Comuni montani esclusi,
Catena: «La filiera si è inceppata»
ATTACCO - Il consigliere regionale del Pd si fa portavoce dei Comuni di Belforte del Chienti, Cingoli, Colmurano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano, Tolentino e Treia. «Basta rassicurazioni, vogliamo misure concrete come ha fatto l'Emilia Romagna»
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Il consigliere regionale Leonardo Catena
«Prima hanno esultato per i nuovi criteri, poi si sono accorti del danno. Oggi, dopo rassicurazioni e promesse, i 29 Comuni esclusi continuano ad aspettare». È il consigliere regionale Leonardo Catena a farsi portavoce di Belforte del Chienti, Cingoli, Colmurano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano, Tolentino e Treia, i sette Comuni del maceratese che sono stati esclusi dalla nuova classificazione delle aree montane.
«La risposta degli assessori Baldelli e Rossi in Consiglio regionale conferma quello che denunciamo da mesi: a oggi, dalla Regione Marche non è arrivata nessuna misura concreta per tutelare gli esclusi dalla nuova classificazione delle aree montane – ha aggiunto l’esponente del Pd -. La vicenda è paradossale. Prima la Giunta e la maggioranza hanno esultato per l’approvazione dei nuovi criteri, definendoli un “ottimo risultato” della maggioranza Acquaroli. Poi, quando sono emerse le conseguenze per i territori marchigiani, sono arrivate le rassicurazioni del presidente Acquaroli sul confronto con il Governo e sulla ricerca di una soluzione. Ma proprio qui la tanto decantata “filiera” si è inceppata».
Catena ricorda che il sindaco di Ascoli Piceno e presidente Anci Marche Marco Fioravanti, «esponente di Fratelli d’Italia come Acquaroli, si è schierato a sostegno dei Comuni esclusi, fino a sostenere il ricorso contro il Dpcm. E, secondo quanto riportato dalla stampa, Acquaroli lo ha ripreso per questa posizione, arrivando a chiedergli: “Ti metti contro il Governo?”. È un episodio che dice molto: quando un sindaco di Fratelli d’Italia difende i Comuni che rappresenta e viene richiamato perché rischia di mettersi contro il Governo, viene da chiedersi se per questa maggioranza vengano prima gli interessi dei cittadini marchigiani o quelli del partito».
«Nel frattempo è arrivata anche una frase del ministro Calderoli che dovrebbe far riflettere: “Ma i criteri li avete praticamente scritti voi delle Marche”. Ora il Dpcm è entrato in vigore e 29 Comuni marchigiani sono ancora fuori dalla classificazione – continua Catena -. E alle promesse non sono seguiti gli atti. È questo che abbiamo chiesto in Consiglio: non altre rassicurazioni, ma sapere quali misure concrete, quali risorse e quali strumenti la Regione intenda mettere in campo per evitare che questi territori vengano penalizzati».
La nuova classificazione può comportare la perdita o la limitazione di agevolazioni per imprese e giovani, incentivi per l’agricoltura, misure per il personale sanitario e scolastico e specifici strumenti di sostegno alle aree montane, con ricadute sul contrasto allo spopolamento e sulla tenuta dei servizi. «Sono passati mesi. Abbiamo avuto annunci, rassicurazioni e promesse. Ma oggi non vediamo ancora una misura concreta della Regione. Se non è stato possibile ottenere la modifica dei criteri, la Giunta utilizzi almeno le proprie risorse e competenze per garantire ai Comuni esclusi le stesse opportunità degli altri territori» prosegue il consigliere dem.
«Basta guardare a ciò che ha fatto l’Emilia Romagna, che ha aumentato di 24 milioni per il triennio 2026-2028 la dotazione ordinaria, che corrisponde a più 60%, e stanziato ulteriori 18 milioni di euro per le Strategie territoriali per le aree montane e interne (Stami) per compensare gli effetti della riclassificazione. Gli strumenti esistono: serve la volontà politica di utilizzarli – ha concluso Catena -. Non servono più parole. Servono atti, risorse e tempi certi. I 29 Comuni esclusi e le loro comunità hanno aspettato abbastanza».
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