Un imprenditore su sei ha più di 70 anni,
Macerata settima in Italia
ECONOMIA - Lo studio di Cna evidenzia un mancato ricambio generazionale. Dieci anni fa gli ultrasettantenti alla guida di aziende in provincia erano 500 in più, ma la loro incidenza percentuale è aumentata dell'1,7% per il crollo delle imprese guidate da giovani (un terzo in meno a livello regionale in un decennio). Il presidente Simone Giglietti: «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d’impresa”»

Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata
Quasi un titolare di impresa individuale su sei in provincia di Macerata ha almeno 70 anni. Sono 2.977, pari al 16,3% del totale: una percentuale che colloca Macerata al settimo posto tra le 107 province italiane per incidenza degli imprenditori ultrasettantenni e al primo posto nelle Marche. È uno dei dati più significativi che emergono dal dossier Cna “Imprese senza ricambio”, che fotografa a livello provinciale e settoriale l’esposizione del sistema produttivo italiano al rischio di un mancato passaggio generazionale.
Il valore maceratese è nettamente superiore sia alla media nazionale, pari al 10,7%, sia a quella delle Marche, che si attesta intorno al 14,2%. A livello italiano l’incidenza più elevata di titolari ultrasettantenni si registra a Grosseto, con il 18,7%, seguita da Viterbo con il 17,9% e, al terzo posto, da Chieti e Trapani, entrambe con il 17,6%. Una geografia che, come evidenzia l’indagine Cna, non coincide con una semplice divisione tra Nord e Sud, ma interessa soprattutto territori nei quali all’invecchiamento degli imprenditori si accompagna un progressivo indebolimento della componente demografica e imprenditoriale più giovane.

I dati Cna
Dieci anni fa, nel 2015, in provincia di Macerata i titolari con almeno 70 anni erano 3.486 e rappresentavano il 14,6% del totale. Oggi sono meno in valore assoluto, ma la loro incidenza sulla platea degli imprenditori è salita al 16,3%, con un aumento di 1,7 punti percentuali. A rendere ancora più delicato il quadro è il calo della popolazione giovane, che riduce la platea potenziale di chi potrebbe raccogliere il testimone. Tra il 2015 e il 2026, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%. Il tema è particolarmente rilevante in un territorio dove piccole imprese e artigianato hanno un peso molto forte: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. Allo stesso tempo, nelle Marche le imprese giovanili sono diminuite del 36,7% in 10 anni, confermando una difficoltà crescente nel ricambio generazionale.
Il fenomeno interessa proprio alcuni dei comparti più importanti per l’economia del territorio. A livello nazionale, tra i settori con una maggiore incidenza di titolari ultrasettantenni figurano il manifatturiero, con il 9,6%, il trasporto e magazzinaggio con l’8,4% e il commercio con il 7,8%. Parallelamente, nell’ultimo decennio le imprese giovanili sono diminuite del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell’industria. «Il passaggio generazionale è ormai una delle questioni decisive per il futuro del nostro sistema produttivo – afferma il presidente Cna Macerata Simone Giglietti – quando un’impresa sana chiude perché non c’è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un’attività economica. Se ne vanno competenze, professionalità, rapporti costruiti nel tempo con clienti e fornitori e, soprattutto nell’artigianato, mestieri e conoscenze maturati in decenni di lavoro. I numeri della provincia di Macerata ci dicono che questo rischio è particolarmente concreto e non può essere considerato soltanto un problema interno alle famiglie degli imprenditori».
Per Cna Macerata è quindi necessario costruire una vera politica per la trasmissione d’impresa. Occorre favorire l’incontro tra imprenditori intenzionati a cessare l’attività e giovani o altri soggetti interessati a rilevarla, accompagnare il trasferimento delle competenze, facilitare l’accesso al credito e alle garanzie e rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati alle operazioni di subentro. Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata anche alle forme che consentono ai dipendenti di rilevare l’impresa e proseguirne l’attività. Su questo fronte Cna Macerata propone di estendere anche all’artigianato, al commercio, alla manifattura e agli altri settori produttivi la logica già sperimentata con successo per favorire il ricambio generazionale in agricoltura. «Negli anni la Regione ha investito risorse importanti per aiutare i giovani a entrare nelle imprese agricole e i risultati dimostrano che, quando esistono strumenti mirati, la risposta c’è – prosegue Giglietti – pensiamo che questo modello possa essere replicato anche nel resto dell’economia marchigiana. Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d’impresa”, con risorse dedicate a chi rileva un’attività esistente, incentivi per gli investimenti necessari al rilancio dell’azienda, credito agevolato, garanzie e accompagnamento nel trasferimento delle competenze. È spesso molto più efficace aiutare un giovane a raccogliere il testimone di un’impresa sana che lasciare che quell’impresa chiuda e tentare poi di ricostruire da zero ciò che è andato perduto. Non possiamo permetterci di perdere imprese che hanno mercato, competenze e prospettive soltanto perché manca chi possa continuarle. Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione, ma nel Maceratese significa anche preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne. Il passaggio d’impresa deve diventare una politica di sviluppo, non un problema da affrontare quando ormai è troppo tardi».