Corvo imperiale ucciso, Federcaccia:
«Chi sbaglia deve pagare
Non si può accusare un’intera categoria»
CALDAROLA - Il presidente della sezione di Macerata, Nazzareno Galassi: «Vicini alla giovane proprietaria, ma la responsabilità è sempre personale. Chi impugna un’arma deve agire con prudenza. Trasformare il comportamento di un singolo in un atto d’accusa nei confronti di migliaia di persone è profondamente sbagliato. Ricevuti insulti e offese che superano il limite» VIDEO

Angelina Di Monte con Morla
«Trasformare il comportamento di una singola persona in un atto d’accusa nei confronti di migliaia di cacciatori è profondamente sbagliato». Parole di Nazzareno Galassi, presidente provinciale di Federcaccia Macerata, che, nell’esprimere vicinanza ad Angelina Di Monte, 22enne di Caldarola, per la morte di Morla, il corvo imperiale ucciso da un cacciatore (l’uomo è stato denunciato), difende però la categoria nel suo complesso.

Il corvo imperiale ucciso da un cacciatore
«La sezione provinciale di Federcaccia Macerata esprime innanzitutto il proprio dispiacere per quanto accaduto a Caldarola e la propria vicinanza alla giovane proprietaria del corvo imperiale Morla – ribadisce Galassi – la morte di un animale al quale una persona era profondamente legata è un fatto doloroso che merita rispetto e sensibilità. Allo stesso tempo, riteniamo necessario ribadire con altrettanta chiarezza un principio fondamentale: la responsabilità è sempre personale. Se un cacciatore commette un errore, viola una norma o tiene un comportamento incompatibile con le responsabilità che derivano dall’utilizzo di un’arma e dall’esercizio dell’attività venatoria, è giusto che ne risponda nelle sedi competenti, secondo quanto previsto dalla legge. Se c’è errore, chi sbaglia paga, e deve assumersi personalmente le conseguenze delle proprie azioni».

La giovane caldarolese aveva raccontato che quella mattina, lo scorso 6 settembre, stava passeggiando vicino casa sua, come faceva abitualmente. Poi, lo sparo. L’uomo è stato denunciato e ha riferito ai carabinieri forestali di aver scambiato il corvo imperiale per una cornacchia, a sua volta però uccello cui è vietato sparare. Sui social in molti hanno puntato il dito non solo su di lui, ma sulla categoria dei cacciatori tout court. «Espressioni che non si limitano alla comprensibile critica nei confronti dell’episodio, ma arrivano a rivolgere insulti, offese e accuse indiscriminate nei confronti dell’intera categoria venatoria – rimarca Galassi – troppo spesso leggiamo frasi che superano il limite del confronto civile e che, in alcuni casi, possono assumere una rilevanza ben diversa da una semplice opinione o critica. La libertà di esprimere il proprio dissenso deve essere sempre rispettata, anche quando le posizioni sono profondamente differenti dalle nostre; altra cosa, però, è trasformare un episodio individuale nell’occasione per diffondere odio, offese o accuse generalizzate contro migliaia di persone. La stragrande maggioranza dei cacciatori esercita la propria attività rispettando norme, periodi, specie cacciabili e regole di sicurezza, assumendosi responsabilità precise e partecipando anche ad attività di gestione, monitoraggio e conoscenza della fauna selvatica e del territorio. Come Federazione siamo da sempre convinti che chi impugna un’arma debba farlo con prudenza, preparazione e piena consapevolezza. Uno dei principi fondamentali dell’attività venatoria è semplice e non ammette deroghe: prima di sparare occorre avere la certezza di ciò che si ha davanti. Quando questo principio viene meno, non siamo di fronte a un comportamento che debba essere difeso dalla categoria. Al contrario, è proprio il mondo venatorio il primo ad avere interesse affinché episodi simili non accadano».

Galassi chiede però lo stesso senso di responsabilità nel giudicare un’intera categoria. «Come non sarebbe corretto attribuire a un’intera categoria professionale o sociale la responsabilità dell’errore commesso da un singolo individuo, allo stesso modo non è accettabile utilizzare questo episodio per alimentare odio e disprezzo generalizzato nei confronti di tutti i cacciatori – finisce il presidente di Federcaccia Macerata – lasciamo che siano le autorità competenti ad accertare definitivamente fatti e responsabilità e ad applicare, ove previste, le relative conseguenze. Da parte nostra continueremo a lavorare perché nel mondo venatorio crescano sempre di più conoscenza, responsabilità, sicurezza e rispetto della fauna e del territorio».
(redazione Cm)
A passeggio con un corvo imperiale, un cacciatore lo uccide: «Mi sembrava una cornacchia»
— L’ Ibis Eremita, una specie affine alla cicogna, rimasti solo 20 esemplari ca. in Austria pertanto rarissimi e protetti.!!
— Due rarissimi esemplari di Ibis Eremita, il 6 ottobre.2025, venivano abbattuti a Dubino, vicino Sondrio, da appena un’ora in Italia, provenendo dall’Austria, superata con grande difficoltà i 3000 metri delle Alpi.!!!
— Nessuno sa niente, né visto niente, un solo sospettato oggetto di indagini dalle autorità competenti.!!!
— Vedi ” Bracconaggio e Abbattimenti illegali di Specie animali selvatici.” In ogni provincia d’Italia, ormai sono ripetuti e continuati.!!!!
— Le associazioni venatorie e la caccia, pertanto dovrebbero chiudere per almeno 20 anni per il ritorno e l’ equilibrio degli animali selvatici, in regioni con almeno il 50 per cento di aree protette, parchi nazionali, regionali, ecc…!!!
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