Salvato il soldato Ciarapica:
Fratelli d’Italia lo bombarda a parole
ma lo lascia al comando
CIVITANOVA - Undici voti a favore della mozione di sfiducia presentata dal Pd, sette contrari e sei astensioni: la resa dei conti in aula si chiude senza ribaltoni. Decisivo il no di Silvia Squadroni, mentre Nicolò Renzi diserta la seduta. Durissimo l’intervento di Andrea Ruffini (capogruppo di FdI), che denuncia il fallimento del metodo amministrativo e il tradimento degli accordi elettorali («ora è un sindaco dimezzato appeso a un filo, si commissaria da solo»), poi i meloniani si astengono («votare significherebbe assolverlo)». Tra i favorevoli Fausto Troiani che attacca il primo cittadino, evocando doppi tradimenti e retroscena sulla crisi politica. Ma la frattura nella coalizione resta aperta e i prossimi passaggi in Consiglio si annunciano tutt’altro che semplici

Il sindaco Fabrizio Ciarapica resta ancora a galla
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
Fabrizio Ciarapica è ancora sindaco di Civitanova, ma la notte della sfiducia non gli restituisce una maggioranza solida, ma l’immagine di un «sindaco dimezzato, appeso a un filo» come gli ha ricordato Andrea Ruffini, capogruppo di Fratelli d’Italia. A salvarlo il voto contrario alla mozione dato da Silvia Squadroni di Siamo Civitanova che torna nel centrodestra, l’assenza di Nicolò Renzi e l’astensione massiccia di Fdi.

Silvia Squadroni, dai banchi dell’opposizione, ha salvato il sindaco Ciarapica
Nessun colpo di scena nel Consiglio comunale che stanotte ha discusso la sfiducia a Ciarapica. Il 13esimo voto, come previsto, non c’è stato, anzi a mancare è stato anche il 12esimo visto che Nicolò Renzi, che pure con Vince Civitanova aveva votato la mozione, in aula proprio non si è presentato rinnegando anche il comunicato di pochi giorni fa.

La nuova maggioranza che emerge da questa compagine però forse non basterà al primo cittadino per non andare ancora sotto nei prossimi Consigli comunali alle prove del voto su varianti e variazioni di bilancio in programma da qui alla scadenza del mandato. Sottilissima e fragile infatti la fiducia elargita dai “fratelli” meloniani.

Anzi il loro, attraverso le parole del capogruppo Andrea Ruffini è stato l’intervento più affilato, più spietato addirittura di quello dell’opposizione. Un contenuto assai critico che però è stato illanguidito dall’astensione.

Lo sguardo attento di Alberto Feliziani, iscritto a FdI e sostenitore di Silvia Squadroni
C’era tantissima attesa a Civitanova per questo Consiglio, la gente ha iniziato ad arrivare già alle 20,30 attendendo fuori che aprissero l’aula consiliare. Gremita come non mai la sala. Non sono mancati momenti concitati, come quello tra Paolo Biancucci e Alberto Feliziani che ha richiesto l’intervento della polizia locale, con Feliziani che addirittura si è presentato in aula con sei bodyguard (leggi l’articolo).

Ciarapica ha usato il suo intervento per “convincere” della bontà della propria azione amministrativa ricordando i progetti da terminare e che con l’arrivo di un commissario avrebbero vista minata la loro messa a terra, tra tutti il centro per l’autismo e i bandi per la Bolkestein.
«È una sfiducia al sindaco o a Vannacci?» ha chiesto, sostenendo che l’adesione a una diversa formazione politica non possa diventare il pretesto per interrompere il mandato. Per Ciarapica, infatti, non sarebbe stato contestato il lavoro amministrativo della giunta, ma una scelta politica, con un’iniziativa che ha definito «fortemente strumentale e dettata da vendette politiche e regolamento di conti». Il primo cittadino ha respinto l’accusa di aver tradito il programma elettorale e l’impegno assunto con i cittadini, rivendicando il lavoro svolto e i risultati raggiunti.

L’intervento di Silvia Squadroni
Il passaggio politicamente più atteso era quello di Silvia Squadroni. La consigliera di Siamo Civitanova, che non aveva firmato la mozione, e che è prossima all’ingresso in Forza Italia ha motivato così la scelta: «Non perché convinta che il fine non giustifica i mezzi. Quando fai un patto con il diavolo, il diavolo ti mangia l’anima. Con estrema coerenza non farò alcun patto con Vince Civitanova che fa della minaccia e prevaricazione il proprio metodo. Vince Civitanova ha stuprato urbanisticamente la città. Non ho mai abbandonato il centrodestra o il mio essere liberal democratica. Siamo al bivio, votare sì alla mozione significa ricostruire una verginità politica a Vince Civitanova e tenerla ancora in vita, votare no o astenersi significa capire che Civitanova va ripulita».

L’intervento di Fausto Troiani
La replica di Fausto Troiani, leader di Vince Civitanova, non si è fatta attendere: «Squadroni ha fatto passare il sindaco come un incapace di intendere e di volere, avrei fatto tutto io – sottolinea – e dimentica anche che nel 2012 era candidata con Vince Civitanova quindi un po’ diavolessa lo era anche lei. E’ vero che volevamo andare dal notaio non per sottrarci al confronto, ma per accelerare questa lenta agonia, un atto di eutanasia politica. Una decisione presa prima della revoca delle deleghe a Belletti, ma non è stato possibile perché Squadroni ha fatto mancare il numero necessario alla decadenza in cambio della promessa dell’assessorato che sarebbe stato revocato a Roberta Belletti che è stata in assoluto il miglior assessore all’urbanistica degli ultimi decenni a Civitanova. Non abbiamo nessuna verginità da rifare perché siamo stati sempre fedeli all’elettorato». Troiani ripercorre poi le vicende politiche parlando di “doppio tradimento” da parte di Ciarapica con le elezioni regionali e rivelando anche che, secondo Troiani, ci sarebbe stata la mano del sindaco anche nel franco tiratore che ha votato la sfiducia rimuovendolo dal ruolo di presidente del consiglio.

Il duro intervento di Andrea Ruffini, capogruppo di Fratelli d’Italia
Ma il pubblico ha avuto un fremito, ipotizzando un finale diverso, con le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Ruffini. Durissimo l’intervento contro Ciarapica, tale da lasciare intendere quasi un cambio di rotta rispetto agli intendimenti degli ultimi giorni e ad un possibile esito funesto per il sindaco. «In tanti ci hanno tirato per la giacchetta stasera – ha detto Ruffini – Noi abbiamo la nostra linea ben chiara. Il partito ha sempre agito nel rispetto della coalizione che ha vinto le amministrative nel 2022. Il centrodestra ha governato bene, ma Ciarapica ha tradito la coalizione.

Fabrizio Ciarapica è anche coordinatore regionale di Futuro Nazionale
Anche sulla sicurezza da anni abbiamo chiesto un cambio di rotta che però non è avvenuto. La mozione è la certificazione del fallimento del suo metodo. La crisi è evidente. Ha tradito il patto del 2022. Oltre questo ha scaricato sull’ urbanistica le sue responsabilità. È un atto di sfiducia verso la sua giunta, esempio di un sindaco autoreferenziale che si commissaria da solo. Oggi è sindaco di minoranza nella sua stessa maggioranza. Chiarito questo non voteremo contro questa mozione, votare contro sarebbe assolverla da un metodo arrogante, ma non voteremo a favore, non saremo il tredicesimo voto. Quello cercatelo da chi passa dalla protesta alla stampella (il riferimento è a Silvia Squadroni ndr). Per questo ci asteniamo, ma non è un salvataggio, è la condanna politica del suo operato. Ciarapica è un sindaco dimezzato appeso ad un filo».

Dai banchi del centrosinistra l’intervento di Francesco Micucci, capogruppo Pd
Tra i banchi della minoranza la segretaria del Pd, Lidia Iezzi, ha puntato sulle ambizioni regionali del sindaco, ricordando le candidature del 2020 e del 2022 e le rispettive bocciature. «La città resta, il sindaco continua a guardare da un’altra parte». Anche Mirella Paglialunga ha contestato la permanenza di Ciarapica alla guida del Comune, sostenendo che i cittadini avrebbero «da tempo smesso di dimostrargli consenso e simpatia. Sindaco di una maggioranza ormai sfaldata, le astensioni lo salveranno ma faranno solo galleggiare questa maggioranza improduttiva per altri 6 mesi». Letizia Murri ha sostenuto che staccare la spina significherebbe «impedire a Ciarapica di compiere scelte a vantaggio della propria campagna elettorale» mentre Elisabetta Giorgini ha definito quella in carica «la peggiore giunta della storia cittadina» e ha attaccato la scelta di aderire al progetto politico di Vannacci, auspicando che il modello amministrativo del sindaco diventi «un triste ricordo». Il capogruppo Pd Francesco Micucci ha detto che il sindaco si sarebbe dovuto dimettere già due volte dopo le batoste elettorali alle Regionali: «Il suo treno per Ancona ha deragliato due volte e oggi deve prendere il treno per Roma. Ciarapica ha blindato da tempo questo voto mettendo qualcuno come commissario provinciale di Futuro Nazionale, facendo entrare qualcun altro sul bando dei centri commerciali naturali e nominando assessore la compagna di un consigliere».

Pierpaolo Turchi (Futuro Nazionale)
Strenue invece la difesa della Lega con Giorgio Pollastrelli che ha bollato la ricostruzione di Troiani come «nulla cosmico» e quella del fido Pierpaolo Turchi compagno in Futuro Nazionale (è commissario provinciale).

Alla fine, la mozione si ferma a 11 voti favorevoli, 7 contrari e 6 astensioni. Tra i contrari, oltre a Squadroni e Paola Fontana, i due consiglieri della Lega Pollastrelli e Polverini, Pierpaolo Turchi di Fn, Gianluca Crocetti di Civitanova Unica e lo stesso Ciarapica. Astenuti i cinque i consiglieri di Fratelli d’Italia, e Paola Campetelli di Civitanova Unica.

Tra il pubblico Roberta Belletti, l’assessore cacciata da Ciarapica






Salvato il soldato Ciarapica: Fratelli d’Italia lo bombarda a parole ma lo lascia al comando
Nelle cronache si parla sempre dei burattini (i politici, i cavalli, i portatori di voti) e mai dei burattinai (i gruppi economici, gli aurighi, i portatori di euro). Chi c’è dietro (o sopra) queste scaramucce?
Canto III Divina Commedia: ” Lasciate ogni speranza a voi ch’intrate.Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.” Potevate illuderVi che il Sindaco venisse sfiduciato dalla maggioranza! Considerando che tra circa sette mesi ci sono le Amministrative, per la campagna elettorale occorrono soldi!
Johann Wolfgang von Goethe espresse grande ammirazione per “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni nel suo “Viaggio in Italia”, descrivendola come un’opera unica, veritiera e viva.
Ribaltone non c’è stato,
tranne qualche scaramuccia,
si continua col mandato,
molti son tornati a cuccia;
ma se cuccia è a catena,
non sfidar il can che dorme,
non c’è odio non c’è pena,
se si spera in nuove forme;
capitan rimane in testa,
fedelissimi al suo fianco,
si prospetta una gran festa,
firme sono andate in bianco;
le due forze contrapposte,
si son pure ancor sfidate,
ma alla fine le supposte,
al mittente ritornate;
il futuro ormai in città,
quasi giunto è al nuovo voto,
che si spera non sarà,
per chi urla da remoto;
siamo colti siamo seri,
anche se potrem trattare,
il più bello dei mestieri,
dovran pur ancor imparare…m.g.
Figuraccia colossale della Squadroni e di Fratelli d’Italia, interventi contraddittori e privi di senso logico e politico, una ulteriore buffonata ai danni della città.
Non sai se hai fiducia o no nel tuo sindaco? Allora non devi astenersi, devi smettere di fare politica. Spero che alle prossime elezioni i cittadini di Civitanova vadano a votare per riprendersi la dignità che Ciarapica e i suoi sodali hanno loro tolto.
Che significa: ” Il sindaco Fabrizio Ciarapica resta ancora a galla”? Non è una barca sfondata… Se Civitanova è stata stuprata urbanisticamente da Vince Civitanova, Troiani pentiti! Fa una bella lista con tutti gli stupri di cui ti accusano e che non puoi averli fatti senza l’ausilio del caro Fabrizio. Aggiungi anche qualcosa di extra, magari di chi approfittando dell’amicizia qualche grossa puttanata gli è stata concessa sempre se non l’abbia richiesta come scambio. Sai, a vedervi tutti assieme non che date una bella impressione. Ma si fa per dire, come quella volta che ho scritto che piantando un fratellino in giunta si pensava al futuro, non quello “nazionale” ma cittadino di cui ancora dal profondo mare magnum di carte sparse a bilanciare entrate e uscite non si riesce a localizzare né porta e né finestra. Questo con mal celata soddisfazione di eventuali approfittatori se ci dovrebbero essere… perché in fondo in fondo qualche innocente non lo trovi nemmeno se ci si perde tempo a cercarlo. E poi è già stato tutto reso così evidente, così ben spiegato che è inutile ritornarci. Chissà, forse un giorno in qualche piazza alzeranno una pira e ci bruceranno tutto, pure il ridicolo e la vergogna di cui oggi sembrano tutti non accorgersene, come se si potrebbe scrollare di dosso. Mi piace la solidarietà di Pollastrelli che fa sempre bene, chiaramente disinteressata. Lì lo sarebbero tutti poi vallo un po’ a sapere. Comunque un po’ esagerata quella risata ragguardevole , manco l’avesse salvato dalla solitudine del numero primo. Ma Borroni non aveva cambiato idea dando l’ordine perentorio e uno solo come nel consueto stile: ” Sfrattarlo e lo sfratteremo!”?