«In Ast 872 assunzioni in 20 mesi.
Stiamo governando le risorse,
non riduciamo l’attività sanitaria»
IL DATO - L'azienda fa il punto sull'attività, nega l'ipotesi di tagli, conferma il numero delle sedute operatorie (una in più a Macerata) e indica nella sostenibilità la chiave per continuare a mantenere servizi e qualità

«Da gennaio 2025 a oggi 872 assunzioni all’Ast di Macerata, non stiamo arretrando sui servizi, stiamo governando le risorse per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità». Così l’azienda che dice di voler fare chiarezza perché «stanno circolando ricostruzioni che rischiano di trasformare normali e doverose scelte di governo di un’Azienda sanitaria in annunci allarmistici di presunti “tagli”». L’Ast di Macerata sottolinea di non aver dato «alcun mandato di ridurre indiscriminatamente l’attività sanitaria». Anzi, dice l’azienda, stanno facendo «esattamente il contrario: stiamo rafforzando la capacità di governo dell’azienda, responsabilizzando i nuovi Dipartimenti e chiedendo alle strutture di programmare le attività sulla base dei bisogni assistenziali, delle priorità cliniche, delle professionalità disponibili e di un utilizzo appropriato e sostenibile delle risorse. È questo il significato della nuova organizzazione dipartimentale che stiamo mettendo in atto. Non una sommatoria di strutture che difendono ciascuna il proprio spazio, ma Dipartimenti chiamati a governare realmente produzione, percorsi, risorse e risultati. L’obiettivo non è “fare meno”, ma organizzare meglio per produrre la maggiore risposta assistenziale possibile, in condizioni di sicurezza e con una programmazione certa e sostenibile».
Altra questione le sedute operatorie: «pure quella va letta in questo contesto. Esiste una criticità oggettiva nella disponibilità degli anestesisti, una carenza di 2-3 unità che non si è ancora riusciti a risolvere, la proposta discussa con i professionisti non è quella di “tagliare la chirurgia”, al contrario la prevista rimodulazione delle attività anestesiologiche non tocca assolutamente le sedute operatorie, che anzi passano da 23 a 24 a settimana a Macerata e rimangono costanti a 20 a settimana a Civitanova».
La stessa politica del personale, dice ancora l’Ast, «dimostra quanto sia poco coerente descrivere questa fase come un percorso di disinvestimento. Il Piano occupazionale 2025 dell’Ast Macerata prevedeva 299 assunzioni a tempo indeterminato e 60 rapporti flessibili, a fronte delle cessazioni previste; tra le assunzioni a tempo indeterminato figuravano 101 medici, 90 del comparto sanitario e 30 del ruolo sociosanitario, oltre agli altri profili. A questo si è aggiunto, un ulteriore intervento straordinario per 116 assunzioni a tempo indeterminato destinate in particolare al rafforzamento della rete territoriale: 3 medici, 3 psicologi, 78 infermieri, 21 operatori sociosanitari, 3 assistenti sociali e 8 assistenti amministrativi, per Case e ospedali di Comunità, Cot e Uca. La Regione ha precisato che questi posti si aggiungono alle ordinarie procedure di stabilizzazione e sostituzione. E il percorso prosegue nel 2026: il nuovo piano occupazionale approvato dalla Regione programma per l’Ast di Macerata altre 172 assunzioni, in larga parte di personale sanitario». A conti fatti l’Ast di Macerata dice che dal 1 gennaio 2025 a oggi ha fatto 872 assunzioni «garantendo non solo il 100% del turnover ma, al compimento delle procedure in itinere, un saldo attivo di 161 posti». Numeri a parte, dice ancora Ast: «la sfida che abbiamo davanti è utilizzare al meglio professionisti, sale operatorie, tecnologie e strutture; integrare ospedale e territorio; responsabilizzare i Dipartimenti; misurare i risultati e correggere ciò che non funziona. E farlo mantenendo l’equilibrio economico non è in contraddizione con la tutela della salute: la sostenibilità è la condizione che permette di garantire nel tempo servizi pubblici solidi e di qualità».
Bisogna sapere quanti sono andati in pensione dal 1 gennaio 2025 ad oggi suddivisi per categoria: medici, infermieri, OSS, altro. Perché un medico, ad esempio, non può essere paragonato ad un infermiere.