380 e i 450 euro, escluse le spese. L’anziano si trova a dover scegliere se pagare il locatore o destinare le restanti poche decine di euro all’acquisto di generi di prima necessità e farmaci».


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